Genoa-Como 1-1
Il dodicesimo turno di Serie A si apre con lo scontro salvezza tra Genoa e Como. I rossoblù, reduci dalla vittoria chiave contro il Parma, affrontano un Como in cerca di riscatto dopo tre sconfitte consecutive.
Nella fase iniziale, il Como ha il controllo del gioco grazie a una prestazione particolarmente ispirata di Nico Paz. Al 17′, l’argentino serve a Da Cunha l’assist per l’1-0, per il francese si tratta del primo gol in Serie A. Il Genoa fatica a trovare il ritmo per tutto il primo tempo, rischiando anche di subire il raddoppio, ma Leali riesce in qualche modo a mantenere il parziale. Sul finire del primo tempo, l’occasione si capovolge: Reina compie una parata decisiva su Ekhator, mantenendo in vantaggio i lariani.
Nel secondo tempo il Como continua a premere, segnando anche il gol del possibile 2-0 al 67’ con Cutrone, rete però annullata per fuorigioco. Al 72′ entra in campo Mario Balotelli per il Genoa, ma il suo contributo è stato limitato, essendo subito ammonito per un intervento eccessivamente vigoroso. Nonostante gli sforzi, il Como non riesce a chiudere la partita e, nei minuti di recupero, arriva la classica beffa: al 92′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Vogliacco sigla l’1-1 finale su assist di Pinamonti.
Il pareggio lascia Genoa e Como appaiate a quota 10 punti in classifica, sottolineando le difficoltà di due squadre in cerca di maggiore continuità nel campionato.
Lecce-Empoli 1-1
Si conclude in pareggio la partita tra Lecce ed Empoli al Via del Mare, risultato che riflette l’intensità e l’equilibrio tra le due squadre.
Nella prima frazione l’Empoli mostra una grande solidità e organizzazione difensiva, mettendo in difficoltà il Lecce per poi passare in vantaggio al 33′ con un gol di Pellegri. L’azione è nata da una ripartenza orchestrata da Cacace, che ha servito l’attaccante permettendogli di concludere in porta dopo un’ottima finta su Rafia.
Il Lecce fatica a rispondere, anche se allo scadere del primo tempo Gaspar sfiora il pari con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nella ripresa, i padroni di casa cercano di ribaltare l’inerzia della gara: Dorgu e Krstovic spingono la squadra, con quest’ultimo che impegna Vasquez di testa. Verso metà secondo tempo, Cacace sfiora il raddoppio per l’Empoli, colpendo il palo con un potente tiro diagonale.
Il pareggio arriva al 77’ per il Lecce, grazie a un cross perfetto di Gallo su cui Pierotti svetta di testa, risvegliando anche il pubblico preoccupato del Via del Mare. Nel finale, entrambe le squadre cercano di superarsi con il Lecce che colpisce ben due traverse, prima su punizione di Sansone e poi con Krstovic, ma il risultato finale non cambierà più.
Con questo pareggio, l’Empoli sale a 15 punti in classifica, mentre il Lecce rimane ancora pericolosamente invischiato nella lotta salvezza con 9 punti.
Venezia-Parma 1-2
Il Parma espugna il Penzo e supera il Venezia per 2-1 in una gara intensa e combattuta. Reduci dalla sconfitta contro l’Inter, i veneti di Di Francesco si schierano con Candela al posto di Zampano, mentre Busio e Oristanio supportano l’attacco di Pohjanpalo. Il Parma, privo di Bernabè infortunato, vede l’inserimento del giovane Leoni in difesa, con Sohm in regia e un reparto offensivo avanzato che include Man, Cancellieri e Mihaila dietro Benedyczak.
La partita si apre subito in favore dei padroni di casa: dopo soli cinque minuti Nicolussi Caviglia, ben servito da Oristanio, sigla l’1-0 con un preciso diagonale. Il Parma risponde rapidamente, avanzando con intensità e guadagnando spazio. Al 20’, Valeri trova il pareggio con un tiro dal limite che riequilibra i conti ma che non modifica l’atteggiamento tattico della gara. Il Venezia continua infatti a giocare con velocità e verticalizzazioni insidiose, sfiorando il gol con un pallonetto di Busio. Nel frattempo, il Parma prova a rispondere con tentativi dalla distanza, ma senza successo, e il primo tempo si chiude sull’1-1.
