Serie A, 32° giornata: è ancora grande bagarre per scudetto e posti europei

L'Atalanta piega il Bologna nello scontro diretto Champions, botta e risposta a suon di vittorie tra Inter e Napoli, il derby della capitale termina con un pareggio che non serve a nessuno

Udinese-Milan  0-4

Il Milan parte fortissimo e archivia la pratica Udinese già nel primo tempo, approfittando di un clamoroso errore difensivo dopo appena 20 secondi: Reijnders ha la grande chance per il vantaggio, ma Okoye si oppone con una parata decisiva.

I rossoneri dominano il possesso, pur faticando a creare nuove occasioni. L’Udinese sfiora il colpo al 33’ con un destro pericoloso di Ehizibue, respinto da Maignan.

Il match si sblocca al 42’ grazie a Leao, abile a sfruttare un recupero di Fofana e a colpire con un gran destro all’incrocio. I padroni di casa accusano il colpo e pochi istanti dopo arriva il raddoppio: Pulisic calcia un corner preciso, Pavlovic svetta di testa e firma lo 0-2.

Nel secondo tempo, dopo un brutto scontro aereo tra Maignan e Jimenez, l’Udinese cerca una reazione, ma la manovra friulana è lenta e priva di incisività.

 

 

Il Milan gestisce il vantaggio e cerca di colpire in contropiede. Al 74’ arriva il tris firmato Theo Hernandez, che conclude una cavalcata con un sinistro potente sul primo palo. All’81’, Reijnders chiude i conti su assist di Leao, riscattando l’occasione fallita a inizio gara.

Con questa vittoria il Milan ritrova fiducia e rilancia le proprie ambizioni per il finale di stagione, dimostrando solidità e qualità sia sul piano del gioco che della concretezza sotto porta.

 

Venezia-Monza  1-0

Il Venezia supera il Monza 1-0 in uno scontro diretto cruciale per la salvezza, conquistando tre punti vitali nella corsa per restare in Serie A.

Al Penzo l’atmosfera è tesa fin dalle prime battute: la squadra di Nesta parte meglio, sfiorando il vantaggio al 5’ con un colpo di testa di Pedro Pereira, respinto da un grande intervento di Radu.

La risposta del Venezia arriva al 25’, con Turati che devia sopra la traversa una conclusione pericolosa di Nicolussi Caviglia. Poco dopo, la gara perde Keita Baldé per infortunio, uscito in lacrime.

Turati si conferma protagonista con un’altra parata su Marcandalli, mentre nel finale della prima frazione è Dany Mota a rendersi pericoloso, senza però sbloccare il risultato: si va all’intervallo sullo 0-0.

Nella ripresa, il Monza perde anche Izzo per problemi fisici e Di Francesco cambia volto al Venezia con i cambi. Al 60’ entra Fila, e al 72’ l’attaccante ceco firma il gol decisivo, finalizzando un assist perfetto di Ellertson che anticipa Birindelli e serve un pallone solo da spingere in rete.

Il vantaggio galvanizza i padroni di casa, che sfiorano il raddoppio al 77’ su punizione di Nicolussi Caviglia, ancora neutralizzata da un reattivo Turati. Il Venezia resta poi in dieci per l’espulsione di Fila al 96’, ma mantiene il prezioso 1-0 fino al triplice fischio.

Con questa vittoria i veneti salgono a 24 punti, riaccendendo le speranze di salvezza e tenendo il passo di Lecce ed Empoli. Situazione sempre più drammatica invece per il Monza, ultimo con appena 15 punti e un destino ormai segnato verso la Serie B.

 

Inter-Cagliari  3-1

L’Inter parte forte e impone subito il proprio ritmo contro il Cagliari, sfiorando il vantaggio all’8’ con Lautaro Martinez, che raccoglie un assist di Dimarco ma colpisce solo l’esterno della rete.

 

 

Il gol arriva però poco dopo: al 13’ è Arnautovic a firmare l’1-0 con un potente sinistro sotto la traversa, su assist involontario di Carlos Augusto.

Nonostante lo svantaggio, il Cagliari reagisce con personalità, crescendo nella manovra e sfiorando il pareggio al 25’ con Piccoli, che spreca una clamorosa occasione davanti a Sommer.

Il contrappasso è immediato: al 26’ Lautaro raddoppia con uno splendido pallonetto su suggerimento di Arnautovic, punendo la disattenzione difensiva avversaria.

Nel finale di primo tempo l’Inter sfiora il tris, ancora con Lautaro, ma il punteggio resta fermo sul 2-0 all’intervallo.

