Lecce-Udinese 0-1
L’Udinese supera il Lecce per 1-0, ma il successo viene oscurato da un episodio controverso sul gol decisivo. Protagonista assoluto è Lorenzo Lucca, al centro di discussioni sia per il rigore assegnato ai bianconeri sia per la gestione della battuta dal dischetto.
Dopo un avvio con un’occasione sventata da Falcone, l’episodio chiave arriva alla mezz’ora: Jean, nel tentativo di controllare di testa in area, tocca involontariamente il volto di Lovric con il braccio. L’arbitro Bonacina, richiamato dal VAR, concede il rigore.
La situazione si complica quando Lucca, nonostante il rigorista designato fosse Thauvin, si appropria del pallone e insiste per calciare, generando un acceso confronto con i compagni.
Alla fine, è lui a tirare e segnare, ricevendo però anche un’ammonizione per perdita di tempo. La scena non piace al tecnico Runjaic, che pochi minuti dopo lo sostituisce con Iker Bravo.
Nella ripresa, Giampaolo tenta di cambiare l’inerzia del Lecce con alcuni cambi, ma l’unica vera occasione è ancora dell’Udinese, con Bravo fermato da Falcone. Nonostante le sostituzioni, i salentini faticano a costruire azioni pericolose, e il punteggio resta invariato fino al fischio finale.
L’Udinese conquista tre punti preziosi, ma il post-partita si concentra sulla gestione dello spogliatoio: il caso Lucca potrebbe aprire nuove tensioni interne alla squadra friulana.
Parma-Bologna 2-0
Il Parma inizia al meglio l’era Chivu, battendo il Bologna 2-0 nel derby e lasciandosi momentaneamente alle spalle la zona retrocessione.
I rossoblù partono forte, lanciando Cambiaghi dal primo minuto dopo il lungo stop, ma gli ospiti rispondono subito con Bonny. Tuttavia, i gialloblù perdono Bernabé dopo appena cinque minuti, vittima di un nuovo infortunio che desta non poca preoccupazione.
L’equilibrio regge fino al 37′, quando il tocco di mano di Beukema in area regala un rigore al Parma. Bonny trasforma il penalty, interrompendo un digiuno di reti che durava dal 9 novembre. Nel finale di primo tempo, Suzuki salva i suoi su un tentativo di Ndoye.
Nella ripresa, il Parma rischia di restare in dieci per un fallo di Cancellieri, ma poi controlla il match con ordine. Italiano tenta il tutto per tutto inserendo Orsolini, ma l’unico a impensierire Suzuki è ancora Ndoye. Chivu risponde cambiando Cancellieri con Man, che diventa decisivo: al 79′, il rumeno serve Sohm, che sigla il gol del definitivo 2-0.
Con questa vittoria, il Parma sale a 23 punti, agganciando il Verona e portandosi a +2 sull’Empoli. Il Bologna, invece, vede allontanarsi il Milan prima del recupero del match rinviato per l’alluvione in Emilia-Romagna.
Venezia-Lazio 0-0
Senza Castellanos e Rovella, la Lazio non va oltre lo 0-0 contro il Venezia, frenando la sua corsa verso la zona Champions. Baroni schiera Noslin al centro dell’attacco, supportato da Isaksen, Dia e Zaccagni, mentre Mandas prende il posto di Provedel tra i pali. Di Francesco, a caccia di punti salvezza, si affida al duo Maric-Oristanio in avanti.
L’avvio è aggressivo da parte del Venezia, che attacca con più intensità, mentre la Lazio gestisce con ordine e costruisce con pazienza. La prima grande occasione arriva al 20’, quando Dia spreca un assist perfetto di Zaccagni. Il match rimane bloccato, con pochi spazi e difese attente.
Prima dell’intervallo, Dele-Bashiru è costretto al cambio per un problema alla caviglia e Dia vede un’altra chance sfumare contro il muro lagunare.
Nella ripresa, la Lazio alza il baricentro e prova a colpire con Isaksen, fermato da Radu. Baroni inserisce Pedro e Lazzari, mentre Di Francesco risponde con Schingtienne.
Il Venezia, però, cresce nel finale e sfiora il gol: Kike Perez colpisce il palo direttamente da calcio d’angolo e Mandas salva su Oristanio. Nel finale, Yeboah spreca due buone occasioni e Zerbin non trova la porta.
Il risultato non cambia: la Lazio rallenta la sua corsa Champions, mentre il Venezia strappa un punto prezioso nella lotta per la salvezza.
Torino-Milan 2-1
L’inizio di gara è disastroso per il Milan: Maignan sbaglia il rinvio e Thiaw, colpito dalla sfera, insacca nella propria porta.
I rossoneri provano a rispondere con Gimenez, che impegna più volte Milinkovic-Savic, decisivo anche sul rigore di Pulisic al 33’ con una parata spettacolare. Il Torino sfiora il raddoppio con Pedersen e Vlasic, ma Maignan evita il peggio prima dell’intervallo.

