Serie A, si riparte! Bene Napoli, Juve e Roma, brutta prova di Lazio e Milan

La prima giornata riserva già delle sorprese con il Como che manda al tappeto la Lazio con un super Nico Paz e la Cremonese che espugna San Siro

Genoa-Lecce  0-0

Si chiude a reti inviolate la sfida tra Genoa e Lecce al Ferraris, firmando il primo 0-0 stagionale. Un punto prezioso per i salentini, amaro in bocca per i rossoblù rammaricati per un successo solo sfiorato.

Il match prende ritmo solo dopo la mezz’ora, in un primo tempo avaro di emozioni e marcato da un sostanziale equilibrio.

Il Lecce parte più aggressivo, ma le punte Colombo e Camarda faticano a entrare in partita, mancando palloni giocabili.

Le prime vere occasioni arrivano solo nel finale del primo tempo: Stanciu spara alto da buona posizione, Gallo anche, ma la vera palla gol la costruisce il Genoa al 41’ con un’azione corale conclusa da Carboni, stoppato da una parata decisiva di Falcone.

Nella ripresa il copione non cambia: la manovra resta farraginosa e il gioco si sviluppa principalmente a centrocampo, con le punte spesso troppo isolate.

Da segnalare solo una conclusione insidiosa di Aaron Martin, respinta ancora da un attento Falcone. Il Lecce si abbassa e rischia nel finale, quando Stanciu colpisce l’esterno della rete, ma porta a casa il punto.

 

Sassuolo-Napoli  0-2

Il Napoli parte con il piede giusto nella nuova stagione, imponendosi per 0-2 sul campo del Sassuolo grazie alle reti di McTominay e De Bruyne.

Nonostante la pesante assenza di Lukaku, Conte propone un inedito 4-1-4-1, affidandosi alla fisicità di Lucca in attacco e alla qualità in mezzo al campo con Politano, Anguissa, De Bruyne e McTominay, supportati da Lobotka davanti alla difesa.

Dall’altra parte, Grosso costruisce un undici equilibrato, puntando su Pinamonti in avanti con Berardi e Laurienté larghi sulle fasce.

La gara parte a ritmi bassi, con le squadre corte e attente a non scoprirsi. Il Napoli gestisce il possesso, cerca ampiezza con Politano e si affida ai movimenti di Lucca per creare varchi.

Il Sassuolo, più attendista, difende compatto e prova a ripartire, senza particolare efficacia. Dopo qualche tentativo impreciso, al 16’ il Napoli passa: Politano trova McTominay in area e lo scozzese sblocca la partita con un colpo di testa preciso.

Il gol stappa la gara: gli azzurri aumentano la pressione e vanno vicini al raddoppio con una traversa colpita da McTominay e un tentativo pericoloso di Politano, mentre i neroverdi faticano a reagire.

Nel secondo tempo il Napoli controlla, abbassando il ritmo ma mantenendo il pallino del gioco. La squadra di Conte costruisce con calma, sfrutta le corsie laterali e sfiora il 2-0 prima con un palo di Politano, poi con Lucca, impreciso sotto porta.

 

 

Il gol che chiude i conti arriva comunque al 65’: De Bruyne su calcio di punizione la mette in mezzo, la traiettoria velenosa non viene deviata da nessuno e si insacca beffando Turati.

Nel finale c’è spazio per i cambi: il Sassuolo perde Koné, espulso per doppia ammonizione, e prova a riorganizzarsi con nuovi ingressi.

Conte risponde dosando le energie dei suoi e avanza De Bruyne nel ruolo di falso nove. Gli ultimi minuti scorrono senza grandi sussulti, a parte un tentativo di Fadera e un paio di conclusioni alte che non cambiano il risultato.

A Reggio Emilia il Napoli non incanta ma mostra solidità e personalità, portando a casa tre punti importanti nonostante l’assenza del suo centravanti titolare.