A inizio ripresa il Cagliari trova subito il gol che riapre la gara: al 50’ Piccoli svetta su cross di Augello e firma il 2-1 con un colpo di testa angolato. La risposta dell’Inter non si fa attendere. Caprile salva su Dimarco, ma sul successivo corner Bisseck anticipa Mina e di testa sigla il 3-1.

Il Cagliari non molla e prova a riaprire la gara nel finale, approfittando di un calo fisico dei padroni di casa. Altra chance per Piccoli, che trova lo spazio su assist di Luvumbo, ma De Vrij salva sulla linea evitando il 3-2.

L’Inter mantiene il vantaggio e conquista i tre punti, restando in piena corsa scudetto e concentrandosi ora sull’imminente sfida di Champions contro il Bayern Monaco.

 

Juventus-Lecce  2-1

Alla ricerca di punti fondamentali per consolidare la corsa Champions, la Juventus supera il Lecce 2-1 all’Allianz Stadium, con una prestazione brillante nel primo tempo e un po’ più sofferta nella ripresa.

Tudor sceglie Koopmeiners e Yildiz alle spalle di Vlahovic, supportati da Nico Gonzalez e McKennie sulle fasce, mentre Giampaolo risponde con una retroguardia a tre e Krstovic riferimento offensivo.

L’avvio è tutto bianconero, con pressione alta e fraseggio rapido. Al 2’ arriva subito il vantaggio: Vlahovic serve Koopmeiners in area, che con un sinistro preciso batte Falcone. Il Lecce risponde con un palo colpito da Krstovic e un’altra occasione neutralizzata da Di Gregorio.

La Juventus, però, continua a dominare il possesso e aumenta il ritmo, costruendo diverse occasioni. Gabriel, subentrato per Jean, nega il raddoppio a Vlahovic e Koopmeiners.

Passata la mezz’ora arriva il secondo gol, dopo uno scambio nello stretto tra Thuram, Yildiz e Vlahovic, il turco finalizza un’azione di pregevole fattura battendo Falcone con un rasoterra all’angolino. La Juve va così negli spogliatoi avanti 2-0 e in pieno controllo della partita.

Nel secondo tempo, il Lecce cambia volto con l’ingresso di Rebic e prova ad alzare il baricentro. La Juventus mantiene però il possesso e va vicina al 3-0 con Locatelli e Vlahovic. Tudor inserisce forze fresche, tra cui Cambiaso e Kolo Muani, ma la squadra abbassa il ritmo e perde brillantezza.

Nel finale, il Lecce riapre la gara: all’87’ Baschirotto insacca di testa su calcio piazzato, e nei minuti di recupero Helgason sfiora il pareggio, creando più di un brivido alla retroguardia juventina. Di Gregorio salva il risultato e la Juve riesce comunque a portare a casa tre punti preziosi per la lotta ad un piazzamento Champions.

 

Atalanta-Bologna  2-0

L’Atalanta torna al successo in Serie A con una vittoria netta per 2-0 sul Bologna, al termine di un match intenso e combattuto. Reduce da tre sconfitte consecutive e senza De Ketelaere, Gasperini sceglie di puntare sull’esperienza e la concretezza: Retegui riferimento offensivo, supportato da Pasalic e Lookman.

Dall’altra parte, Italiano cerca il colpo esterno affidandosi a un modulo prudente e muscolare, con Dallinga in attacco e Orsolini, Ndoye e Fabbian a sostegno.

Il match si accende fin dai primi minuti, con ritmi alti e squadre corte. Al 3’ Retegui sblocca il risultato con un tocco preciso sul primo palo, sfruttando un perfetto assist di Bellanova e anticipando la difesa ospite.

Il Bologna fatica a costruire gioco, imbrigliato dalla pressione alta nerazzurra e poco incisivo negli ultimi metri.

 

 

La Dea difende con ordine e rilancia in velocità, trovando il raddoppio al 21’: Retegui sfonda sulla fascia e serve a Pasalic un pallone perfetto per il 2-0, che premia il dominio territoriale dei padroni di casa.

Il Bologna si scuote solo nel finale di tempo: Ndoye colpisce un palo e Orsolini crea scompiglio in area, ma Carnesecchi è sempre attento.

Nella ripresa il Bologna cambia volto con l’ingresso di Casale, Dominguez e Cambiaghi, che danno maggiore velocità e freschezza alla manovra.

Dominguez ci prova due volte, ma trova sempre un attento Carnesecchi, mentre Ravaglia dall’altra parte neutralizza un cross insidioso di Lookman e anticipa Retegui in uscita.

