Serie A, 15° giornata: la Dea batte il Milan e vola in testa alla classifica, volano nelle parti alte anche Lazio e Fiorentina

Il Napoli cede il passo ai biancocelesti al Maradona e scivola al secondo posto, la Juve continua la serie interminabile di pareggi

Atalanta-Milan  2-1

Non è stata la sfida spettacolare che molti si aspettavano, con un continuo scambio di colpi tra le due squadre. Gasperini e Fonseca hanno preferito adottare un approccio prudente, trasformando la partita in un duello tattico, deciso da episodi chiave. Come nella passata stagione, però, è stata l’Atalanta a spuntarla, imponendosi con un 2-1 negli ultimi minuti di gioco e consolidando la propria posizione al vertice della classifica.

Le palle inattive, elemento cruciale della gara, hanno condannato un Milan combattivo ma calato nella ripresa. I rossoneri, brillanti nel primo tempo, si sono spenti dopo l’infortunio di Pulisic, uscito poco prima dell’intervallo. Questa sconfitta allontana definitivamente i sogni di scudetto per Fonseca, che dovrà riorganizzare le idee per affrontare il resto della stagione.

L’inizio del match è stato promettente, con entrambe le squadre pronte ad attaccare. Dopo appena 15 secondi, Pulisic ha impegnato Carnesecchi con un tiro preciso, frutto di un’azione studiata fin dal calcio d’inizio. L’Atalanta ha risposto subito con Ederson, che ha superato tre avversari prima di servire Pasalic, il cui tentativo è però sfumato.

Il vantaggio nerazzurro è arrivato grazie all’ex rossonero De Ketelaere, che al 16’ ha svettato sul secondo palo per battere Maignan di testa. La risposta del Milan non si è fatta attendere: al 22’ Morata ha trovato il pareggio su assist di Leao.

L’uscita di Pulisic poco prima dell’intervallo ha segnato un punto di svolta per il Milan. Nella ripresa, i rossoneri hanno faticato a impostare il gioco, rinunciando a sfruttare i movimenti in profondità di Leao e Morata. L’Atalanta, dal canto suo, ha mantenuto il controllo delle operazioni, alzando il ritmo negli ultimi minuti.

Nel finale, la stanchezza ha iniziato a pesare sulle gambe dei rossoneri. Errori in uscita da parte di Hernandez e Musah hanno favorito le iniziative dell’Atalanta, che ha preso coraggio. Lookman ha sfiorato il gol al 79’, costringendo Maignan a un grande intervento, ma è stato decisivo pochi minuti dopo.

All’87’, sugli sviluppi di un corner, Kolasinac spizza il pallone, permettendo proprio al nigeriano di insaccare il gol vittoria. Il 2-1 consegna quindi i tre punti all’Atalanta, che si conferma in vetta alla classifica e allunga ulteriormente sul Milan.

 

Inter-Parma  3-1

Simone Inzaghi conferma la formazione vista a Firenze, con Lautaro e Thuram in attacco, mentre Pecchia risponde schierando Hainaut come terzino destro e un tridente tecnico alle spalle di Bonny formato da Cancellieri, Man e Mihaila. Il Parma cerca di arginare l’Inter con intensità e ripartenze, ma i nerazzurri impongono il loro ritmo grazie a un palleggio ordinato e a una manovra ampia ed efficace.

Dopo una fase iniziale combattuta, l’Inter prende il controllo del possesso e si rende pericolosa con Calhanoglu, Thuram e Dumfries, quest’ultimo fermato solo dalla traversa. Il Parma, pur chiuso nella propria metà campo, tenta di sorprendere i nerazzurri con pressing alto e ripartenze veloci, impegnando Sommer con Cancellieri e sfiorando il gol con Sohm su un assist di Bonny.

Nel finale del primo tempo, l’Inter accelera. Una giocata magistrale di Dimarco rompe l’equilibrio: un colpo di tacco in area gli permette di liberarsi per insaccare con il destro, portando i nerazzurri in vantaggio all’intervallo.

Il secondo tempo inizia senza cambi, ma l’Inter continua a dominare il gioco. Dopo un’occasione fallita da Dumfries, Barella firma il raddoppio con una conclusione precisa su assist di Mkhitaryan, saltando il portiere avversario con grande freddezza. Il Parma prova a reagire, ma i nerazzurri spingono sugli esterni e mantengono il controllo del ritmo.

Thuram sigla il terzo gol poco dopo l’ora di gioco, sfruttando una deviazione sugli sviluppi di un corner. Il 3-0 chiude virtualmente la partita, lasciando spazio ai cambi di Inzaghi, che inserisce Darmian, Correa, Asllani e Buchanan per dare fiato ai titolari.

