Lecce-Cagliari 1-2
Il Lecce parte forte e trova subito il vantaggio con un colpo di testa di Tiago Gabriel su assist di Sottil. La squadra di Di Francesco aggredisce alta e gestisce bene il possesso, ma il Cagliari reagisce subito, aumentando la pressione e cercando il pareggio.
Dopo due occasioni sprecate da Esposito e Belotti, Palestra cambia il ritmo sulla fascia, mette la palla per Belotti che segna e riequilibra la gara. Il primo tempo si chiude con diverse occasioni da entrambe le parti, tra cui due pali colpiti dai sardi e interventi decisivi dei portieri Caprile e Falcone.
Nella ripresa, con i cambi effettuati da entrambe le squadre, la partita si apre ulteriormente. Palestra e Belotti creano ancora pericoli, mentre il Lecce tenta di riorganizzarsi ma non riesce a mantenere ordine tra i reparti.
La svolta arriva su calcio di rigore: Belotti viene atterrato in area e trasforma il penalty con freddezza, completando la rimonta rossoblù e siglando la sua doppietta personale.
Nel finale Di Francesco le prova tutte, inserendo forze fresche come Camarda e Ndri, ma il Cagliari si chiude con ordine e resiste agli ultimi assalti. I sardi salgono così a quota 7 punti, mentre per il Lecce arriva la terza sconfitta consecutiva e una crisi sempre più evidente.
Bologna-Genoa 2-1
Si decide tutto nei minuti di recupero al Dall’Ara, dove il Bologna conquista tre punti fondamentali grazie a un rigore trasformato da Orsolini al 99’. Un finale amaro per il Genoa, che aveva accarezzato il sogno di portare via dei punti su un campo molto difficile.
L’avvio del match è frenetico: un gol di Castro viene annullato per fuorigioco, poi è il Genoa a farsi vedere con Colombo e Martin, che al 35′ impegna Skorupski con un sinistro insidioso. Il portiere rossoblù salva il risultato con un grande intervento.
Nella ripresa, è il Genoa a colpire per primo: Ellertsson firma l’1-0 su assist di Malinovskyi, sorprendendo Skorupski. Il Bologna reagisce subito e al 73’ pareggia i conti con Castro, bravo a deviare in rete un cross basso di Cambiaghi, entrato pochi minuti prima.

Quando ormai la gara sembra inevitabilmente orientata verso il pareggio, arriva l’episodio decisivo: Carboni commette un fallo di mano in area, prontamente rilevato dal Var. Dal dischetto Orsolini è glaciale: calcia forte e angolato, spiazzando Leali e facendo esplodere lo stadio per il definitivo 2-1.
Per il Bologna è la seconda vittoria casalinga, mentre il Genoa incassa una sconfitta beffarda nel recupero, al termine di una partita equilibrata e combattuta fino all’ultimo secondo.
Hellas Verona-Juventus 1-1
La Juventus rallenta dopo tre successi consecutivi e non va oltre l’1-1 al Bentegodi. Una gara complicata per i bianconeri, apparsi stanchi e poco brillanti, mentre gli scaligeri, molto più freschi, giocano con intensità e sfiorano la vittoria nel finale.
La squadra di Zanetti parte aggressiva e va vicina al vantaggio con Orban, fermato da Di Gregorio. Poi è la Juve a colpire al 19’ con una bella giocata di Conceiçao, che salta Serdar e insacca con un sinistro dal limite.
Dopo il vantaggio, però, i bianconeri si spengono: manovra lenta, pochi palloni giocabili per Vlahovic e Yildiz poco incisivo.
Il pareggio arriva poco prima dell’intervallo: un fallo di mano di Joao Mario, rilevato dal Var, porta al rigore per l’Hellas. Dal dischetto si presenta Orban, con Di Gregorio che riesce solo a sfiorare la conclusione che si insacca sotto la traversa per l’1-1.
