Serie A, 24° giornata: il Napoli frena, le altre big no

Atalanta e Lazio strapazzano Hellas e Monza, bene Milan e Roma, la Juve vince ma non convince

Como-Juventus  1-2

La Juventus vince una sfida sofferta contro il Como, portando a casa un successo fondamentale per la corsa serratissima alla Champions League. Protagonista assoluto Kolo Muani, autore di una doppietta che ha mascherato le difficoltà di una squadra poco brillante e con pochi spunti offensivi.

Il Como parte forte, mostrando coraggio con pressing alto e costruzione dal basso. Nei primi minuti, Di Gregorio salva la Juve su un tiro di Nico Paz e un sinistro potente di Da Cunha. Tuttavia, alla prima vera occasione, i bianconeri passano in vantaggio: al 35′, Weah recupera palla, Nico Gonzalez serve Kolo Muani, che supera Dossena e batte Butez con un destro potente.

 

 

Il Como reagisce e trova il pareggio in pieno recupero con un colpo di testa di Diao, su assist di Cutrone, dopo un errore di Koopmeiners.

Nella ripresa, il Como continua a spingere e sfiora il gol con Nico Paz e Strefezza, trovando sempre un attento Di Gregorio. Thiago Motta prova a cambiare volto alla Juve con gli ingressi di Thuram e Douglas Luiz, ma la squadra fatica a creare gioco.

Nel finale, un’uscita errata di Butez su Gatti provoca un rigore netto, trasformato da Kolo Muani all’89’. Il Como sfiora il pari al 91′, con Dossena che colpisce la traversa, ma alla fine è la Juve a festeggiare.

 

Hellas Verona-Atalanta  0-5

Con diverse assenze e dopo la cessione di Belahyane, il Verona di Zanetti lancia subito in campo i nuovi acquisti Niasse e Bernede, affidandosi in attacco a Mosquera e Sarr, con Suslov tra le linee. Dall’altra parte, Gasperini schiera una difesa inedita con Posch, Hien e Djimsiti, mentre in avanti si affida alla qualità di De Ketelaere e Samardzic alle spalle di Retegui.

L’Hellas parte aggressivo, puntando sulla fisicità di Mosquera e sulle incursioni di Tchatchoua e Bradaric, mentre l’Atalanta costruisce con il possesso e attacca con più uomini. Le prime occasioni sono per i nerazzurri, con Retegui e Samardzic che non sfruttano le invenzioni di De Ketelaere. Dall’altra parte, Mosquera manca l’impatto su un cross di Tchatchoua, mentre Daniliuc colpisce la traversa.

L’equilibrio dura venti minuti, poi Retegui cambia la partita con una doppietta in cinque minuti: prima ribadisce in rete una conclusione di De Ketelaere respinta dal palo, poi raddoppia con un sinistro preciso. L’Atalanta prende il controllo e, dopo diverse occasioni, chiude il primo tempo con il 4-0, grazie a una ripartenza di Ederson finalizzata ancora da Retegui, dopo un doppio palo colpito da Posch e Hien.

Nella ripresa, Brescianini entra al posto di De Ketelaere e il Verona prova a reagire, ma senza successo. Rui Patricio respinge un tiro di Suslov, poi la Dea colpisce ancora con Retegui, servito da De Roon, per il definitivo 5-0.

La girandola di cambi non modifica l’andamento del match: il Verona tenta di ridurre il passivo, ma Rui Patricio è attento su Tchatchoua, Mosquera e Valentini. Nel finale, Zappacosta spreca un’occasione e l’Hellas non riesce a trovare il gol della bandiera.

Dopo il 6-1 dell’andata, l’Atalanta infligge un’altra goleada al Verona e resta in corsa per un posto in Champions League.

 

Empoli-Milan  0-2

Un Milan opaco nel primo tempo si trasforma nella ripresa grazie alle mosse di Sergio Conceição, che rivoluziona la squadra e trova i tre punti contro un Empoli combattivo. Il tecnico portoghese, dopo una prima frazione deludente, lancia Leao, Gimenez e Pulisic, cambiando volto alla squadra con il 4-2-fantasia. La scelta paga: il Milan domina, segna due gol e gestisce il finale senza problemi.

L’Empoli, alle prese con numerose assenze, si schiera con un modulo compatto e cerca di chiudere gli spazi ai rossoneri.

Nel primo tempo, gli uomini di D’Aversa si rendono pericolosi con Grassi e Colombo, che colpisce un palo al 33’. Il Milan, invece, fatica a creare occasioni e si affida a iniziative sporadiche di Joao Felix e Theo Hernandez.

Dopo l’intervallo, Conceição cambia tutto: dentro Leao, Pulisic e Gimenez, fuori Abraham, Jimenez e Fofana. La mossa ribalta la partita, con il Milan che alza il ritmo e schiaccia l’Empoli nella propria metà campo.