Nella ripresa, Conceição cambia Leao con Fofana, ma il Milan fatica a reagire. Joao Felix colpisce un palo, poi Milinkovic-Savic si supera ancora su Reijnders, che però al 74′ trova finalmente il gol su assist di Sottil.
L’illusione dura poco, perché tre minuti più tardi il Torino sorprende la difesa rossonera con una punizione battuta velocemente da Sanabria: Gineitis calcia di sinistro e firma il 2-1, che sarà anche il risultato finale.
Nell’ultima porzione di gara, il Milan non riesce più a creare pericoli e incassa una sconfitta pesante, che allontana il sogno Champions. I granata, invece, tornano a sorridere con una vittoria preziosa.
Inter-Genoa 1-0
L’Inter supera il Genoa 1-0 grazie a un colpo di testa di Lautaro Martinez al 78′, scacciando i timori legati alle difficoltà di febbraio e avvicinandosi con rinnovata fiducia alla sfida contro il Napoli.
Una gara complicata, con i nerazzurri spesso bloccati dal pressing avversario, ma risolta dal capitano su assist di Calhanoglu, entrato nella ripresa per dare qualità alla manovra.
Inzaghi non risparmia i diffidati Bastoni, Barella e Mkhitaryan, mentre in porta esordisce Martinez. In regia gioca Asllani, con Correa al fianco di Lautaro in attacco, complice l’assenza dell’infortunato Thuram. Anche il Genoa deve fare i conti con diverse defezioni e si affida a Pinamonti in avanti.
L’avvio sembra promettente per l’Inter, ma il Genoa prende rapidamente le misure, concedendo pochissimo. Correa delude e si infortuna prima dell’intervallo, in un primo tempo bloccato e privo di emozioni.
Nella ripresa, al posto dell’argentino entra Taremi, ma i nerazzurri continuano a faticare a costruire occasioni. Il Genoa resta ordinato e aggressivo, vincendo molti duelli a centrocampo. Al 65′, Inzaghi cambia volto alla squadra inserendo Calhanoglu e Zielinski per Asllani e Mkhitaryan, e i due danno subito nuova linfa alla manovra.
Barella sfiora il gol colpendo l’incrocio al 70’, mentre dall’altra parte Martinez salva su un colpo di testa pericoloso di Ekuban.
Quando il pareggio sembra inevitabile, Calhanoglu pennella un corner perfetto e Lautaro, di testa, sblocca il match al 78′, facendo esplodere San Siro.
Nel finale, l’Inter sfiora il raddoppio con Taremi e ancora con Lautaro, ma Leali si oppone con due grandi interventi. Tre punti fondamentali per i nerazzurri, che chiudono febbraio con una vittoria e possono ora concentrarsi sul Napoli.
Como-Napoli 2-1
Brutta sconfitta per il Napoli di Conte, che cade 2-1 contro il Como e si avvicina nel peggior modo possibile allo scontro diretto con l’Inter.
Solo tre punti nelle ultime quattro giornate per gli azzurri, che dopo un buon primo tempo crollano nella ripresa sotto i colpi della squadra di Fabregas.
Il match inizia con un clamoroso errore di Rrahmani, che al 7’ passa il pallone all’indietro senza accorgersi della posizione di Meret, regalando il vantaggio al Como.
Il Napoli reagisce con determinazione, pressando alto e trovando il pari al 17’ grazie a Raspadori, bravo a sfruttare un errore di Kempf e battere Butez con un rasoterra all’angolino.
Gli azzurri dominano la prima frazione, sprecando un’altra chance con McTominay, mentre il Como fatica a reggere l’intensità avversaria.
Nella ripresa, però, il Como cambia atteggiamento: alza il ritmo, migliora il palleggio e mette in difficoltà il Napoli. Conte prova a dare freschezza inserendo Anguissa e Simeone, ma l’unica vera occasione è una botta di McTominay al 66’, respinta da un super Butez.

Fabregas invece osa di più, togliendo un centrocampista (Caqueret) per inserire un attaccante (Cutrone). La scelta paga: al 77′ Nico Paz serve Diao, che con un diagonale preciso batte Meret e firma il gol decisivo.
Nel finale, Conte tenta il tutto per tutto inserendo Ngonge e Okafor, ma l’ultima occasione capita a Rrahmani al 95′, che sfiora il riscatto con un tiro fuori di poco.
Il Como festeggia un’impresa, mentre il Napoli esce ridimensionato e con tanti dubbi in vista della sfida con l’Inter.
Hellas Verona-Fiorentina 1-0
L’Hellas Verona batte la Fiorentina 1-0 con un gol di Bernede nei minuti di recupero, conquistando tre punti fondamentali nella lotta per non retrocedere. La squadra di Zanetti regge l’urto viola e colpisce nel finale, infliggendo a Palladino la terza sconfitta consecutiva.
