Serie A, 16°giornata: Atalanta forza 10, male Juve, Roma e Milan

Il Napoli è l’unico che rincorre la Dea, aspettando Lazio-Inter di stasera

Empoli-Torino  0-1

Dopo quasi due mesi, il Torino ritrova il successo in Serie A battendo l’Empoli per 1-0 alla Computer Gross Arena. La partita si decide grazie a un capolavoro dello scozzese Adams, che realizza un gol da centrocampo al 70’.

Il match inizia con difficoltà per i padroni di casa: due ammonizioni nei primi undici minuti (Masina e Coco) e un gol annullato a Ismajli per fallo di Maleh su Milinkovic-Savic. Il Torino risponde con alcune occasioni, ma Vasquez si oppone a Sanabria e Ricci.

Nel secondo tempo, nonostante un buon avvio dell’Empoli, Vanoli cambia volto alla squadra con gli ingressi di Njie e Che Adams. Proprio quest’ultimo sfrutta un errore del portiere avversario e con una prodezza balistica regala i tre punti ai granata. D’Aversa tenta invano di recuperare, ma il risultato non cambia.

Grazie a questa vittoria, il Torino si porta a 19 punti, agganciando proprio l’Empoli in classifica.

 

Cagliari-Atalanta  0-1

La prima frazione vede i padroni di casa più pericolosi. Dopo un avvio equilibrato, il Cagliari crea tre nitide occasioni intorno al 39’, tutte neutralizzate da uno straordinario Carnesecchi, decisivo sui tentativi di Piccoli e Zortea. La difesa bergamasca traballa nuovamente poco dopo, ma Carnesecchi salva ancora sul tiro centrale di Piccoli.

Gasperini, insoddisfatto, cambia volto alla squadra nell’intervallo, inserendo Lookman e De Roon. L’Atalanta sfiora il vantaggio con Pasalic, ma il Cagliari risponde con Mina, che va vicino al gol di testa. Il match si sblocca al 66’: Zaniolo, appena entrato, colpisce al volo su assist di Bellanova e firma lo 0-1 per la Dea. L’ex Roma riceve un giallo per un’esultanza provocatoria, ma il suo gol si rivela decisivo.

Nel finale il Cagliari spinge per il pari: Mina impegna ancora Carnesecchi, ma la difesa nerazzurra resiste e mantiene il vantaggio fino al triplice fischio. Con questa vittoria, l’Atalanta porta a casa tre punti preziosi e la vetta della classifica.

 

 

Udinese-Napoli  1-3

La sfida inizia con Runjaic che conferma quasi tutta la formazione vincente contro il Monza, sostituendo solo l’infortunato Zarraga con Kristensen. Il Napoli, senza Kvaratskhelia, punta su Neres, Lukaku e Politano nel tridente offensivo.

Dopo una fase iniziale equilibrata, è David Neres a farsi notare al 19’, con un’azione personale che si conclude con un tiro fuori di poco. I padroni di casa passano in vantaggio al 22′: un rigore di Thauvin respinto da Meret viene ribattuto in rete dallo stesso francese.

Gli azzurri provano a reagire, spingendo soprattutto con Neres, ma la difesa friulana riesce a contenere fino all’intervallo. Nonostante il pressing partenopeo, la prima frazione termina sull’1-0.

La svolta arriva nella ripresa: al 50’, Romelu Lukaku firma il pareggio su assist di McTominay, sfruttando uno spazio tra Bijol e Giannetti. Il gol dà nuova energia al Napoli, che aumenta il ritmo e mette sotto pressione la retroguardia avversaria. Al 76’, è ancora Neres a creare l’azione decisiva: la sua incursione porta all’autogol di Giannetti, che regala il vantaggio agli uomini di Conte.

Gli azzurri non si fermano e all’80’ chiudono il match con il terzo gol: Anguissa, servito da Simeone, trafigge la difesa friulana siglando l’1-3. Gli avversari provano a reagire nei minuti finali, ma senza successo.

Con questa vittoria, il Napoli rimane a soli due punti dall’Atalanta, continuando la rincorsa alla vetta della classifica.

 

 

Juve-Venezia  2-2

Dopo la vittoria contro il Manchester City, Thiago Motta modifica l’undici iniziale confermando Danilo sulla sinistra e schierando McKennie e Weah al posto di Locatelli e Conceicao.

Di Francesco risponde con Zampano ed Ellertsson sugli esterni e il tandem Busio-Oristanio alle spalle di Pohjanpalo. Il Venezia parte forte e sfiora il vantaggio con Oristanio, ma la Juve, dopo aver evitato il pericolo, impone il suo gioco.