Nel finale, il Parma accorcia le distanze grazie ad un autogol di Darmian che, per anticipare Man, spedisce la palla nella porta sbagliata. Poco dopo il VAR annulla un rigore assegnato all’Inter, il match termina senza ulteriori emozioni.

Con questa vittoria, l’Inter si conferma una delle principali inseguitrici del Napoli, mantenendo alta la pressione nella corsa scudetto.

 

Genoa-Torino  0-0

Reduce da una vittoria contro l’Udinese, il Genoa di Vieira conferma una difesa a quattro e un tridente rapido, mentre Vanoli schiera il Torino con difesa a tre e il tandem d’attacco Adams-Sanabria. Le squadre iniziano corte e compatte, battagliando in mediana senza trovare sbocchi offensivi. Il Genoa cerca di saltare il centrocampo con lanci lunghi, mentre il Torino pressa alto ma fatica a sfruttare la profondità.

Nel primo tempo, il Genoa si rende più pericoloso con Badelj e Frendrup, ma non riesce a concretizzare. Il Torino si affaccia timidamente con tentativi di Linetty e Gineitis, mentre un destro di Vojvoda si stampa sul palo nel finale della prima frazione.

La ripresa segue lo stesso copione, con pochi spazi e un ritmo spezzettato. Vieira passa al 4-4-2 inserendo Vitinha, mentre Vanoli opta per Sosa e Karamoh. Nonostante qualche giocata individuale e un paio di occasioni isolate, nessuna delle due squadre riesce a trovare il guizzo decisivo.

Nel recupero, Tameze sfiora il colpo per il Torino, ma Leali è attento e salva il risultato. A Marassi, Genoa e Torino si dividono la posta in palio in una partita equilibrata e priva di reti.

 

 

Juventus-Bologna  2-2

La Juventus ottiene il nono pareggio in 15 giornate, un risultato storico per il club che, nonostante il punto conquistato, aumenta la distanza dalla vetta della classifica. L’1-1 contro il Bologna, maturato in una gara combattuta, lascia un retrogusto amaro ad ambedue le squadre. L’Allianz Stadium ha visto una Juve affannata rincorrere, mentre il Bologna di Italiano si è dimostrato competitivo, pur sprecando un’occasione d’oro per portare a casa la vittoria facendosi rimontare per 2-2 dallo 0-2.

Nel primo tempo, il Bologna è partito con un pressing alto e un gioco rapido che ha messo in difficoltà i padroni di casa. Dopo un inizio intenso, Cambiaso è stato costretto a uscire per una distorsione alla caviglia, sostituito da Rouhi. Poco dopo gli emiliani hanno sfiorato il vantaggio con un palo di Ndoye, servito da Castro. Al 30′, il meritato vantaggio è arrivato grazie sempre a Ndoye, che ha insaccato con un destro potente su assist di Holm.

La Juve ha reagito con alcune fiammate, tra cui una conclusione alta di Fagioli e un tentativo di Vlahovic nel recupero, respinto con un riflesso prodigioso da Skorupski. Nonostante i tentativi, i bianconeri hanno chiuso il primo tempo sotto di un gol.

La seconda frazione è iniziata con l’espulsione di Thiago Motta per proteste, ma il Bologna non si è scomposto. Al 53′, Castro ha deliziato con un assist di tacco che ha mandato Pobega a tu per tu con Perin: il centrocampista ha realizzato il 2-0 con un tocco sotto elegante. La Juve, però, non si è arresa e ha accorciato le distanze al 62′ grazie a Koopmeiners, lesto a finalizzare un bel cross di Danilo.

Gli ospiti hanno continuato a rendersi pericolosi, sfiorando il terzo gol con Dominguez. Quando tutto sembrava deciso, è arrivata la rete del pareggio: Vlahovic serve Mbangula, che con un destro a giro fulmina Skorupski, facendo esplodere l’Allianz Stadium.

 

Roma-Lecce  4-1

La Roma si impone con un netto 4-1 sul Lecce all’Olimpico, in una partita che ha visto i giallorossi iniziare con il piede giusto. Il primo squillo è di Dybala, che sfiora il gol con un colpo di testa su cross di Celik, costringendo Falcone a un intervento incerto. L’1-0 arriva al 13′: El Shaarawy serve Saelemaekers, che conclude in modo sporco ma efficace, battendo il portiere ospite con un tiro angolato.

Il Lecce fatica a reagire, mostrando una manovra sterile e priva di idee. Poco dopo la mezz’ora, la Roma sfiora il raddoppio: sugli sviluppi di un corner, N’Dicka colpisce di testa, Dybala devia, ma Krstovic salva sulla linea. I padroni di casa sembrano in totale controllo, ma un contropiede salentino ribalta l’inerzia: Coulibaly viene atterrato in area da Abdulhamid, che interviene in ritardo. Chiffi assegna il rigore, e Krstovic realizza con freddezza, spiazzando Svilar per il momentaneo 1-1.

