Il calcio italiano convive con il ricordo ingombrante degli anni ’80, ’90 e in parte ‘2000 in cui i maggiori club si potevano permettere i migliori campioni al mondo. Da più lustri ormai la Serie A deve accontentarsi dei top mondiali che arrivano solo quando hanno imboccato la via della seconda parte di carriera. Al punto che l’arrivo di un Cristiano Ronaldo ultratrentenne venne salutato come un evento metafisico. In altra epoca succedeva che l’Inter potesse bussare alla porta del Barcellona e acquistare Ronaldo (Luis Nazario da Lima), poco più che ventenne e pronto a vivere una parabola di solita ascesa.
Un’Atalanta senza limiti
Da quando non è stato più possibile si è avuta l’impressione che i tempi sarebbero stati durissimi per i club italiani, il cui potere d’acquisto non è paragonabile a quello dei club inglesi o di altre big europee. Oggi, però, c’è chi l’Atalanta insegna che si possono vincere le coppe europee anche senza spendere capitali a fondo perduto, con i bilanci apposto e con un percorso di crescita costante. Il grande merito della famiglia Percassi è quello di aver creato un progetto a lungo termine, in cui la figura chiave di Gasperini ha reso la Dea una squadra in grado di battere chiunque e con la percezione di essere in un percorso di crescita che dà l’impressione di non esaurirsi mai.
Atalanta-Real Madrid, una sfida dal valore simbolico
Una macchina perfetta in cui ogni componente è utile, ma nessuno è indispensabile. Così si vendono giocatori, se ne acquistano altri e si fanno plusvalenze che rendono solida la società. Alla base c’è una tradizione antichissima di un settore giovanile tra i migliori d’Europa, che oggi continua a sfornare potenziali campioni. E oggi l’Atalanta, prima in classifica dopo quindici giornate di Serie A, insegna che il calcio di provincia può sognare la scalata nazionale, ma anche che il calcio italiano può dare fastidio ad un Real Madrid in difficoltà con l’organizzazione e la valorizzazione del talento. Senza necessità di spese folli, ma solo con investimenti mirati e coretti. Mercoledì a Bergamo arrivano i Blancos. Lo fanno da campioni d’Europa in carica, ma contro la squadra che ha vinto l’Europa League.