Udinese-Bologna 0-0
L’Udinese parte a razzo e sfiora subito il gol dopo appena tre minuti: Davis approfitta di un’incertezza di Lucumi, si accentra e lascia partire un sinistro potentissimo che però si infrange sulla traversa.
Il Bologna prova a organizzare il gioco, ma fatica a trovare ritmo e profondità, subendo le rapide verticalizzazioni dei friulani.
Payero si rende pericoloso in contropiede in un paio di circostanze, ma trova sulla sua strada uno Skorupski attento e reattivo. Il portiere polacco si esalta anche intorno alla mezz’ora, opponendosi con un grande intervento a un colpo di testa ravvicinato di Davis.
Alla mezz’ora, il Bologna dà un segnale: Miranda pesca Dallinga con un filtrante preciso, ma Okoye anticipa tutto con una pronta uscita.
Sul finire del primo tempo, Davis, ancora protagonista, sfiora il vantaggio con un sinistro deviato che esce di un soffio. Il primo tempo si chiude così, con l’Udinese a dominare nella costruzione delle occasioni più pericolose.
Al rientro dagli spogliatoi, Italiano cerca di cambiare passo inserendo Pobega al posto di un opaco Aebischer. Tuttavia, l’inerzia della gara resta favorevole ai friulani: al 52′ Payero sfiora il gol con una punizione potente che lambisce il palo.
Verso l’ora di gioco, entrano Cambiaghi e Fabbian per aumentare il peso offensivo, ma è l’Udinese a rendersi ancora pericolosa.

Orsolini scuote la traversa al 67′, con una splendida punizione che fa tremare il pubblico di casa. Il Bologna tenta un forcing finale, ma crea pochissimi pericoli concreti.
Solo all’89’ arriva una vera occasione: su un cross prolungato da Castro, Orsolini si avventa di testa, ma la sua conclusione è imprecisa e l’ultima possibilità sfuma.
Fallito il controsorpasso alla Juventus dunque, ma i ragazzi di Italiano ci potranno riprovare domenica prossima, quando al Dall’Ara arriveranno proprio i bianconeri in una sfida Champions tutta da gustare.
Hellas Verona-Cagliari 0-2
Il Cagliari compie un passo fondamentale verso la permanenza in Serie A, espugnando il Bentegodi per la prima volta dopo 53 anni. Il successo per 0-2 sui padroni di casa condanna un Hellas mai realmente pericoloso.
In avvio è il Verona a partire meglio, tentando subito la via del gol con Suslov, mentre i sardi appaiono schiacciati nella loro metà campo.
Tuttavia, al 18′ il Cagliari cambia atteggiamento: Luvumbo trova spazio per concludere, ma Montipò salva tutto con un intervento di piede. Poco dopo, il portiere dell’Hellas si ripete su un tiro a giro di Marin, mantenendo in equilibrio il punteggio.

La partita svolta definitivamente al 28′: l’infortunio di Suslov destabilizza l’Hellas, che da quel momento perde incisività. Passano appena due minuti e il Cagliari colpisce: su un cross insidioso di Luvumbo, Ghilardi sbaglia l’intervento e Pavoletti, alla sua prima da titolare dopo un lungo stop, sigla lo 0-1.
L’Hellas, nervoso e confuso, fatica a costruire gioco nonostante Zanetti rivoluzioni la squadra con cinque cambi e passi al 4-2-3-1. L’unica occasione dei padroni di casa arriva con un tiro impreciso di Lambourde, mentre i sardi si chiudono con ordine a difesa del vantaggio.
L’Hellas perde definitivamente la testa all’85’: Ghilardi, già protagonista in negativo sull’1-0, viene espulso per un brutto fallo su Gaetano. Il Cagliari ne approfitta per chiudere i conti nel recupero: al 93′, proprio Gaetano serve un assist perfetto a Deiola, che firma lo 0-2 e manda in delirio i tifosi rossoblù.
Il Verona esce tra i fischi del pubblico, bloccato a 32 punti e raggiunto dal Parma, mentre il Cagliari sale a quota 33 e si porta a +8 sulla zona retrocessione. La salvezza adesso è davvero a un passo.
Lazio-Parma 2-2
Un’altra rimonta griffata Pedro evita ai biancocelesti una sconfitta che avrebbe spento le speranze in chiave Champions in una serata in cui la Lazio sembrava destinata al tracollo.
All’Olimpico, sotto 0-2 contro un Parma cinico e organizzato, i biancocelesti si aggrappano all’estro e all’esperienza dell’attaccante spagnolo, decisivo con due reti in cinque minuti che fissano il punteggio sul 2-2.
La partita parte subito in salita per la squadra di Baroni: dopo appena tre minuti, Ondrejka sblocca il risultato, approfittando di una dormita difensiva su assist di Valeri. Il gol gela i tifosi laziali, che dopo pochi scampoli di gioco iniziano già a rumoreggiare.
La Lazio, confusionaria e imprecisa, fatica a costruire gioco: Zaccagni e Isaksen deludono sulle fasce, mentre il duo Guendouzi-Rovella non riesce a prendere in mano le redini del centrocampo.
L’unica emozione del primo tempo è un gol annullato a Castellanos per fuorigioco, a cui fanno seguito solo i fischi dell’Olimpico all’intervallo.
Il secondo tempo si apre nel peggiore dei modi per i padroni di casa: appena ripartiti, Ondrejka colpisce ancora, con un destro preciso che beffa Mandas e porta il Parma sullo 0-2.
A quel punto, la Lazio alza il baricentro e si scopre, rischiando grosso: Mandas è costretto agli straordinari per evitare lo 0-3, salvando su un’incursione solitaria di Pellegrino.
Al 57’, Baroni si gioca la carta Pedro, e la scelta si rivela vincente. Al 79’, l’ex Barcellona approfitta di una respinta corta di Suzuki e accorcia le distanze.
Passano cinque minuti e il veterano si ripete: colpo di testa vincente su traversone insidioso, e l’Olimpico esplode di gioia. Il finale è incandescente: la Lazio cerca il sorpasso, reclama un rigore per un tocco sospetto di Valenti, ma al 92’ rischia la beffa, salvata solo dall’errore di Man a tu per tu con Mandas.
Con questo pareggio, la Lazio resta in corsa per un posto in Champions, nonostante l’occasione mancata di agganciare la Juventus, prossima avversaria tra due giornate. I biancocelesti salgono a pari punti con la Roma ma rimangono settimi a causa degli scontri diretti sfavorevoli.
Il Parma, invece, conferma il buon momento sotto la guida di Chivu: una sola sconfitta nelle ultime nove gare e un altro passo importante verso la salvezza, costruita con solidità e concretezza.