L’incontro tra Inter e Fluminense, valevole per gli ottavi di finale del Mondiale per Club, potrebbe essere rinviato a causa di una forte allerta meteo emessa per la città di Charlotte, in North Carolina.
L’attenzione è rivolta in particolare alla possibilità di una violenta tempesta di fulmini, che potrebbe colpire la zona proprio durante il match previsto per le 21 italiane.
Il maltempo, che già aveva causato ritardi e sospensioni nella sfida tra Chelsea e Benfica, rischia ora di stravolgere anche il calendario dei nerazzurri.
Il precedente, durato oltre quattro ore, resta un monito per squadre e tifosi: in caso di scariche elettriche entro un raggio di 13 chilometri dallo stadio, scatterebbe immediatamente il “Seek Cover Protocol”, la procedura FIFA che impone l’interruzione immediata dell’evento e l’evacuazione temporanea di pubblico e atleti.
Nessuna decisione ufficiale è ancora stata comunicata dalla FIFA, lasciando la squadra allenata da Cristian Chivu in un clima di totale confusione.
“Siamo professionisti” ha dichiarato l’allenatore rumeno in conferenza stampa “e abbiamo bisogno di certezze. Non possiamo restare due ore chiusi dentro lo stadio in attesa di capire se si gioca o no. Questo influisce sulla preparazione, sull’alimentazione, sull’idratazione. Non si può improvvisare”.
L’appello di Chivu è chiaro: serve una decisione rapida e definitiva entro le 12 (ora locale) per evitare che l’organizzazione sportiva venga travolta dagli eventi meteorologici, compromettendo non solo la qualità della gara ma anche la sicurezza dei protagonisti in campo.
Intanto nella città statunitense è già scattata l’allerta meteo. Le autorità locali hanno invitato i residenti e i presenti nei pressi dello stadio a mettersi al riparo in vista del potenziale nubifragio previsto nelle ore serali.
La procedura FIFA, se attivata, prevede che l’incontro possa riprendere solo dopo almeno 30 minuti senza ulteriori fulmini, rendendo plausibile uno slittamento prolungato della partita.
In un torneo estivo già di per sé impegnativo, tra le difficoltà logistiche e le condizioni climatiche estreme, la gestione dell’emergenza meteorologica rappresenta un banco di prova per la FIFA, chiamata ora a prendere una decisione che tenga conto tanto dell’aspetto sportivo quanto di quello organizzativo e della tutela dell’incolumità.