Molte le polemiche nel finale di primo tempo per una gomitata di Orban a Gatti, giudicata solo da giallo dall’arbitro Rapuano.
Nel secondo tempo Tudor prova a cambiare inserendo Koopmeiners e poi Openda, ma la Juve resta macchinosa e prevedibile.
Dall’altra parte il Verona si rende molto pericoloso ancora con Orban, fino al gol del 2-1, annullato dal Var per fuorigioco di Serdar.
Nel finale entrambe le squadre cercano il gol vittoria, la Juve prova il tutto per tutto con gli ingressi di David e Zhegrova, che però non aggiungono niente alla prestazione dei bianconeri.
Una buona occasione viene sprecata da Openda che, a tu per tu con Montipò, calcia malamente sulla figura dell’estremo difensore. Dopo sette minuti di recupero, il triplice fischio sancisce il pareggio.
La Juventus esce con un punto e qualche certezza in meno, mentre l’Hellas dimostra grande spirito di sacrificio e di poter lottare con fiducia per la salvezza.
Udinese-Milan 0-3
Il Milan conquista la terza vittoria consecutiva in campionato superando nettamente l’Udinese per 0-3. Dopo i successi contro Lecce e Bologna, i rossoneri confermano il momento positivo anche al Bluenergy Stadium, trascinati da un Christian Pulisic in stato di grazia, autore di una prestazione completa con gol, assist e intensità in ogni zona del campo.
La squadra di Allegri parte compatta e ordinata, lasciando pochissimo all’Udinese, che aveva provato a sorprendere con un modulo più offensivo.
Il 4-4-2 di Runjaic non funziona, e la scelta di schermare Modric con due punte finisce per creare spazi tra centrocampo e difesa, zone che il Milan sfrutta con intelligenza grazie al dinamismo di Pulisic e al lavoro tra le linee di Rabiot.
Al tramonto del primo tempo, il Milan sblocca il match: Pulisic recupera palla, serve Estupinan sulla sinistra e chiude l’azione approfittando di un pasticcio difensivo per firmare lo 0-1.
Il gol riflette l’equilibrio tattico costruito dai rossoneri, capaci di capitalizzare ogni sbavatura avversaria. Nella ripresa l’Udinese prova a cambiare ritmo, ma il raddoppio del Milan arriva quasi subito: Karlstrom si fa sorprendere in area e Fofana insacca con freddezza dopo l’ennesima iniziativa di Pulisic.

Il colpo del ko arriva poco dopo: una veloce ripartenza palla a terra coinvolge Tomori, Saelemaekers e Rabiot, ma è ancora Pulisic a trovare il tempo giusto per il definitivo 0-3.
Con questo successo il Milan sale a quota nove punti, senza subire reti nelle ultime tre gare. Allegri, squalificato e in tribuna, può sorridere per i tre clean sheet consecutivi e per la crescita di condizione e gioco dei suoi.
Lazio-Roma 0-1
La gara si apre con scelte sorprendenti da parte di entrambi gli allenatori: Sarri lancia Dia dal primo minuto, lasciando in panchina Castellanos, mentre Gasperini rispolvera Pellegrini dopo mesi di assenza.
Il match inizialmente stenta a decollare, condizionato dalla tensione e da numerosi duelli fisici. La Lazio perde Dele-Bashiru dopo pochi minuti per infortunio e le occasioni latitano.
Il primo tempo scorre senza acuti, ma al 38’ arriva la svolta: Tavares perde un pallone sanguinoso nella propria area, ne approfitta Soulé che serve Pellegrini.

Il suo destro preciso all’angolino batte Provedel e vale l’1-0 per i giallorossi. L’emozione del gol è tanta per l’ex capitano, che festeggia in lacrime. La Roma sfiora anche il raddoppio prima dell’intervallo con un inserimento di Rensch, ma Provedel è attento.