I rossoblù aumentano la pressione e spingono con più coraggio, ma l’Atalanta tiene il campo con compattezza.

Gasperini rinfresca le corsie con gli ingressi di Cuadrado, Brescianini, Ruggeri e Maldini, blindando il risultato e contenendo le ultime sortite del Bologna, che nel finale sfiora solo il gol con Casale di testa e Miranda da fuori.

Con questa vittoria l’Atalanta conquista i primi tre punti al Gewiss del 2025, interrompendo la striscia negativa e rilanciandosi nella corsa all’Europa, mentre per il Bologna arriva uno stop che frena temporaneamente la rincorsa alla zona Champions.

 

Fiorentina-Parma  0-0

La Fiorentina vede sfumare il sogno Champions League, complice il pareggio a reti bianche e le contemporanee vittorie di Juventus e Atalanta. I viola scivolano a -6 dal quarto posto, un distacco che rende sempre più difficile la rimonta nelle ultime giornate.

Per i gialloblù, invece, si tratta di un pareggio d’oro, utile per allungare sull’Empoli in ottica salvezza. La squadra ora guarda con interesse alla sfida del Napoli, che potrebbe consolidare ulteriormente il margine in classifica.

Le occasioni più pericolose della partita arrivano tutte nella ripresa, soprattutto per la formazione di Palladino. Al 48’ Kean fallisce un’occasione clamorosa davanti a Suzuki, mentre pochi minuti più tardi Fagioli prova a sorprendere il portiere avversario con un tiro insidioso, ma senza successo.

Al 74’ l’equilibrio sembra potersi spezzare: Richardson va in gol poco dopo il suo ingresso, ma la rete viene annullata per posizione irregolare.

Il finale vede i crociati tentare di aumentare la pressione, ma senza mai impensierire realmente la retroguardia avversaria, nonostante il cambio offensivo con l’ingresso di Djuric e Man.

La Fiorentina, poco incisiva in attacco, non riesce a sfruttare il momento e lascia altri punti pesanti sul cammino europeo. Per Chivu, invece, il punto conquistato vale oro e avvicina sensibilmente l’obiettivo salvezza.

 

Hellas Verona-Genoa  0-0

Finisce a reti inviolate anche la sfida tra Hellas Verona e Genoa, ma il pareggio ha comunque un peso specifico importante per entrambe le squadre.

Il Verona sale a quota 32 punti, avvicinando sensibilmente l’obiettivo salvezza, mentre il Genoa di Vieira attende solo la certezza aritmetica per festeggiare la permanenza in Serie A, ormai praticamente acquisita.

La gara, povera di emozioni, offre poche vere occasioni da gol, soprattutto in un primo tempo bloccato. La migliore opportunità per i padroni di casa nasce da un’iniziativa di Mosquera, ma Leali si oppone con prontezza. Il duello tra i due si ripete nella ripresa, ma il giocatore veronese pecca in precisione nelle conclusioni.

I cambi non incidono sull’andamento dell’incontro, che resta equilibrato e avaro di spunti offensivi. Il pareggio, però, accontenta entrambe le squadre: il Grifone è ormai al riparo da rischi e si gode un finale di stagione senza pressioni, mentre il Verona, leggermente più indietro, dovrà raccogliere ancora punti nelle ultime sei giornate per blindare la salvezza.

Come altre dirette concorrenti, i gialloblù guardano con interesse al posticipo del Napoli, sperando in un risultato favorevole nella lotta per non retrocedere.

 

Como-Torino  1-0

Il Como conquista una vittoria fondamentale contro il Torino e blinda quasi aritmeticamente la salvezza, grazie a un successo per 1-0 firmato Douvikas. I lariani salgono così a quota 36 punti, portandosi a soli quattro punti dal gruppo di Vanoli e consolidando la loro posizione in classifica.

La sfida si accende sin dai primi minuti, con il Torino subito pericoloso: Linetty, liberato da un lancio di Maripan, sfiora il gol di testa, ma la mira è imprecisa.

La squadra di Fabregas cresce col passare dei minuti, e intorno alla mezz’ora Da Cunha e Diao provano a scuotere il match con due tentativi offensivi.

L’equilibrio si spezza al 38’: Ikoné serve sulla corsa Vojvoda, che mette un cross perfetto per Douvikas, abile a infilarsi tra Maripan e Walukiewicz e battere Milinkovic-Savic di testa per l’1-0. Il Como insiste e sfiora il raddoppio con Alberto Moreno, ma il portiere granata risponde presente.