Al 54’, però, arriva un colpo di scena: Tomori si fa espellere per doppia ammonizione dopo un fallo su Colombo, lasciando i rossoneri in inferiorità numerica. La superiorità dell’Empoli dura poco, perché dieci minuti dopo Marianucci si fa espellere per una reazione ingenua su Gimenez dopo un leggero contatto.

 

 

Con il ritorno alla parità numerica, il Milan prende il controllo totale. Pulisic si trasforma in uomo assist: al 68’ cross perfetto per Leao, che di testa sblocca il match, e otto minuti dopo serve Gimenez, che con un sinistro a giro firma il 2-0 e il suo primo gol in rossonero.

L’Empoli crolla e nel finale Joao Felix spreca il possibile 3-0. Poco importa: il Milan vince e si rilancia nella corsa per un posto in Champions League.

 

Torino-Genoa  1-1

Il Torino parte forte e impone il proprio ritmo fin dai primi minuti, trascinato da un Vlasic ispirato, che dopo sette minuti impegna Leali con un destro potente. Il Genoa, inizialmente molto prudente, fatica a rendersi pericoloso e lascia l’iniziativa alla squadra di Vanoli, che controlla il gioco senza però trovare la giocata decisiva.

Per sbloccare una partita poco spettacolare serve un episodio, che arriva proprio allo scadere del primo tempo: su un corner di Lazaro, il pallone viene deviato prima da Vitinha e poi da un Thorsby sfortunato, che manda il pallone nella propria rete per l’1-0 Torino.

Nella ripresa, il copione non cambia: i granata restano in controllo e sfiorano il raddoppio al 55’ con Adams, che colpisce l’esterno della rete.

Il Genoa, fin lì poco incisivo, inizia a dare qualche segnale di risveglio e al 68’ trova il pareggio sfruttando un errore difensivo del Torino. Un’uscita sbagliata di Coco permette a Messias di servire Pinamonti, che fino a quel momento era stato in ombra, ma si fa trovare pronto e batte Vanja Milinkovic-Savic con un destro preciso per l’1-1.

Il Torino tenta l’assalto finale con la coppia Adams-Sanabria, ma il giocatore più brillante nel finale è Casadei, che sfiora il gol con un colpo di testa pericoloso all’esordio.

Nei minuti di recupero, i granata protestano per due trattenute in area su Adams e Sanabria, ma l’arbitro lascia correre. Il match si chiude con un rosso per l’assistente di Vanoli, Godinho, e con un pareggio che lascia l’amaro in bocca ai padroni di casa.

 

Venezia-Roma  0-1

I padroni di casa schierano ben sei nuovi acquisti, tra cui Radu tra i pali e Marcandalli in difesa, mentre in avanti debutta Fila, chiamato a sostituire Pohjanpalo.

Anche la Roma lancia il nuovo arrivato Gourna-Douath a centrocampo al fianco di Cristante, mentre in attacco spazio alla coppia Dybala-Dovbyk con El Shaarawy.

Nel primo tempo, i giallorossi creano le occasioni migliori: al 16’, Radu respinge un sinistro di Dovbyk, alla mezz’ora Nicolussi Caviglia salva sulla linea un colpo di testa di Mancini e al 37’ il portiere veneziano devia sopra la traversa una spizzata dell’attaccante ucraino. Il Venezia gioca bene sugli esterni con Zerbin ed Ellertsson, ma non riesce mai a impensierire Svilar.

Nella ripresa, Ranieri inserisce Saelemaekers per Rensch, e il Venezia prova a manovrare con più ordine. Tuttavia, al 57’, un fallo ingenuo di Marcandalli su Angelino regala un rigore alla Roma, che Dybala trasforma con freddezza.

I lagunari tentano il tutto per tutto, inserendo Oristanio, Maric e Gytkjaer, ma l’unico vero brivido arriva con Kike Perez, fermato in uscita da Svilar. Nel finale, il forcing veneziano non porta risultati e la Roma chiude con una vittoria fondamentale per la corsa europea.

 

Lazio-Monza  5-1

La Lazio torna a vincere in casa con una prestazione travolgente, superando il Monza con un netto 5-1 in un match a senso unico. La squadra di Baroni, trascinata da un Castellanos ispirato e da un Pedro decisivo, ha mostrato un atteggiamento aggressivo fin dai primi minuti, rendendo la gara senza storia.

Per il Monza di Bocchetti, rinnovato dal mercato ma ancora senza identità, la sfida è stata un incubo, con l’unico squillo arrivato nel finale su rigore con Sensi.

La Lazio parte forte e impone subito il proprio gioco, sfruttando le incursioni di Tavares e Zaccagni a sinistra e le giocate di Isaksen e Marusic sulla destra. Proprio Marusic, al 26’, sblocca il match con il suo secondo gol stagionale su assist di Castellanos.

Nella ripresa, i biancocelesti dilagano: Pedro raddoppia su invito di Castellanos, che poi trova anche il gol personale su assist di Zaccagni.

