Serie A: il valzer delle panchine non accenna a fermarsi

Tra ripensamenti, conferme, dimissioni e attese, regna l’incertezza sulle panchine delle big del nostro campionato

La querelle Napoli-Conte-Juventus

Dopo la cessione nello scorso gennaio di Kvaratskhelia, rimpiazzato da Okafor, Conte aveva neppure troppo velatamente espresso il suo malcontento verso la gestione del suo Napoli nella finestra di calciomercato invernale.

Nelle ultime settimane serpeggiava la voce di un suo possibile approdo alla Juventus e, negli ultimi giorni, i maggiori quotidiani sportivi avevano dato il suo ritorno ai bianconeri come cosa praticamente fatta.

De Laurentiis, però, per nulla intenzionato a lasciar partire il tecnico leccese, ha cominciato una corte spietata facendo all in su tutti i campi.

Il patron del Napoli, coadiuvato dal DS Manna, ha messo sul piatto un aumento di stipendio considerevole e una serie di garanzie tecniche non da poco, dando ad Antonio Conte praticamente carta bianca sul mercato.

I partenopei, infatti, si sono già assicurati l’arrivo dal Manchester City del fantasista Kevin De Bruyne e sono anche molto avanti nell’acquisizione dell’attaccante del Lilla Jonathan David, due pezzi pregiati che andrebbero ad alzare non poco il tasso tecnico della rosa degli azzurri.

La palla quindi è passata di nuovo nelle mani di Conte che, allettato dalle proposte del presidente, ha declinato l’offerta della Juventus, scommettendo di nuovo sul Napoli.

 

 

Il ritorno di Allegri al Milan

Il tecnico toscano è prossimo a firmare un contratto biennale con opzione per un terzo e quarto anno, dopo un rapido ma intenso corteggiamento da parte della dirigenza rossonera. Il compenso previsto è di circa sei milioni netti a stagione, con bonus legati ai risultati, e un incremento economico in caso di prolungamento.

La trattativa si è conclusa ieri pomeriggio negli studi legali milanesi del procuratore Giovanni Branchini, alla presenza di figure chiave del club: il presidente Paolo Scaroni, l’amministratore delegato Giorgio Furlani e il nuovo direttore sportivo, Igli Tare.

Proprio quest’ultimo è stato decisivo nel portare a termine l’operazione: ha esercitato una pressione costante su Allegri, riuscendo a strappare la firma entro 48 ore. Il colpo è stato sferrato nel momento in cui le alternative al tecnico livornese sono apparse impraticabili, come la panchina del Napoli.

Il nuovo DS del Milan, Tare, ha illustrato ad Allegri i piani dettagliati per rilanciare la squadra, assegnandogli un ruolo centrale nella ricostruzione tecnica e motivazionale del gruppo.

L’allenatore, dal canto suo, avrà ampia autonomia nelle scelte di mercato e nella gestione di Milanello, dove sarà chiamato a rianimare un ambiente provato da una stagione deludente.

L’annuncio ufficiale del ritorno di Allegri al Milan è atteso a breve, una volta definite le ultime formalità burocratiche. Intanto, il club ha già comunicato l’addio a Sergio Conceição, chiudendo così un capitolo e aprendo ufficialmente il nuovo corso tecnico sotto la guida di Max Allegri.

 

 

Le dimissioni di Palladino

Dopo il prolungamento del contratto raggiunto solo poco tempo fa, come un fulmine a ciel sereno sono arrivate anche le dimissioni del tecnico della Fiorentina, Raffaele Palladino.

La separazione con la Fiorentina sarebbe legata a un malessere crescente nel contesto ambientale che lo circondava.

Secondo fonti autorevoli, la scelta del tecnico non sarebbe legata a questioni tecniche o contrattuali, bensì all’atmosfera che si è creata intorno alla squadra e alla sua figura.

Nonostante un sesto posto in Serie A e una semifinale raggiunta in Conference League, Palladino avrebbe percepito un clima poco favorevole.

In diversi momenti della stagione, infatti, la tifoseria ha manifestato il proprio dissenso: dalla delusione per l’eliminazione europea contro il Betis, alle critiche piovute in occasione delle partite contro Bologna e Udinese.

Le continue contestazioni avrebbero minato il rapporto tra il tecnico e l’ambiente viola, facendo venire meno le condizioni per proseguire il progetto. La società, pur riconoscendo i meriti di Palladino, ha tentato in più occasioni di convincerlo a rimanere, ma ogni tentativo si è rivelato infruttuoso.

La decisione appare definitiva, e lascia spazio a riflessioni più ampie su quanto l’equilibrio tra risultati sportivi e rapporto con la piazza possa influenzare la stabilità di un allenatore, anche in presenza di obiettivi raggiunti.

Pur non conoscendo con assoluta certezza i motivi della scelta, nelle ultime ore fonti autorevoli hanno riportato anche una possibile rottura del rapporto con il DS della Viola Daniele Pradè, ma, fino a che una delle parti non spiegherà l’accaduto, rimangono tutte congetture.