La ripresa si apre con il Lecce che prova a cambiare volto grazie a tre sostituzioni di Giampaolo. Nonostante i nuovi ingressi, è la Roma a creare le prime occasioni. Saelemaekers, ancora protagonista, sfiora il gol ma viene fermato da Falcone. Al 55′, il belga serve un ottimo pallone a Dybala, il cui sinistro termina di poco a lato. Due minuti più tardi, Pisilli, entrato al posto di Saelemaekers, fallisce un’altra chance clamorosa, trovando ancora Falcone pronto a respingere.

Il vantaggio romanista arriva al 59′: Mancini colpisce di testa in tuffo, sfruttando un cross preciso di El Shaarawy e bruciando Baschirotto. Giampaolo tenta il tutto per tutto inserendo Pierotti e Berisha, ma la mossa si rivela controproducente: Dorgu perde un pallone sanguinoso in uscita, Abdulhamid recupera e serve Pisilli, che insacca il 3-1 sul primo palo.

La Roma dilaga al 74′, quando Pisilli, in grande spolvero, confeziona l’assist per il primo gol in giallorosso di Koné, che firma il definitivo 4-1. Nel finale, il Lecce resta in 10 uomini per l’infortunio di Gaspar a cambi esauriti e colpisce un palo con Berisha, ma la squadra ospite non riesce più a reagire.

 

 

Fiorentina-Cagliari  1-0

Palladino sorprende nella formazione iniziale, lasciando in panchina Kean e Colpani per schierare Kouamé e Ikoné accanto a Beltran e Sottil. Dall’altra parte, Nicola passa alla difesa a quattro, affidandosi a Piccoli come terminale offensivo. La Fiorentina parte aggressiva, spingendo soprattutto sulla fascia sinistra con Sottil e Adli, mentre il Cagliari si difende ordinatamente.

Dopo un avvio equilibrato, la Viola sblocca il match al 24′: Cataldi segna con un piatto destro preciso, sfruttando un assist di Beltran dopo una giocata confusa della difesa sarda.

I toscani sfiorano il raddoppio al 32′ con Beltran, ma Mina interviene puntuale. Il primo tempo si chiude sull’1-0, con il Cagliari incapace di reagire con continuità e la Fiorentina che controlla il possesso palla.

Nicola prova a cambiare volto al Cagliari inserendo Gaetano e, successivamente, Luvumbo, che si rende pericoloso con una conclusione murata dalla difesa viola. Tuttavia, i padroni di casa mantengono il controllo, con Palladino che rafforza l’attacco inserendo Kean e Colpani per aumentare la pericolosità offensiva.

Nel finale, Nicola tenta il tutto per tutto con Pavoletti per dare peso all’attacco, ma la difesa della Fiorentina regge senza concedere spazi. Nonostante un forcing negli ultimi minuti, il Cagliari non riesce a evitare la settima sconfitta stagionale, confermando le difficoltà in trasferta.

 

Hellas Verona-Empoli  1-4

Il Verona parte con un’azione promettente al 3′, ma un errore difensivo di Bradaric al 16′ permette a Esposito di sbloccare il risultato. Poco dopo, un altro errore fatale di Belahyane consente al numero 99 empolese di raddoppiare, portando i toscani sul 2-0 al 19′. Al 32′, Cacace firma il terzo gol approfittando della confusione difensiva dei padroni di casa.

L’Hellas accorcia le distanze al 35′ con un guizzo di Tengstedt su assist di Tchatchoua, ma l’entusiasmo dura poco: al 42′ Colombo sigla il 4-1 con un sinistro preciso, sfruttando una punizione di Esposito. Prima dell’intervallo, l’arbitro Di Bello annulla un rigore per l’Empoli dopo un controllo VAR, ma la situazione del Verona appare già compromessa.

Nella ripresa, nonostante qualche tentativo dei gialloblù per riaprire il match, il risultato non cambia. L’Empoli gestisce senza difficoltà, mentre il pubblico del Bentegodi manifesta il proprio disappunto con fischi e cori contro la squadra e la società.

La fiducia in Zanetti sembra ormai ai minimi, con un altro scontro diretto per la salvezza all’orizzonte contro il Parma. Ad aggravare il clima già teso, le voci su una possibile cessione del club a un fondo americano, che contribuiscono a destabilizzare ulteriormente l’ambiente.

 

Venezia-Como  2-2

In avvio, il Como si rende pericoloso grazie a un tiro insidioso di Strefezza, deviato in corner da Stankovic con l’aiuto del vento. La risposta del Venezia non si è fatta attendere: al 16′, un tentativo di Nicolussi Caviglia viene involontariamente deviato di tacco da Pohjanpalo, spiazzando il portiere Reina. La rete è assegnata al centrocampista, sancendo l’1-0 per i padroni di casa.