La gara si sblocca al 23’: Gatti insacca sugli sviluppi di un corner dopo un’incornata di Thuram. Il gol accende la reazione del Venezia, che colpisce una traversa con Andersen e mette pressione ai bianconeri, costretti ad abbassarsi nel finale di primo tempo, ma il risultato resta sull’1-0.

Nel secondo tempo, la Juventus continua a gestire il possesso palla, ma vede annullato un gol di Yildiz per un tocco di mano. Nonostante il controllo del gioco, i bianconeri non chiudono il match, mentre il Venezia si dimostra pericoloso in ripartenza. Al 74’, Ellertsson sorprende tutti su un cross di Zampano e pareggia con un colpo di testa preciso.

Motta tenta di cambiare l’inerzia inserendo Douglas Luiz e Conceicao, ma il Venezia, ben organizzato, riesce a resistere. Nel finale, Idzes ribalta incredibilmente il risultato per i lagunari con un colpo di testa su una punizione di Nicolussi Caviglia, portando i veneti avanti 1-2.

Quando tutto sembra perduto, Vlahovic riporta la Juve in parità dal dischetto dopo un tocco di mano di Candela su respinta di Stankovic. Il 2-2 finale salva i bianconeri dalla sconfitta, ma il pareggio viene vissuto come una delusione dai tifosi.

La Juventus, che mirava ai tre punti, lascia il campo tra i fischi, mentre il Venezia ottiene un punto prezioso contro una big del campionato.

 

Lecce-Monza  2-1

La gara si accende subito: al 3’, il Lecce passa in vantaggio con Tete Morente, bravo a sfruttare un lancio di Berisha e superare Turati con freddezza. I giallorossi dominano la prima fase e al 13’ avrebbero l’occasione per raddoppiare su rigore, concesso per un fallo di Bianco su Dorgu. Krstovic però si fa ipnotizzare da Turati.

L’errore dà coraggio al Monza, che sfiora il pareggio con Maldini e Dany Mota, mentre Falcone salva i suoi su un tiro pericoloso di Birindelli. Al 37’, però, arriva il colpo di scena: Dorgu, impeccabile fino a quel momento, commette un clamoroso autogol con un retropassaggio di testa che beffa il suo portiere, regalando l’1-1 agli ospiti.

La reazione del Lecce non tarda. Al 44’, Krstovic si riscatta trovando il gol del 2-1 con un potente tiro in area che non lascia scampo a Turati. I salentini sfiorano il tris nel recupero, ma Berisha manca il bersaglio su punizione.

Nella ripresa, i ritmi calano e gli episodi chiave sono decisi dal VAR: al 58’, un gol di Bianco viene annullato per fuorigioco, mentre due potenziali rigori (uno per parte) sfumano a causa di posizioni irregolari. Il Monza tenta l’assalto finale con un modulo ultra-offensivo, inserendo Maldini e tre attaccanti, ma la difesa del Lecce regge fino al fischio finale.

La vittoria consente al Lecce di salire a quota 16 punti, facendo un importante passo verso la salvezza. Il Monza, invece, resta ultimo a 10 punti, con soli tre raccolti nelle ultime otto gare.

 

Bologna-Fiorentina  1-0

Con il vice Citterio in panchina al posto di Palladino, la Fiorentina si presenta al Dall’Ara con un assetto offensivo guidato da Kean, supportato da Colpani, Gudmundsson e Beltran. Il Bologna risponde con Castro come punto di riferimento offensivo, sostenuto da Ndoye, Odgaard e Dominguez. L’inizio è intenso e giocato a ritmi alti, ma le difese reggono bene.

Al 20’ Kean va in gol, ma la rete viene annullata per fuorigioco. La Viola si affida alla velocità di Gudmundsson, creando pericoli in ripartenza, mentre i rossoblù provano ad aprire gli spazi cercando Castro in verticale. Skorupski salva il Bologna su una pericolosa incornata di Kean, mentre De Gea risponde a un tentativo di Ndoye, che si infortuna poco prima dell’intervallo.

Il secondo tempo si apre con un palo clamoroso di Castro su assist di Ferguson, entrato proprio al posto di Ndoye. La gara si accende ulteriormente: Pobega prova la conclusione al volo, ma De Gea è attento. Dall’altra parte Kean si rende pericoloso, ma non trova la porta.

Il gol decisivo arriva al 67’: Castro lancia Dominguez, che serve Odgaard per un destro preciso a battere De Gea. Forte del vantaggio, il Bologna gestisce bene il possesso palla, ma spreca l’occasione del raddoppio con Holm.

Nel finale, i cambi ridisegnano le squadre. La Fiorentina aumenta il pressing con Richardson, Ikoné e Parisi, mentre il Bologna inserisce forze fresche con Lykogiannis e Posch. Nonostante il forcing finale della Viola, con Skorupski e De Gea protagonisti di interventi decisivi, il Bologna resiste e porta a casa tre punti fondamentali.