Nella ripresa fioccano le occasioni su entrambi i fronti, ma la precisione lascia a desiderare. Adams e Ikoné non centrano lo specchio, mentre Elmas si vede negare il gol da un salvataggio miracoloso di Kempf.

Il Torino ci prova con Gineitis, ma trova un Butez strepitoso, decisivo anche più tardi su tentativi dei padroni di casa.

L’episodio chiave arriva nel recupero: al 92’, Ilic pareggia sugli sviluppi di un corner, ma la rete viene annullata per un doppio tocco di Biraghi sul cross, decisione che spegne le speranze granata.

Con questa vittoria, il Como compie un passo enorme verso la permanenza in Serie A, confermando la crescita sotto la guida di Fabregas, autore di un piccolo capolavoro gestionale in panchina.

 

Lazio-Roma  1-1

Il Derby della Capitale si chiude con un pareggio che scontenta entrambe, ma evita un ko che avrebbe complicato la corsa alla Champions. Lazio e Roma impattano 1-1 in una gara intensa, più ricca di tensione che di gioco spettacolare, con grande battaglia a centrocampo e poche vere occasioni limpide.

La stracittadina si conferma così una sfida nervosa e tirata, nella quale Svilar e Mandas sono stati i migliori in campo, protagonisti di almeno quattro interventi determinanti.

I giallorossi sorprendono con un 4-2-3-1 che obbliga Baroni ad aggiustare il piano tattico, mentre la Lazio parte meglio, sfiorando il vantaggio già al 7’: Romagnoli costringe Svilar a un grande intervento su palla inattiva.

Il portiere serbo si ripete più volte nel primo tempo, soprattutto negando il gol a Isaksen in due occasioni, e manda le squadre al riposo sullo 0-0.

 

 

La svolta arriva subito al rientro dagli spogliatoi, quando Romagnoli, laziale dichiarato ed ex della gara, firma l’1-0: sul medesimo schema della prima frazione, anticipa Mancini e trafigge Svilar sul primo palo, sfruttando un ottimo assist di Luca Pellegrini.

La Roma reagisce con fatica ma determinazione, prendendo campo intorno all’ora di gioco. Prima Mancini va vicino al pari costringendo Mandas a un miracolo, poi al 69’ una progressione di Saelemaekers libera Soulé, che scarica un destro potente che colpisce l’interno della traversa e cade di poco oltre la linea. La goal line technology non mente: la palla è entrata, è 1-1.

Nel finale, però, la Lazio continua a spingere e recrimina, fermata ancora da uno straordinario Svilar, che salva su Guendouzi, Pedro e Dia blindando un punto prezioso. Il pareggio lascia entrambe le squadre ancora in corsa per un posto in Europa, ma con meno margine d’errore.

 

Napoli-Empoli 3-0

Con una prestazione convincente, il Napoli travolge l’Empoli per 3-0 e resta a tre lunghezze dall’Inter capolista, tenendo aperta la corsa scudetto. Dopo il successo dei nerazzurri sul Cagliari, arrivato due giorni prima, la squadra di Conte non ha tremato e ha ribadito le proprie ambizioni con una prova solida e cinica.

La gara si era aperta con un buon quarto d’ora da parte degli uomini di D’Aversa, capaci di aggredire alti e sorprendere per intensità. Tuttavia, alla prima vera sortita offensiva, il Napoli ha colpito senza pietà.

McTominay e Lukaku hanno dato il via alla goleada: lo scozzese ha sbloccato il risultato con un’incursione efficace, per poi ripetersi nel secondo tempo, portando a otto le sue marcature stagionali, il miglior bottino personale in carriera.

Fondamentale anche il contributo di Lukaku, autore di due assist che hanno esaltato la fisicità e il tempismo del compagno di reparto. Il belga ha poi trovato anche la via del gol, finalizzando una palla nitida grazie a un perfetto servizio di Olivera. Nonostante una posizione più arretrata, l’ex centravanti di Inter e Roma ha avuto un impatto determinante sull’andamento dell’incontro.

Meret, pur in una serata tranquilla, ha dovuto compiere qualche intervento importante, utile soprattutto a tenere alta la concentrazione in una gara già indirizzata. La nota dolente per il Napoli è arrivata nella ripresa: Juan Jesus ha accusato un problema muscolare ed è stato costretto a lasciare il campo.

Un’assenza che, unita a quella già nota di Buongiorno, restringe le opzioni per il reparto difensivo di Conte, con Rafa Marin rimasto unica alternativa accanto a Rrahmani.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti

Articoli correlati

Dal Network