L’Europa League delle italiane: molto bene la Lazio che primeggia in classifica, male Roma e Fiorentina

I biancocelesti volano a punteggio pieno in testa alla classifica generale dell’Europa League a 36 squadre. La Roma non va oltre il pareggio a Bruxelles con l’Union Saint-Gilloise mentre la Viola perde a Nicosia

Union Saint-Gilloise – Roma  1-1  (Europa League)

Nonostante l’Union Saint-Gilloise non sia sicuramente al suo picco massimo di forma (sono attualmente decimi nella Jupiler League), di fronte si trova una Roma sfiduciata dalle recenti prestazioni e con poche certezze. Nel corso del primo tempo l’Union SG ha le occasioni migliori: Khalaili sfiora la traversa con un potente tiro, seguito da Niang e da Sykes, il cui colpo di testa esce di poco. Anche di fronte a un avversario modesto, la Roma fatica a creare opportunità reali, limitandosi a qualche tentativo dalla distanza con Baldanzi e un’incursione non troppo convinta di Pellegrini. Nonostante le dichiarazioni di Juric, che aveva parlato della necessità di “divertirsi in campo”, i giallorossi sembrano mancare di brillantezza e creatività.

Dopo l’intervallo la Roma torna in campo con un piglio e un approccio decisamente diverso. La squadra di Ivan Juric sfiora infatti il vantaggio prima con Shomurodov, che spreca di testa un assist di Pellegrini, poi con Baldanzi, che prende solo il palo dopo un ottimo sinistro a giro dal limite. Il tecnico giallorosso allora cambia strategia e inserisce Pisilli e Dovbyk. Al 17’ finalmente la Roma trova il vantaggio. Mancini segna di testa su assist di Pellegrini, sfruttando un’uscita incerta del portiere belga Moris. Dopo questo gol, la Roma trova più sicurezza e confidenza, mentre l’Union, ormai in difficoltà fisica, non riesce più a impensierire i giallorossi in maniera efficace.

Pocognoli tenta di dare nuova energia alla sua squadra inserendo Rodriguez e Ait El Hadj, ma i tentativi della compagine belga rimangono poco incisivi: la squadra continua a non trovare spazi utili in verticale e non riesce a sfruttare le fasce. All’improvviso, però, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, un’incertezza di Svilar combinata a una marcatura imprecisa di Celik permettono a Mac Allister di segnare il gol dell’1-1. La Roma rischia di subire un contraccolpo psicologico e rischia ancora, con l’Union che spreca alcune ripartenze potenzialmente pericolose.

Nel finale, Svilar si riscatta con una parata decisiva su Ait El Hadj, salvando la Roma dal possibile sorpasso, dopo che Rodriguez aveva fallito un’ottima occasione per i belgi. La partita si chiude in parità, con la Roma che esce dal campo consapevole di dover migliorare per evitare rischi futuri anche contro squadre sulla carta inferiori.

Lazio – Porto  2-1  (Europa League)

La Lazio prosegue la sua striscia positiva e all’Olimpico supera il Porto in una sfida cruciale ai fini della classifica. La squadra di Baroni si avvicina alla qualificazione agli ottavi di Europa League, senza la necessità degli spareggi. I biancocelesti conquistano una vittoria sofferta ma meritata, nonostante le difficoltà nel secondo tempo contro una squadra talentuosa come quella lusitana. Il gol decisivo arriva nel recupero, firmato dal solito Pedro, l’attaccante spagnolo si dimostra essere sempre una risorsa preziosa, anche a 37 anni.

Per l’occasione, Baroni opta per un turnover massiccio rispetto alla precedente gara contro il Cagliari, apportando ben otto cambi alla formazione titolare. In campo dal primo minuto Mandas, Marusic, Gigot, Nuno Tavares, Vecino, Tchaouna, Pedro e Zaccagni. Nel Porto, tra i difensori, scendono in campo due ex conoscenze della Serie A: Nehuen Perez, passato per l’Udinese, e Djalò, ex Juve. In attacco si fa notare Omorodion, giovane talento portoghese.