 

Parma-Hellas Verona  2-3

Il Verona parte forte e trova il vantaggio al 5’: sugli sviluppi di un corner, Harroui pennella un cross perfetto per Coppola, che di testa batte Suzuki. La risposta del Parma non si fa attendere: al 19’, Bonny impegna Montipò, che respinge, ma Sohm è il più rapido sulla ribattuta e firma l’1-1.

Dopo il pari, i ritmi calano leggermente, con il Verona che si affida alle giocate di Suslov per provare a rendersi pericoloso. Il primo tempo si chiude in equilibrio.

Nella ripresa, Pecchia aumenta il peso offensivo del Parma inserendo Almqvist, e i ducali sembrano poter trovare il vantaggio grazie a una maggiore intensità. Invece sono gli ospiti a sorprenderli: al 57’, Harroui confeziona il suo secondo assist della giornata, servendo Sarr per il gol del 1-2.

Il Parma tenta di reagire, ma il Verona è cinico e colpisce ancora al 75’: una giocata di Suslov lancia Livramento in campo aperto. Il suo tiro viene respinto da Suzuki, ma Mosquera è ben appostato e insacca il 1-3.

Nel finale, il Parma accorcia le distanze con Sohm, che sigla la sua doppietta al 90’. Il suo gol accende gli ultimi minuti, ma è troppo tardi per completare la rimonta.

Con questa vittoria, il Verona aggancia il Parma in classifica, tornando a respirare dopo un periodo difficile.

 

 

Como-Roma  2-0

La Roma parte forte e crea pericoli sui calci piazzati: Saelemaekers e Celik sfiorano il gol nei primi venti minuti, con i lariani che faticano a uscire dalla propria metà campo. L’unica occasione del Como arriva da una punizione di Nico Paz, ma il primo tempo si chiude sullo 0-0 grazie anche alla buona tenuta difensiva dei padroni di casa.

Dopo l’intervallo, Fabregas scuote la squadra, chiedendo di alzare il baricentro e attaccare con più determinazione. La mossa paga: Strefezza e Fadera prendono in mano il gioco, costringendo la Roma a difendersi nella propria area. Le parate di Svilar mantengono l’equilibrio fino al 75’, quando Dybala spreca una grande occasione per i giallorossi.

Nel finale, il Como cambia marcia. Al 83’, Cutrone serve un assist perfetto per Gabrielloni, che firma l’1-0 con il suo primo gol nel massimo campionato. Poco dopo, Gabrielloni si rende ancora protagonista: invece di cercare la doppietta, regala l’assist a Nico Paz per il 2-0 definitivo.

Il Como celebra una vittoria storica, mentre la Roma, promettente nel primo tempo, si spegne nella ripresa.

 

Milan-Genoa  0-0

La celebrazione per il 125° anniversario del Milan si trasforma in una delusione, con la squadra rossonera che esce tra i fischi dei tifosi e rischia di rimanere fuori dalle competizioni europee.

Fonseca opta per una rivoluzione tattica dopo la partita con la Stella Rossa: Theo Hernandez e Calabria vengono esclusi, mentre il giovane Jimenez si guadagna un posto sulla fascia sinistra. Anche il debutto di Liberali, schierato come trequartista in emergenza per gli infortuni di Pulisic, Musah e Loftus-Cheek, segna una delle poche note positive di una serata complicata.

Nonostante il dominio territoriale, il Milan fatica a concretizzare. Morata, subentrato ad Abraham, fallisce due clamorose occasioni nel secondo tempo, colpendo anche una traversa.

Jimenez si distingue per personalità e qualità, ma i tentativi dei rossoneri vengono frustrati da un Genoa tutto in difesa. La poca precisione sotto porta e le parate decisive di Leali condannano il Milan a un deludente pareggio.

Nel primo tempo, i rossoneri si avvicinano al gol con Emerson Royal e Abraham, ma mancano di concretezza. Due episodi dubbi in area non trovano riscontro né dall’arbitro Guida né dal VAR, mantenendo alta la tensione tra giocatori e tifosi. Nella ripresa, il Milan aumenta la pressione, ma il muro del Genoa regge fino alla fine. Il rischio beffa si concretizza nel finale, quando un retropassaggio azzardato di Thiaw mette i brividi a Maignan.

Con la zona Champions che si allontana, il Milan deve fare i conti con una stagione che sembra già compromessa. L’impegno c’è, ma senza precisione e cinismo i rossoneri faticano a imporre il loro gioco, lasciando le avversarie a ringraziare.

 

 

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