Nella ripresa Sarri cambia, inserendo Cataldi e Luca Pellegrini, ma è ancora la Roma ad andare vicina al gol con Angelino, servito da un Pellegrini rinato dopo il gol.
Al 54’ arriva la più grande occasione biancoceleste: Cataldi intercetta un passaggio di Mancini e lancia Dia, che però spreca tutto calciando fuori a tu per tu con Svilar.
Castellanos entra al posto di Dia e dà nuova energia: sfiora il pareggio con un destro a giro deviato e tiene alto il pressing.
La Lazio non riesce però concretizzare e nel finale cresce il nervosismo: Belahyane viene espulso per un brutto fallo su Koné a gamba alta. Sotto di punteggio e di uomini, però, i biancocelesti non si arrendono e nel recupero regalano l’ultimo brivido con Cataldi che colpisce un palo esterno.
Dopo il fischio finale, viene espulso anche Guendouzi per aver detto qualche parola di troppo al direttore di gara, a completare la giornata nera dei biancocelesti.
La Roma conquista così tre punti fondamentali, volando a quota 9, mentre la Lazio resta ferma a una sola vittoria in quattro giornate.
Torino-Atalanta 0-3
La Dea parte subito forte, con ritmo alto e grande intensità, schiacciando subito un Torino confuso e mai realmente pericoloso, se non con un’iniziativa isolata di Vlasic.
Juric perde in rapida successione Zalewski e Hien per problemi muscolari, ma la squadra non ne risente: al 30’ Krstovic sblocca il match con un preciso rasoterra, seguito cinque minuti dopo dal raddoppio di Sulemana su tap-in.
Passano appena tre minuti e Krstovic firma il tris su assist dello stesso Sulemana: 0-3 e partita praticamente chiusa già all’intervallo.
Nel secondo tempo Baroni cambia assetto e inserisce tre nuovi giocatori: Tameze, Adams e Casadei per dare più equilibrio. Con il nuovo assetto il Torino crea finalmente qualche occasione con Simeone, ma Carnesecchi si supera più volte e nega ai granata la rete della bandiera.
L’occasione migliore del toro arriva al 72’: rigore per fallo di Kossounou, Zapata si presenta sul dischetto ma Carnesecchi è strepitoso e para anche il tiro dal dischetto.
L’Atalanta gestisce il finale con ordine e inserisce per la prima volta Lookman, rientrante ma ancora lontano dalla forma migliore.
Nessun rischio nei minuti finali per la squadra nerazzurra, che porta a casa tre punti pesanti e infila la seconda vittoria consecutiva, salendo a quota 8 in classifica.
Per il Torino, invece, arriva un altro pesante ko, dopo la sconfitta per 5-0 a San Siro con l’Inter. I tifosi non sanno più cosa aspettarsi visto che la squadra è capace di espugnare l’Olimpico con la Roma per poi crollare nella partita successiva.
Cremonese-Parma 0-0
Nel primo tempo è il Parma a partire meglio, con un piano chiaro: giocare sulle fasce con Valeri e Almqvist per cercare Pellegrino in area.
L’attaccante argentino infatti va anche vicino al gol, con un colpo di testa che si stampa sul palo. La Cremonese, pur in difficoltà nel contenere la spinta avversaria, riesce a portare il risultato sullo 0-0 all’intervallo.
Nella ripresa Nicola prova a cambiare ritmo sfruttando la qualità di Vazquez, ma è di nuovo il Parma a rendersi più pericoloso, questa volta con Bernabé, che chiama Audero a un grande intervento. Il portiere della Cremonese si conferma decisivo, respingendo l’assalto degli emiliani e blindando la porta.
Nonostante il forcing finale degli uomini di Cuesta, la Cremonese mantiene l’imbattibilità con una prova di compattezza difensiva. Due punti in quattro giornate per il Parma, ancora senza vittorie e con difficoltà nel trovare soluzioni offensive efficaci.