La Lazio parte forte nei primi trenta minuti, mostrando una netta superiorità. Al 7′ Tchaouna crea la prima occasione, lanciando Castellanos in profondità, ma l’argentino conclude alto. Un minuto più tardi sempre Castellanos trova la rete con un destro a giro preciso, ma il gol viene annullato per fuorigioco. La difesa della Lazio si dimostra solida e al minuto 11 Marusic anticipa un potenziale pericolo, fermando Omorodion. A metà tempo, tuttavia, il Porto cresce e sfiora più volte il vantaggio: prima Fabio Vieira centra traversa e palo, poi Omorodion fallisce il tap-in da pochi passi. Sul finale del primo tempo, quando tutto lascia presagire uno 0-0, arriva invece il gol biancoceleste: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Zaccagni, Castellanos fa sponda per Romagnoli, che di testa batte Diogo Costa, apparso incerto nell’uscita.

Nella ripresa, le due squadre iniziano con gli stessi undici, ma è l’allenatore del Porto a giocarsi per primo la carta dei cambi, mandando in campo Joao Mario, Nico Gonzalez e soprattutto Pepe, che porta nuova energia in attacco. Il Porto trova il pareggio al 66′ grazie a un inserimento di Eustaquio, servito in area da Galeno, che fredda Mandas con un tocco preciso. La Lazio reagisce prontamente e al 68’ Vecino, servito da Pedro, sfiora il gol di testa senza centrare la porta.

Baroni risponde con ulteriori cambi, inserendo prima Dia, Gila e Rovella, seguiti da Isaksen, che si rivelerà decisivo. È proprio il danese, nei minuti finali, a servire l’assist per Pedro: l’attaccante spagnolo non sbaglia e al 92′ trova il gol che regala il successo alla Lazio, mandando in delirio l’Olimpico.

Apoel Nicosia – Fiorentina  2-1  (Conference League)

La Fiorentina inciampa a Nicosia, dove l’Apoel vince 2-1 e interrompe la striscia di sette successi consecutivi tra campionato e Conference League dei viola. In avvio di gara la squadra di Palladino punta al possesso palla, cercando di sviluppare il gioco soprattutto sulla fascia destra. L’allenatore schiera Parisi e Richardson a sinistra, ma la soluzione sembra poco efficace e non offre l’equilibrio sperato. Verso la mezz’ora alcuni errori in costruzione di Adli alimentano il coraggio dei padroni di casa, che trovano più spazi per attaccare.

Al 37’ è proprio l’Apoel a sbloccare la gara: El Arabi ispira Donis con un passaggio preciso, e quest’ultimo batte Terracciano per l’1-0. La Fiorentina ha l’occasione per il pareggio con Richardson, ma il suo tentativo non va a buon fine. Al 46’, poco prima dell’intervallo, i ciprioti raddoppiano approfittando di un’incertezza difensiva: una mancata intesa tra Kayode e Biraghi permette ad Abagna di impossessarsi del pallone e segnare con un destro diagonale il 2-0.

Dopo l’intervallo, Palladino reagisce con numerosi cambi, inserendo tra gli altri Bove e Gosens per dare nuova spinta offensiva alla squadra. Al 74’ i toscani riescono a riaprire il match grazie a un’azione ben orchestrata: Martinez Quarta lancia Kouamé, che scambia con Ikoné al limite dell’area e conclude con un diagonale preciso che colpisce il palo e si infila in rete. La Fiorentina tenta il tutto per tutto nel quarto d’ora finale, ma ogni contropiede dell’Apoel, orchestrato da El Arabi, mette in apprensione la difesa viola.

La gara si chiude sul 2-1, con l’Apoel che conquista tre punti importanti, mentre la Fiorentina resta ferma a sei punti in classifica.

 

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