 

 

Il Monza affonda definitivamente quando Pedro firma la sua doppietta, prima che Sensi, dal dischetto, accorci le distanze dopo un fallo di mano di Lazzari. Nel finale, però, arriva il pokerissimo con Dele-Bashiru, che chiude la festa all’Olimpico e alimenta il sogno Champions League della Lazio.

 

Cagliari-Parma  2-1

Il Cagliari conquista tre punti fondamentali battendo 2-1 il Parma, in una sfida che potrebbe rivelarsi decisiva per la corsa salvezza. I sardi si portano a +4 sulla zona retrocessione, lasciando proprio i ducali al limite della classifica.

Per la squadra di Pecchia, invece, arriva la terza sconfitta consecutiva, aggravata dall’infortunio di Djuric, costretto a lasciare il campo alla mezz’ora per far posto a Bonny.

Il primo tempo è avaro di emozioni, con l’unico episodio degno di nota rappresentato dal gol annullato a Bonny per fuorigioco di Camara.

Tutt’altra storia nella ripresa: al 57’, il Cagliari passa in vantaggio grazie a una sfortunata autorete di Vogliacco, che devia di testa nella propria porta dopo una spizzata di Adopo su cross di Augello.

Al 69’, il tecnico dei sardi azzecca il cambio decisivo: dentro Florinel Coman al posto di Felici e, dopo appena un minuto, il romeno firma il 2-0, apparentemente chiudendo il match. Il Parma, però, non si arrende e al 78’ accorcia le distanze con un colpo di testa perfetto di Leoni, servito da un morbido cross di Bonny. Il finale è combattuto, ma il Cagliari resiste e porta a casa una vittoria pesante nella corsa per la salvezza.

 

Lecce-Bologna  0-0

Al Via del Mare, Lecce e Bologna si annullano in una gara combattuta ma povera di emozioni, chiusa sullo 0-0. Gli ospiti provano a controllare il gioco, ma la pressione della squadra pugliese impedisce loro di costruire con qualità.

Nel primo tempo, l’occasione più ghiotta capita a Pierotti, che approfitta di un errore di Lykogiannis ma, a tu per tu con Skorupski, si fa ipnotizzare dal portiere rossoblù. Il Bologna risponde con un colpo di testa di De Silvestri su calcio d’angolo, ma il risultato resta inchiodato sullo 0-0.

Nella ripresa, Italiano prova a dare una scossa inserendo Dallinga e Castro per aumentare il peso offensivo, ma il Lecce difende con ordine, grazie al lavoro di Gallo e Guilbert sulle fasce. All’87’, proprio Dallinga segna sugli sviluppi di un corner, ma la rete viene annullata per fuorigioco.

Il pareggio lascia invariata la classifica: il Bologna sale a 38 punti, agganciando il Milan ma senza riuscire a superarlo. Il Lecce raggiunge quota 24, portandosi a +4 sulla zona retrocessione.

 

Napoli-Udinese  1-1

Il Napoli non va oltre l’1-1 contro un’Udinese solida e compatta, rallentando nella corsa scudetto. La squadra di Conte, schierata con il consueto assetto offensivo guidato da Politano, Lukaku e Neres, fatica a trovare spazi contro il blocco friulano, capace di difendersi con ordine e ripartire con qualità.

L’Udinese parte meglio e sfiora il vantaggio con un sinistro potente di Thauvin, su cui Meret si oppone con un grande intervento.

Dopo i primi minuti di pressione bianconera, il Napoli prende il controllo del possesso e crea pericoli con McTominay e Politano, trovando però un attento Sava tra i pali. La squadra di Runjaic, tuttavia, non rinuncia a giocare e si rende pericolosa con Lucca, che sfiora il gol su assist di Thauvin.

 

 

Al 37’, il Napoli passa in vantaggio: McTominay svetta su calcio d’angolo e di testa firma l’1-0. La gioia azzurra dura pochissimo, perché un errore in uscita di Juan Jesus e Mazzocchi permette a Ekkelenkamp di battere Meret con un destro preciso, riportando il punteggio in parità prima dell’intervallo.

Nella ripresa, il Napoli aumenta la pressione, ma l’Udinese chiude bene gli spazi e riparte con ordine. Conte prova a cambiare volto alla squadra inserendo Ngonge, Simeone e Raspadori, passando a un ultra-offensivo 4-2-4, mentre Runjaic risponde con Payero per Lovric.

Gli azzurri ci provano con Lukaku, Anguissa e McTominay, ma il muro bianconero regge. Nel finale, il Napoli attacca con insistenza, ma senza trovare varchi tra le maglie friulane. L’Udinese tiene il possesso e chiude la gara con un pareggio prezioso.

Con questo 1-1, il Napoli perde un’occasione per avvicinarsi alla vetta, mentre l’Udinese ottiene un punto d’oro nella corsa salvezza.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti

Articoli correlati

Dal Network