Il Como fatica a trovare il pareggio nel primo tempo, con occasioni sprecate da Fadera e Belotti, e il risultato rimane invariato all’intervallo. La ripresa inizia sotto una pioggia torrenziale, con l’arbitro che decide di far proseguire l’incontro comunque.

Il Como trova subito il pareggio al 49′, quando Candela devia maldestramente nella propria porta un cross di van der Brempt. La squadra ospite prende così fiducia e ribalta il risultato al 56′: una combinazione tra van der Brempt e Belotti permette al “gallo” di segnare il 2-1, interrompendo un digiuno che durava dal 29 settembre.

La reazione del Venezia non si fa attendere. Dopo una serie di cambi, Oristanio sfrutta il vento per realizzare un incredibile gol direttamente da calcio d’angolo, riportando il punteggio in parità al 2-2. L’ultima parte della gara vede il Como schierarsi in un offensivo 4-2-4, ma senza esiti positivi.

Nel finale, il Venezia sfiora la vittoria con una potente conclusione di Nicolussi Caviglia, annullata per un fuorigioco attivo di Pohjanpalo all’inizio dell’azione. Crnigoj ha un’ulteriore occasione per i lagunari, ma il risultato rimane invariato.

Il pareggio mantiene il Venezia all’ultimo posto con 9 punti, mentre il Como raggiunge il Verona a quota 12, rimanendo terzultimo in classifica.

 

 

Napoli-Lazio  0-1

La Lazio conquista una vittoria meritata contro il Napoli, dimostrando maggiore coraggio e determinazione. L’unica nota negativa per i biancocelesti è l’ammonizione di Castellanos, già diffidato, che lo costringe a saltare l’atteso confronto con l’Inter.

I padroni di casa, invece, pagano una giornata sottotono dei loro leader. Lobotka, solitamente fondamentale nella costruzione del gioco, non riesce a fare la differenza, mentre Kvaratskhelia si vede solo a sprazzi nella prima metà di gara, per poi sparire completamente nella ripresa.

Lukaku viene ben controllato dalla difesa laziale, con Gila sugli scudi. La sconfitta mette in luce un limite ormai evidente del Napoli: una panchina poco incisiva, che non riesce a cambiare l’inerzia della partita quando i titolari faticano.

Baroni, privo dello squalificato Rovella, schiera Guendouzi in cabina di regia e recupera Tavares sulla fascia sinistra. Anche Dia torna tra i titolari, mentre Noslin, eroe di Coppa con una tripletta, rimane inizialmente in panchina. Sul fronte opposto, Conte cambia tutti gli undici giocatori utilizzati in Coppa Italia, affidandosi nuovamente ai titolari per questa sfida.

Nonostante la pioggia battente al Maradona, il Napoli prova a partire forte, sfruttando l’asse Di Lorenzo-Politano. Una combinazione che porta McTominay al tiro, ben respinto dalla difesa biancoceleste. La Lazio, però, prende presto il controllo del centrocampo, creando densità e lasciando pochi spazi ai partenopei.

La prima vera occasione per i biancocelesti arriva dai piedi di Isaksen, il cui sinistro viene neutralizzato da un ottimo intervento di Meret.

La squadra di Conte prova a reagire con qualche spunto individuale, ma le azioni pericolose si concentrano soprattutto nella seconda metà del primo tempo. Provedel blocca una girata di Anguissa e si mostra sicuro sui tentativi da fuori area di Politano e Kvaratskhelia, quest’ultimo su punizione nei minuti di recupero.

Nella ripresa, la Lazio continua a mantenere alta la pressione. Al 51’, una grande iniziativa di Dele-Bashiru porta a un tiro potente che si infrange sulla traversa. L’atteggiamento passivo del Napoli, con un Lobotka in difficoltà e un Kvara neutralizzato, facilita il lavoro della difesa ospite, guidata da un impeccabile Gila. Nemmeno l’uscita di Romagnoli per infortunio, sostituito da Patric, scalfisce la solidità del reparto arretrato.

Il Napoli prova a riaccendersi da palla inattiva, sfiora il gol con un colpo di testa di Anguissa che colpisce il palo al 71’. Tuttavia, è la Lazio a trovare la rete decisiva: al 79’, Isaksen riceve un assist da Noslin, supera Olivera e batte Meret con un sinistro a giro imparabile.

Conte tenta il tutto per tutto, inserisce Raspadori, Simeone e Neres, ma la manovra offensiva rimane sterile. La sconfitta non solo complica il cammino del Napoli, ma fa sorridere l’Atalanta, che guadagna terreno in classifica.

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