Nella ripresa, i cambi rinnovano l’energia in campo: entrano Charpentier e Zampano per Parma e Venezia, e le squadre intensificano il pressing e il ritmo delle azioni. Un episodio chiave arriva poco dopo l’ora di gioco: Cancellieri respinge un tiro insidioso di Zamponi, dando avvio a una ripartenza che si conclude con Bonny, appena entrato, che segna su ribattuta di Stankovic dopo un tiro di Man. L’1-2 del Parma ribalta quindi il risultato e risulterà decisivo per le sorti della gara.
Nel finale, il Venezia tenta con determinazione di trovare il pari, ma il portiere Suzuki protegge il vantaggio dei ducali. Il Parma conquista così tre punti importantissimi per la lotta salvezza, mentre per il Venezia arriva un’altra sconfitta dolorosa che complica i piani in termini di classifica.

Cagliari-Milan 3-3
La trasferta di Cagliari, come predetto da Fonseca, si è rivelata difficile per il Milan, reduce dal trionfo in Champions League contro il Real Madrid. Il 3-3 finale riflette i valori di un match equilibrato, dove i rossoneri hanno sofferto fin dai primi minuti la pressione dei sardi. Il Cagliari, preparato con attenzione da Nicola, ha subito colpito con un gol di Zortea, che al primo minuto ha sorpreso Maignan con un destro ben piazzato.
La partita rimane vivace e aperta, caratterizzata da una fragilità difensiva del Milan che permette ai padroni di casa di insidiare l’area avversaria con facilità. Leao, autore di una doppietta grazie agli assist dei centrocampisti Reijnders e Fofana, tiene a galla il Milan, ma il Cagliari continua a rendersi pericoloso con un gol annullato a Viola per fuorigioco nel recupero del primo tempo. Nel secondo tempo Abraham firma il gol del 3-2 per i rossoneri al 69′, facendo sperare Fonseca di poter chiudere la gara.
Tuttavia, il Cagliari non è mai domo e continua a premere fino a che, all’89’, Zappa realizza il gol del definitivo 3-3 con una volee potente e precisa, che va ad infilarsi sotto al sette. I sardi conquistano così un punto prezioso dimostrando resilienza e grande determinazione, nonostante la situazione di classifica non sia delle migliori.
Juventus-Torino 2-0
La Juventus stravince il derby della Mole contro un Torino spento e spuntato, conquistando un 2-0 che la mantiene in lotta per le posizioni di vertice. I bianconeri dominano fin dai primi minuti, approfittando delle difficoltà realizzative di un toro orfano del bomber della squadra, Duvan Zapata, out fino a fine stagione per un grave infortunio ai legamenti del ginocchio.
Thiago Motta sceglie Perin in porta, con Locatelli e Thuram in mediana e Weah preferito a Conceiçao sulla fascia. Vanoli, costretto a fare i conti con vari infortuni, schiera Sanabria come unica punta, con Vlasic alle sue spalle. Il primo tempo è a senso unico, con la Juventus che sfonda ripetutamente, soprattutto sulla destra, dove la coppia granata Pedersen-Walukiewicz soffre le incursioni avversarie. Dopo 18 minuti, Cambiaso penetra con una grande incursione e scaglia un potente destro, costringendo Milinkovic-Savic a respingere. Weah, da due passi, ne approfitta segnando a porta vuota l’1-0 per la Juve.
La pressione della Juventus continua, con Vlahovic e Koopmeiners che mettono ancora a dura prova la retroguardia granata, senza trovare però la via del gol. Il primo tempo si conclude quindi sull’1-0, con i granata che tengono aperta la partita pur soffrendo a più riprese.
Nel secondo tempo il Torino prova a reagire nonostante l’ennesimo infortunio, quello di Ilic, che viene sostituito da Gineitis. Tuttavia i granata faticano a creare pericoli veri per la Juventus, con Perin impegnato soltanto in un’occasione, parando un tiro di Sanabria nelle battute finali del match. Vanoli inserisce anche Njie e Karamoh per cercare di dare più incisività, senza riuscire però a sfondare il muro bianconero.
Dopo aver faticato a trovare il raddoppio per un tempo e mezzo, i padroni di casa trovano infine la via del gol. All’82’ infatti, il subentrato Conceicao serve un assist perfetto a Yildiz, che di testa non può sbagliare e chiude la pratica con il gol del 2-0.