L’avvio vede la Fiorentina più aggressiva, con Kean e Zaniolo che sfiorano il gol, ma Montipò si oppone con sicurezza. Il Verona, ordinato in fase difensiva, si affida alle ripartenze e alle iniziative di Faraoni, mentre De Gea neutralizza un tentativo pericoloso di Sarr.
Il primo tempo si chiude senza reti, con la Viola che fatica a trovare spazi contro la compatta retroguardia gialloblù.
Nella ripresa, il Verona abbassa il ritmo e intasa gli spazi, rendendo ancora più complicata la manovra dei viola. Il match si accende con due infortuni pesanti per i viola: prima Kean esce in barella, poi anche Folorunsho è costretto al cambio.
Il Verona ne approfitta e cresce nel finale: Ranieri salva su Sarr, Dawidowicz sfiora il vantaggio di testa. Palladino prova a dare una scossa inserendo Fagioli, Richardson, Ndour e Mari, mentre Zanetti risponde con Bernede, Mosquera e Oyegoke.
Quando la gara sembra ormai destinata al pareggio, arriva il colpo decisivo: Bernede sfrutta un’occasione in area e firma il gol vittoria nel recupero, facendo esplodere il Bentegodi. L’Hellas Verona in festa per tre punti vitali, Fiorentina in crisi con il terzo ko di fila.
Empoli-Atalanta 0-5
L’Atalanta parte forte e crea subito occasioni con Bellanova, Zappacosta e Djimsiti, ma l’Empoli si organizza bene in fase difensiva, riuscendo a chiudere gli spazi e a limitare la manovra nerazzurra.
La squadra toscana pressa con intensità e impedisce alla Dea di trovare profondità, nonostante la fascia sinistra, con Lookman e Zappacosta, si dimostri particolarmente pericolosa.
La partita cambia quando Gyasi devia sfortunatamente nella propria porta un cross di Zappacosta, regalando il vantaggio ai nerazzurri e spegnendo l’entusiasmo dell’Empoli.
Da quel momento, l’Atalanta prende il controllo: Pasalic e Posch sfiorano il raddoppio, poi arriva il gol dell’instancabile Retegui, che segna sugli sviluppi di un corner.
Poco dopo, Lookman chiude il match alla fine del primo tempo con un gol spettacolare, superando il portiere con un tocco di classe.
Nella ripresa, con il risultato ormai al sicuro, l’Atalanta gestisce il gioco e concede solo qualche occasione all’Empoli.
Al 55’ Lookman sigla la doppietta, mentre Zappacosta firma il definitivo 0-5. Per l’Empoli è un’altra serata da dimenticare: quarta sconfitta di fila, terza senza segnare, e un 2025 che continua a non regalare vittorie. L’ultimo successo risale a dicembre e la situazione in classifica si fa adesso sempre più complicata.
Cagliari-Juventus 0-1
La Juventus parte con grande intensità e dopo soli 12 minuti trova il vantaggio: Mina sbaglia in uscita, perde il duello fisico con Vlahovic, che ne approfitta per segnare l’1-0. Un gol fondamentale per l’attaccante serbo, al rientro da titolare nel 2025.

Il Cagliari prova a reagire, ma sono ancora i bianconeri a sfiorare il raddoppio al 22’: il portiere Di Gregorio lancia lungo, Yildiz controlla magistralmente, ma Caprile salva con un grande intervento. Il numero uno sardo si ripete poco dopo, neutralizzando due tentativi ravvicinati di Conceiçao e ancora Yildiz.
La squadra di Motta domina la gara, ma nel finale di primo tempo il Cagliari prova ad alzare il baricentro, senza però creare reali pericoli, se non con un tiro centrale di Zortea.
Nella ripresa, Nicola cambia subito inserendo Luvumbo per un opaco Felici, e il Cagliari mostra maggiore aggressività. Motta risponde con Douglas Luiz per un poco incisivo Koopmeiners e Kolo Muani al posto di Conceiçao, affiancando così Vlahovic.
I bianconeri soffrono per qualche minuto, poi sfiorano il raddoppio in contropiede proprio con Vlahovic che, presentandosi a tu per tu con Caprile, viene spinto da dietro da Luperto, ma il direttore di gara non ravvisa nessuna irregolarità.
Il Cagliari ci crede fino alla fine e ha una chance con il neoentrato Coman, ma nel finale è ancora Caprile a evitare un passivo più pesante, opponendosi a Yildiz.
Nonostante la grande prova del portiere sardo, la Juve porta a casa i tre punti, lasciandosi alle spalle la delusione per l’eliminazione in Champions. Il Cagliari, invece, mantiene solo 4 punti di margine sulla zona retrocessione, con la classifica che resta preoccupante.