I grigiorossi salgono invece a quota 8, proseguendo l’ottimo avvio di stagione fatto di solidità e concretezza.
Fiorentina-Como 1-2
Secondo ko di fila per la Fiorentina, che dopo la sconfitta contro il Napoli cade anche in casa contro un Como determinato e cinico, capace di rimontare lo svantaggio iniziale e vincere 1-2 grazie ad una rete all’ultimo respiro.
Pioli cambia modulo e uomini, passando a un 4-4-2 con Kean e Piccoli in attacco e Mandragora in regia. La scelta sembra dare i suoi frutti nei primi minuti, quando la Viola parte forte e sblocca subito il match: al 5’ Mandragora colpisce con un sinistro da fuori area sugli sviluppi di una punizione, portando avanti i suoi.
Il Como fatica a entrare in partita, mentre la Fiorentina pressa alta e gestisce il ritmo, sfiorando il raddoppio con Gosens e Piccoli.
Nel finale del primo tempo gli uomini di Fabregas crescono e impegnano De Gea con Morata e Nico Paz. Nel recupero della prima frazione, un rigore fischiato in favore del Como viene tolto dal Var, il contatto, rivedendo le immagine, avviene infatti fuori dall’area. La punizione dal limite viene calciata sulla barriera da Nico Paz, chiudendo così la prima frazione.
Nella ripresa, Fabregas rimescola le carte inserendo nuove forze come Jesus Rodriguez e Douvikas. Il Como prende campo, crea occasioni e spinge con insistenza.
Dopo un paio di tentativi sventati da De Gea, arriva il pareggio: Kempf stacca in area e sigla l’1-1 con un bel colpo di testa. È il gol che cambia volto alla partita.

Con una Fiorentina in affanno e sbilanciata in avanti, i lariani trovano spazi in contropiede e ne approfittano nel finale: Addai, entrato nella ripresa, firma il sorpasso con un’azione personale straordinaria, saltando la difesa viola e battendo De Gea con freddezza.
Pioli tenta il tutto per tutto inserendo Dzeko e Viti, ma nel finale la Fiorentina non riesce più a riacciuffare il pareggio. Il Como difende il vantaggio e conquista una vittoria pesante in chiave classifica, mentre per i toscani si apre ufficialmente una crisi dopo due sconfitte interne consecutive.
Inter-Sassuolo 2-1
L’Inter supera il Sassuolo, tornando al successo in campionato dopo il rocambolesco 4-3 del derby d’Italia contro la Juventus. La squadra di Chivu, in grande controllo per quasi tutto il match, sblocca il risultato al 14′ con Dimarco, servito da Sucic dopo una discesa di Carlos Augusto.
Il Sassuolo prova a reagire affidandosi alle ripartenze di Koné e alle giocate di Berardi, ma la mira del capitano neroverde non è precisa in più occasioni.
I nerazzurri sprecano il raddoppio con Thuram e Esposito, poco lucidi sotto porta, mentre Muric tiene in partita i suoi con diversi interventi decisivi.
Nella ripresa l’Inter continua a spingere, mentre il Sassuolo resta pericoloso solo a fiammate. Martinez, preferito a Sommer, è attento su Laurienté e superlativo su un colpo di testa di Pinamonti, mentre dall’altro lato Muric si oppone in modo spettacolare a Esposito e Carlos Augusto.
Il 2-0 arriva a metà secondo tempo con una deviazione sfortunata di Muharemovic, con la rete inizialmente assegnata a Carlos Augusto e poi declassata ad autogol. Con il risultato apparentemente acquisito l’Inter si adagia un po’ favorendo il 2-1 firmato Cheddira.
Nel finale l’Inter gestisce, ma deve stringere i denti per contenere gli ultimi assalti neroverdi. Il risultato però non cambia e i nerazzurri portano a casa una vittoria meritata che li riavvicina un po’ alle zone alte della classifica.