Posticipi 36° giornata: la Dea vola in Champions piegando la Roma, scatto salvezza del Venezia

Dopo 19 risultati utili consecutivi, la Roma di Ranieri perde con l’Atalanta tra le polemiche, la Fiorentina, in caduta libera, cede il passo al Venezia

Venezia-Fiorentina  2-1

Il Venezia torna a sperare e lo fa con una vittoria pesantissima contro una Fiorentina spenta e disordinata. Al Pier Luigi Penzo finisce 2-1 per i padroni di casa, che si riprendono il quartultimo posto in classifica a quota 29 punti e lasciano la zona retrocessione alle spalle.

Per la squadra di Palladino, invece, si tratta di un passo falso che potrebbe costare caro in chiave europea: i viola restano fermi a 59 punti e vedono complicarsi la corsa per un posto nelle coppe europee.

L’avvio è favorevole ai lagunari, più vivi e propositivi nonostante un attacco leggero con Oristanio e Yeboah. I viola, privi di Kean, Gudmundsson e Cataldi, si affidano a Beltrán come unico riferimento offensivo, supportato da Ndour.

Il primo tempo è avaro di emozioni, con i padroni di casa più intraprendenti ma poco precisi. L’unico tentativo della Fiorentina arriva al 29’ con Fagioli, il cui tiro viene deviato in angolo da Radu. Poco prima dell’intervallo, Yeboah sfiora il gol dopo un’azione personale, ma spreca tutto a pochi metri dalla porta.

La gara si sblocca nella ripresa, sotto una pioggia battente. Al 60’, Candé sfrutta un assist di Kike Perez e porta in vantaggio il Venezia con una giocata da attaccante puro: controllo di petto e conclusione ravvicinata vincente.

Le proteste viola per un presunto tocco di mano vengono ignorate dall’arbitro. Poco dopo, Ranieri colpisce un palo clamoroso, e nel ribaltamento di fronte i lagunari colpiscono ancora: Zerbin pennella un cross perfetto per l’inserimento di Oristanio, che firma il raddoppio al secondo palo. È il suo primo gol dal lontano 8 dicembre.

La reazione della Fiorentina arriva troppo tardi. I cambi infondono nuova energia ai viola, che accorciano le distanze al 76’ con un guizzo di Mandragora.

l finale si infiamma: il Venezia si chiude con un compatto 5-4-1, perdendo però Condé per infortunio dopo un duro contrasto con Pablo Marì, incredibilmente non sanzionato.

Fagioli costruisce l’ultima occasione per gli ospiti, ma è la Fiorentina a rischiare di più con De Gea che evita il 3-1, salvando due volte su Nicolussi Caviglia e negando il tris ai lagunari in contropiede.

Può esultare Di Francesco, che vede i suoi tornare padroni del proprio destino, ora a +1 su Empoli e Lecce nella volata per la salvezza. In casa Fiorentina, invece, è tempo di riflessioni: la sconfitta pesa non solo sul morale, ma soprattutto sulla classifica, rendendo più complesso l’accesso ai posti europei.

 

Atalanta-Roma  2-1

L’Atalanta conquista un posto nella prossima Champions League per la quinta volta nelle ultime sette stagioni, blindando matematicamente il terzo posto grazie alla vittoria per 2-1 contro la Roma in un match dal sapore di spareggio diretto.

Il successo, maturato al Gewiss Stadium, non solo conferma l’alto rendimento dei bergamaschi, ma evidenzia ancora una volta l’impronta vincente di Gian Piero Gasperini.

Protagonisti del match sono stati Lookman, autore del primo gol, e Sulemana, vera sorpresa e match winner. Il tecnico nerazzurro ha pescato l’ennesima carta vincente dal mazzo, inserendo il giovane centrocampista classe 2003 che ha deciso l’incontro nella ripresa, certificandone l’ennesima felice intuizione.

Per la Roma, la serata si è trasformata in una doppia delusione: la sconfitta, che interrompe una striscia di 19 risultati utili consecutivi, ha infatti fatto scivolare i giallorossi al sesto posto, dietro Juventus e Lazio. Ora la squadra di Ranieri rischia di restare fuori dalla prossima edizione della Champions League.

Il primo tempo è stato giocato a ritmi altissimi, con entrambe le squadre molto aggressive. I padroni di casa sono partiti forte, sfiorando il vantaggio con De Ketelaere prima di concretizzare al 9’ con un potente destro dal limite di Lookman. La Dea, mai sazia, ha continuato a spingere, con Ederson tra i più ispirati e Retegui pericoloso ma impreciso sotto porta.

Nonostante le difficoltà, la Roma è riuscita a reagire: al 32’ Cristante ha trovato il pareggio con un inserimento centrale su assist di Soulé. I giallorossi hanno anche sfiorato il sorpasso prima dell’intervallo con una conclusione di Manu Koné, terminata fuori di poco.

Nella ripresa il ritmo si è abbassato e l’Atalanta ha gestito meglio il possesso, sfruttando il baricentro più basso della Roma. I giallorossi hanno tentato di colpire in contropiede e ci sono quasi riusciti, conquistando anche un rigore con Koné che però è stato annullato tra le polemiche dal VAR.

 

 

A venti minuti dalla fine, Gasperini ha cambiato le carte in tavola inserendo Sulemana al posto di Pasalic. Il giovane centrocampista ha subito messo in difficoltà la difesa romanista, sfiorando il gol prima di trovare, con un tiro preciso dal limite, il sigillo definitivo sulla vittoria.

Nel forcing finale i giallorossi non hanno mai trovato il guizzo per pareggiare la gara, che si è mano a mano spenta con il calare delle energie. Il triplice fischio ha dato il via alla festa nerazzurra, celebrata con un cerchio a centrocampo. Per l’ennesimo anno la Champions passerà anche da Bergamo, con i tifosi che, ancora una volta, potranno godersi la maggiore competizione europea dagli spalti del Gewiss.

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