 

Roma-Bologna  1-0

La Roma comincia il campionato con una vittoria di misura sul Bologna. Il nuovo tecnico giallorosso, Gian Piero Gasperini, lancia subito segnali forti, lasciando inizialmente in panchina Dovbyk e Dybala, preferendo Ferguson e El Shaarawy.

Nella prima frazione è proprio l’irlandese ad accendere la sfida con tre occasioni nitide, tutte respinte da un attento Skorupski.

Il Bologna trova la rete al 16′ con Orsolini, ma il vantaggio viene annullato per fuorigioco di Immobile. La Roma reagisce e risponde con un palo colpito da Cristante e una buona conclusione di El Shaarawy.

Il primo tempo si chiude con i padroni di casa in crescita, ma l’infortunio di Immobile, uscito al 30′ per un problema muscolare, complica i piani di Italiano che corre ai ripari inserendo Castro.

Il secondo tempo si apre con un’altra tegola per il Bologna, che perde Casale, rimasto negli spogliatoi. I rossoblù colpiscono una traversa al 49′, ma quando sembrano pronti a sbloccare il match, arriva il colpo della Roma: al 53’ Lucumì sbaglia un disimpegno servendo Wesley che, pur con un tiro un po’ sporco, segna il suo primo gol in Serie A.

L’ex Flamengo si rende pericoloso anche pochi minuti dopo, poi la Roma va vicina al raddoppio con Koné e Dovbyk, entrato assieme a Dybala al 74’.

Dopo aver sfiorato più volte il raddoppio la Roma rischia e offre al Bologna qualche occasione di troppo, con Bernardeschi e Castro che vanno vicini al pareggio.

Nonostante le occasioni fallite e qualche rischio nel recupero, i giallorossi portano a casa i primi tre punti della stagione.

Gasperini può sorridere, mentre per Italiano arrivano una sconfitta e tanti infortuni.

 

Milan-Cremonese  1-2

Massimiliano Allegri torna sulla panchina del Milan dopo oltre undici anni, ma l’esordio è da dimenticare: la Cremonese conquista la sua prima storica vittoria a San Siro, infliggendo un doloroso 1-2 ai rossoneri.

Senza Leao e con una rosa ancora incompleta, il tecnico rossonero schiera Gimenez titolare insieme a Pulisic, affidando il centrocampo e la regia a Modric.

 

 

I primi segnali sono positivi: Gimenez sfiora subito il gol e trova anche la rete, annullata poi per fuorigioco. Ma è la Cremonese a colpire al 28’, con un colpo di testa di Baschirotto che punisce una disattenzione difensiva di Pavlovic.

Nel finale di primo tempo, Pavlovic si fa perdonare e, di testa, trova il gol del pareggio, riscattando l’errore precedente grazie anche all’assist di Estupinan. Dopo le proteste grigiorosse per un giocatore a terra c’è un check al VAR, che poi convalida l’1-1 del Milan.

La ripresa si apre con tre grandi occasioni per i rossoneri, ma Audero è superlativo. Al 61′ arriva la clamorosa svolta: su cross di Pezzella, Bonazzoli si coordina in semirovesciata e firma l’1-2 con un gesto acrobatico da applausi.

Allegri cambia uomini, inserisce Chukwueze e Jashari, ma i rossoneri, troppo frenetici e nervosi, non riescono a rimettere in piedi il match. Baschirotto guida la difesa grigiorossa e la Cremonese resiste fino al fischio finale.

Una partenza shock per il Milan e un rientro amaro per Allegri, dall’altra parte la Cremonese può festeggiare un successo storico, iniziando con il piede giusto il ritorno nella massima serie.

 

Cagliari-Fiorentina  1-1

Il Cagliari parte forte e mette subito in difficoltà la Fiorentina, sorpresa dall’intensità dei rossoblù e dalla vivacità di Folorunsho ed Esposito.