Atalanta-Udinese 2-1
L’Atalanta supera l’Udinese per 2-1 in un match combattuto al Gewiss Stadium, segnato da diverse assenze e tanti infortuni. Senza Kolasinac e De Ketelaere, Gasperini opta per Kossounou e Djimsiti in difesa, con Samardzic, ex di turno, a supporto di Retegui. Per l’Udinese, Runjaic modifica la formazione vista contro la Juve, inserendo Touré e Kamara in difesa.
Il primo tempo si gioca a ritmi alti, con entrambe le squadre che attaccano senza timori. L’Udinese si mostra aggressiva e attenta a centrocampo, ostacolando il gioco dell’Atalanta. Al 18′ Payero colpisce la traversa e al 26′ l’Udinese vede annullarsi un gol per un fallo su De Roon. Nei minuti di recupero però, Kamara sblocca il risultato con un potente sinistro, portando l’Udinese sull’1-0.
La ripresa inizia con l’Atalanta che cambia tattica e formazione a causa dell’infortunio di Zappacosta. Bellanova, appena entrato, si rivela decisivo: serve l’assist a Pasalic per l’1-1 e, poco dopo, costringe Touré all’autogol che ribalta il risultato sul 2-1. Nonostante un tentativo di risposta dell’Udinese, l’Atalanta riesce a mantenere il controllo della gara. I cambi non portano altre sorprese, ma i nerazzurri perdono anche Zaniolo, sostituito da Cuadrado per un altro infortunio.
Per l’Udinese è la terza sconfitta consecutiva, mentre l’Atalanta consolida la sua posizione in classifica, anche se con una rosa sempre più provata dagli infortuni.

Fiorentina-Hellas Verona 3-1
La Fiorentina si riprende subito dopo il ko europeo contro l’Apoel Nicosia e conquista una vittoria importante contro l’Hellas Verona, imponendosi 3-1 al Franchi e agganciando momentaneamente il secondo posto in classifica. I viola passano in vantaggio dopo soli quattro minuti, con Moise Kean, grande protagonista della serata, che finalizza perfettamente un filtrante di Beltran battendo Montipò per l’1-0. L’Hellas accusa il colpo, ma poco dopo si riprende con Lazovic, che impegna de Gea e scuote i suoi.
Al 18′, il Verona trova il pareggio grazie a un’azione di forza: Serdar recupera un pallone e con un gran tiro insacca all’incrocio per l’1-1. Gli scaligeri riescono a contenere gli attacchi della Fiorentina fino alla fine del primo tempo, che si chiude in equilibrio.
Nella ripresa, la Fiorentina torna avanti al 58′ con un’altra rete di Kean: su corner, l’attaccante viola colpisce al volo firmando il 2-1 e la sua doppietta personale. Il gol subito spegne le speranze del Verona, che subisce la pressione avversaria e si affida a Montipò, bravo a salvare su Beltran e Colpani. Zanetti tenta di cambiare le sorti inserendo Kastanos e Mosquera, ma la Fiorentina domina ugualmente il finale di gara.
Nel recupero, al 92′, uno strardinario Kean chiude il match firmando la tripletta: lanciato da de Gea in campo aperto, sigla il gol del definitivo 3-1. Con questa vittoria, la Fiorentina ottiene la sesta vittoria consecutiva in Serie A, salendo a 25 punti. Il Verona invece rimane a 12 punti, mantenendo un +3 sulla zona retrocessione.
Roma-Bologna 2-3
In un clima di contestazione, la Roma cade ancora in casa contro il Bologna per 3-2, aggravando la propria crisi e certificando la fine dell’avventura di Juric sulla panchina giallorossa. Priva di Dybala e Pellegrini, la formazione titolare ha faticato a trovare identità e gioco, affidandosi a lanci lunghi inefficaci che hanno prodotto poco in fase offensiva. Al contrario, il Bologna di Italiano ha mostrato un gioco fluido e determinato, approfittando dei momenti di fragilità dei giallorossi.
Il match si apre con un brutto infortunio di Ndoye, che sbatte contro il palo e lascia il campo al 22′. Pochi minuti dopo, il Bologna passa in vantaggio al 25′ grazie a Castro, che approfitta di una mischia in area per siglare l’1-0. I tifosi della Curva Sud reagiscono interrompendo il tifo e manifestando il proprio malcontento.
