In passato i club italiani dominavano il mercato, acquistando stelle nel pieno della carriera, mentre oggi, a causa delle difficoltà economiche, possono permettersi campioni o ancora molto giovani o nella fase finale della loro carriera.
Oggi i campioni nel fiore dei loro anni spesso abbandonano l’Italia per mete più ricche, come nel caso di Retegui, o più competitive come la Premier League, come visto con Reijnders.
Ma quali sono le dieci cessioni più onerose mai realizzate dall’Italia verso l’estero?
10) De Ligt | Juventus-Bayern Monaco | 67 mln
L’approdo di Matthijs de Ligt al Bayern Monaco, nell’estate del 2022, ha inizialmente portato grande entusiasmo tra tifosi e media tedeschi, ma è stato l’inizio della parabola discendente dell’olandese, poi venduto al Manchester United.
Il difensore ha lasciato la Juventus dopo una trattativa da 67 milioni di euro più bonus, scegliendo la Bundesliga come nuova tappa della sua carriera.
9) Retegui | Atalanta-Al-Qadsiah | 68 mln

Mateo Retegui ha detto sì all’offerta dell’Al-Qadsiah, trasferendosi a 26 anni nella Saudi Pro League. L’operazione garantisce all’Atalanta un incasso di 68milioni di euro, con una plusvalenza significativa rispetto ai 25 milioni spesi per acquistarlo.
All’attaccante argentino andranno 20 milioni di euro in quattro anni, a coronamento di un’operazione che si è rivelata estremamente vantaggiosa per il club bergamasco.
8) Hakimi | Inter-PSG | 68 milioni

Dopo lo scudetto dell’Inter, un’altra partenza eccellente ha segnato l’estate 2021: Achraf Hakimi ha lasciato la Serie A per approdare al Paris Saint-Germain, attratto sia dall’ambizioso progetto tecnico sia dall’offerta economica del club francese.
Il trasferimento si è concluso per 68 milioni di euro, cifra che il PSG ha investito per assicurarsi il capitano della nazionale marocchina. Oggi, sotto la guida di Luis Enrique, Hakimi è diventato campione d’Europa da protagonista, confermando il valore di quell’investimento.
7) Ibrahimovic | Inter-Barcellona | 69 mln
Zlatan Ibrahimović arrivò a Barcellona con i riflettori puntati e l’aria da fuoriclasse: una conferenza da protagonista, promesse di entrare nella storia e l’attesa di centinaia di tifosi catalani. Dopo stagioni vincenti in Italia, l’attaccante svedese lasciò la Serie A con qualche attrito e tanta fiducia nei propri mezzi.
Il Barcellona investì 69 milioni di euro per portarlo in Spagna, una cifra che includeva anche il cartellino di Samuel Eto’o, puntando su di lui per conquistare l’Europa.
Ma il destino volle diversamente: a maggio fu l’Inter, la squadra che aveva appena lasciato, a vincere il Triplete, mentre Ibra, pochi mesi dopo, fece clamorosamente ritorno a Milano, stavolta indossando la maglia rossonera del Milan.
6) Kvaratskhelia | Napoli-PSG | 70 mln

Un’altra operazione milionaria ha visto protagonista il Napoli nello scorso gennaio, dopo aver ceduto l’esterno georgiano al Paris Saint-Germain per 70 milioni di euro.
In appena sei mesi, il giocatore ha conquistato la scena parigina, contribuendo al successo del club nello storico Triplete dei parigini. Per la società partenopea, una plusvalenza straordinaria, considerando che il suo acquisto era costato appena 10 milioni.
5) Osimhen | Napoli-Galatasaray | 75 mln
La lunga trattativa si è conclusa: Victor Osimhen ha lasciato il Napoli per trasferirsi al Galatasaray, in un’operazione complessiva da 75 milioni di euro.
L’accordo prevede un pagamento suddiviso in due tranche: 40 milioni subito e altri 35 entro il 2026. Tra le condizioni contrattuali spicca una clausola che impedisce al club turco di cedere l’attaccante a squadre italiane fino al 2027, pena una penale che raddoppierebbe il costo dell’affare.
Dopo lo scudetto, i gol e le polemiche, Osimhen chiude la sua avventura a Napoli, aprendo un nuovo capitolo della sua carriera in Turchia.
4) Hojlund | Atalanta-Manchester United | 75 milioni
Rasmus Hojlund è cresciuto con un’ossessione: Cristiano Ronaldo era il suo modello assoluto. Da bambino, si allenava da solo nella sua stanza imitando l’idolo portoghese in ogni dettaglio.
Quando il Manchester United ha bussato alla porta, dire di no non era un’opzione. Dopo una stagione convincente con l’Atalanta, il club inglese ha presentato un’offerta da 75 milioni di euro, accettata senza esitazioni.
Una cifra enorme, che ha garantito una plusvalenza record per la società bergamasca, che solo dodici mesi prima aveva investito 17 milioni per acquistarlo dallo Sturm Graz. L’ennesimo affare da manuale dei Percassi.
3) Zidane | Juventus-Real Madrid | 75 mln

Era il 2001 e il calcio stava cambiando volto. Florentino Pérez, da poco presidente del Real Madrid, sognava una squadra di galácticos, e dopo Figo puntò dritto su Zinedine Zidane.
Per convincere la Juventus a cedere il fuoriclasse francese, servì un’offerta da 75 milioni di euro, una cifra senza precedenti per l’epoca. I tifosi bianconeri inizialmente non la presero bene, ma la proposta era troppo alta per essere rifiutata.
Nel finale di stagione, la Juventus tornò comunque a vincere lo scudetto nel celebre 5 maggio del 2002, mentre Zidane entrò nella leggenda del Real Madrid, siglando uno dei gol più iconici della storia nella finale di Champions League contro il Bayer Leverkusen. Un colpo al volo da cineteca, diventato il simbolo di un’icona come Zidane.
2) Pogba | Juventus-Manchester United | 105 mln

Un trasferimento che ha lasciato il segno nella storia del calciomercato. Nell’estate del 2016 Paul Pogba fa ritorno al Manchester United, il club che quattro anni prima lo aveva lasciato partire a parametro zero.
Questa volta, però, servono ben 105 milioni di euro per riportarlo a Old Trafford, in quello che fu all’epoca il trasferimento più costoso di sempre in Serie A.
La sua parabola ricorda quella di Romelu Lukaku: entrambi rientrati nei club che non avevano creduto in loro, entrambi protagonisti poi di un ritorno in Serie A. In tutte e due le operazioni c’è la firma di Beppe Marotta, stratega del mercato capace di costruire valore e capitalizzare sulle occasioni.
1) Lukaku | Inter-Chelsea | 115 milioni

Nel 2021, reduce dalla conquista dello scudetto con Antonio Conte, Romelu Lukaku accetta l’offerta del Chelsea, che sborsa 115 milioni di euro per riportarlo a Stamford Bridge.
Il club inglese lo accoglie con entusiasmo, celebrando il suo ritorno anche con un video tributo. Il belga, motivato da un forte desiderio di rivincita, giurerà amore al Chelsea e dichiarerà che è il club che dei suoi sogni sin da bambino.
Ma il sogno dura poco. In appena sei mesi, l’intesa con l’allenatore Thomas Tuchel non decolla e il feeling con l’ambiente si spegne rapidamente. Disorientato e deluso, Lukaku arriva a chiedere la cessione a fine stagione. Il finale è un cerchio che si chiude: tornerà all’Inter, il club dove aveva ritrovato sé stesso.