La squadra di Pioli fatica a sviluppare gioco e il centrocampo dei viola resta in ombra. Al 22’ i sardi vanno vicinissimi al vantaggio: su corner perfetto di Esposito, colpisce di testa Folorunsho con De Gea che respinge malamente. A salvare la Viola è Gosens, con una provvidenziale spazzata sulla linea.

Il tedesco però accusa un problema fisico e lascia il campo prima dell’intervallo, che si chiude sullo 0-0 dopo una prima frazione intensa e a tratti nervosa.

Nella ripresa i ritmi calano, ma il Cagliari continua a spingere, sfiorando il gol in due occasioni con Borrelli. Al 68’ è la Fiorentina a sbloccare la gara: Gudmundsson pennella un cross dalla destra e Mandragora, appena entrato, colpisce di testa, mandando il pallone sul palo e poi in rete per lo 0-1 viola.

I padroni di casa non si arrendono e cercano il pareggio. L’occasione più nitida arriva all’83’, con un destro diagonale di Gaetano sul quale De Gea risponde con un grande intervento.

Quando ormai sembrava fatta per la Fiorentina, nel recupero arriva la beffa: al 94’, Gaetano disegna una punizione perfetta e Luperto svetta in area battendo De Gea, poco reattivo nell’occasione. L’1-1 finale premia un Cagliari mai domo e lascia un po’ di amaro in bocca ai viola per i due punti persi al fotofinish.

 

Como-Lazio  2-0

Il Como parte fortissimo e batte con pieno merito la Lazio per 2-0, dominando sul piano del gioco e mostrando un’organizzazione impeccabile.

Fabregas sorprende schierando Vojvoda alto sulla linea offensiva, mentre Nico Paz agisce da mezz’ala, affiancato da Perrone e Da Cunha.

In attacco, il riferimento è Douvikas. Tra i biancocelesti, assente Rovella (diventato padre), sostituito da Cataldi accanto a Guendouzi e Dele-Bashiru, con il tridente offensivo Castellanos-Zaccagni-Cancellieri confermato da Sarri.

I padroni di casa impongono il proprio ritmo fin dall’inizio, tenendo il pallone e creando pericoli: Douvikas e Ramos mettono in allarme a più riprese la retroguardia ospite, con il secondo che sfiora il vantaggio con un sinistro alto da ottima posizione.

Anche Jesus Rodriguez e Vojvoda vanno vicini al gol, con il kosovaro che costringe Provedel a un grande intervento dalla distanza.

La Lazio fatica a uscire, non trova spazi e il primo tempo si chiude sullo 0-0, ma con un Como decisamente più pericoloso.

Nella ripresa, i lariani colpiscono subito: al 47’ è Nico Paz a inventare, ubriacando Tavares con una finta e servendo un assist perfetto per Douvikas, che supera Gila e batte Provedel con un diagonale preciso.

I lombardi continuano a spingere, sfiorando il raddoppio con Da Cunha, il cui sinistro sfiora il palo. La Lazio prova a reagire e al 63’ Castellanos segna su lancio di Gila, ma l’azione è viziata da un fuorigioco millimetrico.

Fabregas inserisce Morata per Douvikas, ma la vera firma sulla partita la mette ancora un super Nico Paz al 73’: punizione perfetta dal limite, sinistro a giro sotto l’incrocio per il 2-0 che fa esplodere il Sinigaglia.

Nel finale, Vojvoda colpisce una traversa clamorosa e Da Cunha sfiora ancora il tris, fermato da un ottimo Provedel.

I tentativi della Lazio nei minuti di recupero non cambiano il risultato: il Como vince e convince, confermando le ottime impressioni della pre-season e candidandosi come possibile outsider per zone alte della classifica.

 

Juventus-Parma  2-0

La Juventus comincia il campionato con il piede giusto, superando 2-0 il Parma tra le mura amiche dell’Allianz Stadium.

L’undici scelto da Tudor, in attesa degli ultimi ritocchi di mercato, conferma il 3-4-2-1: David terminale offensivo, con Yildiz e Conceiçao a supporto, e Bremer al centro della difesa. Sugli esterni ci sono Kalulu e Cambiaso.