Nella ripresa, i giallorossi non riescono a cambiare marcia. Juric inserisce Shomurodov e il giovane Dahl, ma è El Shaarawy a dare un barlume di speranza, segnando di testa l’1-1 complice una incertezza di Skorupski. Tuttavia, il Bologna non si scoraggia e replica immediatamente con Orsolini, che segna il secondo gol degli ospiti dopo un contropiede veloce. Karlsson firma l’1-3 al 75′, sfruttando un assist di Miranda. El Shaarawy prova a riaprire la gara sul 2-3 con un destro sotto l’incrocio, ma è troppo tardi: il Bologna controlla la gara e sfiora addirittura anche il quarto gol.
Con questa sconfitta, la Roma sprofonda ulteriormente in crisi, mentre il Bologna può festeggiare la quarta vittoria consecutiva. L’Olimpico si svuota tra i cori di disapprovazione, in una serata che segnerà poi la fine dell’avventura di Juric alla guida dei giallorossi.

Monza-Lazio 0-1
La Lazio supera il Monza con una vittoria di misura, ottenendo tre punti importanti nella corsa alle primissime posizioni. Nesta schiera il Monza con Maldini e Mota dietro a Djuric, mentre Baroni opta per un 4-3-3, dando fiducia a Dia al centro dell’attacco e puntando su un centrocampo denso con Vecino, Rovella e Guendouzi. Il Monza gioca in modo ordinato e difensivo, pronto a ripartire, mentre la Lazio domina il possesso ma fatica a trovare spazi in profondità.
Nel primo tempo, entrambe le squadre si rendono pericolose: Turati salva su un tiro di Dia, mentre Maldini e Mota sprecano buone occasioni per il Monza. Al 40′, la Lazio passa in vantaggio con Zaccagni, che segna con un destro a giro dopo aver colpito un palo pochi minuti prima. Questo gol concretizza il forcing dei biancocelesti e manda la Lazio negli spogliatoi in vantaggio.
Nella ripresa il Monza aumenta la pressione dopo il cambio tattico di Nesta, passando al 4-1-4-1 e schiacciando la Lazio nella propria metà campo. I biancocelesti tengono il risultato grazie anche a Provedel e tentano delle ripartenze rapide, ma il Monza continua a spingere con intensità. Baroni inserisce Isaksen e Castellanos per dare freschezza, mentre il Monza si gioca le ultime carte con Caprari e Petagna in attacco.
Negli ultimi minuti, il Monza cerca disperatamente il pareggio, ma la difesa della Lazio resiste fino alla fine, respingendo anche una punizione di Caprari nel recupero. Con questa vittoria, la Lazio conquista tre punti fondamentali, mentre il Monza, nonostante una buona prestazione, resta a mani vuote e sprofonda in classifica.
Inter-Napoli 1-1
L’Inter e il Napoli si dividono la posta in una gara intensa, conclusasi sull’1-1 a San Siro. L’Inter parte con un ritmo controllato, gestendo il possesso palla e cercando spazi contro un Napoli ben organizzato. La prima occasione è per gli ospiti: Kvaratskhelia, liberato sulla sinistra, tenta la conclusione, ma il suo tiro, deviato da Pavard, viene facilmente bloccato da Sommer.
Il gol arriva al 27’: un cross basso viene deviato da Rrahmani verso McTominay, che spinge il pallone in rete da distanza ravvicinata. L’Inter tenta una reazione, ma fatica a creare pericoli reali, e al 36′ solo un recupero decisivo di Acerbi su Kvaratskhelia impedisce il raddoppio. Al 43’ arriva il pareggio nerazzurro: Calhanoglu scocca un potente tiro dalla distanza, sorprendendo Meret e facendo esplodere San Siro.
Nel secondo tempo l’Inter colpisce subito un palo con un gran tiro al volo di Dimarco, mentre il Napoli fatica a trovare spazi nelle ripartenze come nel primo tempo, bloccato da un’ottima prestazione difensiva di Acerbi su Lukaku. Al 68′, Dimarco si rende ancora pericoloso, ma Meret devia in corner il suo tiro da posizione defilata. Poco dopo è l’Inter ad avere la chance di ribaltare il risultato su rigore, concesso per un contatto tra Dumfries e Anguissa parso in realtà abbastanza lieve. Calhanoglu però colpisce il palo dal dischetto, fallendo il suo primo rigore in Serie A dopo ben diciassette realizzazioni consecutive.
L’Inter continua a spingere, e Meret è chiamato a un’altra parata su un tiro di Barella. All’ultimo minuto di recupero, il Napoli ha l’occasione per il colpo di grazia con Simeone, ma l’attaccante spara un destro potentissimo che va alto sopra la traversa sancendo la fine del match sull’1-1.