 

 

L’addio alla Lazio di Baroni

La Lazio si prepara a ripartire da zero dopo una stagione chiusa al settimo posto in Serie A e l’uscita da tutte le competizioni europee.

A complicare il quadro è arrivata la decisione di Marco Baroni di lasciare la panchina, comunicata subito dopo il termine del campionato, un cambiamento che impone una riflessione anche sul futuro della panchina dei biancocelesti.

A tal proposito, il direttore sportivo Angelo Fabiani ha voluto lanciare un messaggio distensivo ai tifosi, in un’intervista delle ultime ore. Il dirigente ha assicurato che, nonostante l’assenza dalle coppe, i giocatori più rappresentativi del club non lasceranno il club.

Baroni ha preso la sua decisione per motivi personali”, ha dichiarato Fabiani, aggiungendo però che la squadra ha disputato due buone competizioni e ha sfiorato la qualificazione in Champions League.Sarebbero bastati pochi punti in più all’Olimpico”, ha precisato, evidenziando quanto in effetti sia stata sottile la linea tra la qualificazione in Champions e l’esclusione da tutte le coppe.

Fabiani ha confermato la volontà di costruire una rosa solida e ambiziosa, ribadendo che non ci saranno cessioni illustri, un segnale chiaro per il prossimo tecnico di stabilità e programmazione.

 

 

Il ritiro di Claudio Ranieri e il possibile avvicendamento con Gian Piero Gasperini

Il destino di Gian Piero Gasperini è ancora tutto da definire. Sebbene il tecnico sia formalmente legato all’Atalanta fino al 2026, ha già comunicato alla dirigenza bergamasca l’intenzione di concludere il suo ciclo. Il prossimo passo potrebbe portarlo lontano da Bergamo, con due grandi club interessati: Roma e Juventus.

Nella giornata di ieri, Gasperini ha avuto un incontro a Firenze con i vertici della Roma, presenti i proprietari Dan e Ryan Friedkin, il direttore sportivo Florent Ghisolfi e Claudio Ranieri.

Il summit, secondo fonti vicine alle parti, si sarebbe svolto in un clima positivo, ma non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo su tutte le condizioni contrattuali e tecniche.

Il tecnico piemontese, prudente e riflessivo, si è preso qualche giorno per valutare con attenzione la proposta romanista, consapevole dell’importanza di una scelta che potrebbe segnare la fase finale della sua carriera.

Nel frattempo, però, si registra l’inserimento deciso della Juventus, che sarebbe pronta a tentare un blitz per assicurarsi l’ allenatore. Dopo il rifiuto di Conte, infatti, la prima scelta per la panchina sarebbe proprio l’ex tecnico della Dea.

Contatti tra i bianconeri e gli agenti di Gasperini sarebbero già avvenuti, segno che anche la Vecchia Signora considera l’ex Genoa e Inter una papabile scelta per rilanciare il progetto tecnico.

Le prossime ore saranno decisive, con Gasperini chiamato a scegliere tra la continuità italiana offerta dalla Roma e il fascino di un ritorno a Torino, dove ha già lavorato all’inizio della sua carriera proprio nel settore giovanile bianconero.

 

 

L’unica sicurezza: il rinnovo al Bologna di Italiano

Vincenzo Italiano resterà alla guida del Bologna fino al 30 giugno 2027. La conferma è arrivata attraverso una nota ufficiale diramata dal club, che ha annunciato con entusiasmo il prolungamento del contratto dell’allenatore. Un segnale di continuità e fiducia da parte della dirigenza rossoblù dopo una stagione positiva.

Siamo molto felici di estendere la nostra collaborazione con Italiano”, ha dichiarato l’amministratore delegato Claudio Fenucci.Come abbiamo sempre sostenuto, questa era la nostra intenzione sin dall’inizio, e adesso siamo pronti ad affrontare, insieme, le tante sfide entusiasmanti che ci attendono nella prossima annata”.

Anche il tecnico siciliano ha espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto, ribadendo la volontà di continuare un percorso condiviso con società, squadra e tifosi.

Sono contento di proseguire questa avventura. Ci aspettano competizioni stimolanti e obiettivi importanti da raggiungere. Torneremo a luglio con grande entusiasmo”, ha commentato Italiano.

Il rinnovo rappresenta un passo strategico per consolidare il progetto tecnico del Bologna, che punta a confermare quanto di buono fatto finora e a migliorare ulteriormente i risultati nelle prossime stagioni. Il lavoro di Italiano, apprezzato per organizzazione tattica e mentalità, sarà centrale nel percorso di crescita del club.

 

Le panchine vacanti

I tasselli del puzzle sono ancora lontani dall’essersi incastrati. La Juventus molto probabilmente non proseguirà con Tudor oltre il Mondiale per Club, la Roma ha puntato con decisione Gasperini ma teme un interessamento proprio dei bianconeri, l’Atalanta pare essersi mossa proprio con Tudor, la Lazio starebbe pensando al ritorno di Sarri o di Pioli e la Fiorentina dovrà sostituire il dimissionario Palladino.

In conclusione: il valzer delle panchine è appena cominciato, e non accenna a fermarsi.

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