Il Parma di Cuesta, all’esordio in Serie A, risponde con una formazione compatta e difensiva: Keita e Ordonez in mezzo al campo, Bernabé e Almqvist dietro Pellegrino.

I bianconeri partono in maniera aggressiva, gestendo il possesso e occupando stabilmente la metà campo avversaria.

Il Parma si difende basso e cerca sporadiche ripartenze, ma è la Juve a creare di più: David spreca due buone occasioni, mentre Conceiçao e Bremer vanno vicini al vantaggio.

Il primo tempo si chiude sullo 0-0 e, nonostante l’evidente predominio territoriale dei bianconeri, il Parma non rischia poi molto.

La ripresa si apre con intensità e tre nitide occasioni nei primi minuti: Pellegrino sfiora il colpo per gli ospiti, murato da un Bremer monumentale, poi Gatti e Yildiz vanno vicini al gol per la Juve.

Al 60′, un palo colpito da Conceiçao anticipa la svolta: entrano Sorensen, Joao Mario e Koopmeiners, e poco dopo arriva il meritato vantaggio.

 

 

Al 66’, David sfrutta un assist preciso di Yildiz e con un anticipo fulmineo batte Suzuki per l’1-0. I ducali provano a reagire, alzando il baricentro e inserendo Benedyczak, ma la Juve resta lucida.

Yildiz continua a ispirare e nel finale serve il secondo assist di giornata: Vlahovic, appena entrato, finalizza in contropiede il gol del definitivo 2-0, chiudendo la partita che aveva rischiato di riaprirsi per un cartellino rosso a Cambiaso per fallo di reazione su Lovik.

In chiusura, Di Gregorio nega il gol della bandiera a Bernabé con una parata prodigiosa. Un esordio convincente per la Juventus, che mostra personalità, qualità nei singoli e concretezza nei momenti chiave. Brutta tegola invece per Cambiaso, che rischia di saltare più giornate.

 

Atalanta-Pisa  1-1

Il Pisa parte con il piede giusto nella nuova stagione di Serie A, fermando l’Atalanta sull’1-1 a Bergamo. Buona la prestazione degli uomini di Gilardino, che esordiscono con personalità, mentre per la squadra di Juric il debutto casalingo è da archiviare con un po’ di rammarico.

Il Pisa parte subito con il piede giusto, sfiorando il vantaggio con un tiro alto di Angori, poi l’Atalanta risponde con Scalvini.

Al 26’ arriva l’episodio che sblocca la partita: Touré scappa a Zalewski, cross basso e colpo di tacco di Tramoni, poi il pallone arriva ancora ad Angori, il cui cross è deviato maldestramente in porta da Hien, per un autogol che vale l’1-0 Pisa.

La Dea fatica a reagire, mentre il Pisa sfiora il raddoppio: prima c’è un colpo di testa di Bellanova, poi con una zuccata pericolosissima di Moreo, sventata da un grande intervento di Carnesecchi.

In avvio di ripresa l’Atalanta pareggia subito i conti: al 50’ Pasalic serve Scamacca, che si libera e con un destro preciso batte Semper, tornando al gol post infortunio dopo oltre un anno (455 giorni).

Juric prova a cambiare volto alla partita con gli ingressi di Ederson, Sulemana e Krstovic, mentre Gilardino risponde inserendo Akisanmiro, Nzola e l’ex Cuadrado.

Al 70’ l’occasione più grande è sui piedi di Maldini, ma Semper compie un intervento strepitoso e salva il Pisa. Nel finale, i ritmi calano e nessuna delle due squadre riesce a trovare il gol vittoria.

Punto prezioso per il neopromosso Pisa, che mostra compattezza e idee chiare. Per l’Atalanta di Juric un pareggio che sa di occasione persa, ma che lascia comunque margini di crescita.

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