Retegui, che cambio di marcia! È lui il bomber perfetto per Gattuso

Doppiette, pressing e gol pesanti: l’italo-argentino, ora all’Al-Qadisiya, è la chiave offensiva che cercava Gattuso per la sua Italia

Mateo Retegui è diventato il volto della nuova Italia targata Gattuso, un attaccante in grado di unire efficacia offensiva a un grande spirito di sacrificio.

Dopo la vittoria contro Israele, che ha sancito la qualificazione matematica ai playoff, il commissario tecnico ha elogiato il lavoro del reparto avanzato, sottolineando l’importanza del contributo degli attaccanti anche in fase di non possesso. E Retegui, in questo senso, ne è l’uomo simbolo.

Nonostante le critiche ricevute per la sua scelta estiva di trasferirsi in Arabia Saudita, l’attaccante ex Tigre non ha assolutamente perso il vizio del gol.

La doppietta rifilata ieri a Israele è solo la punta dell’iceberg: il bomber di San Fernando corre, lotta, pressa e segna in ogni modo, dimostrando una volta di più quanto Roberto Mancini ci avesse visto lungo, quando nel 2023 lo strappò all’Argentina per farlo “adottare” dall’Italia.

Con la maglia dell’Al-Qadisiya, peraltro, ha continuato a segnare come e più che in Italia, e si è presentato in nazionale con una condizione fisica e mentale eccellente, rispondendo sul campo con prestazioni di altissimo livello.

In Arabia non è semplice come si pensa“, ha dichiarato lo stesso Retegui al termine della gara, difendendo il valore del campionato mediorientale, spesso sottovalutato a livello internazionale.

La sua esperienza all’estero non ha minimamente ostacolato l’adattamento agli schemi di Gattuso, che continua a puntare su una coppia d’attacco fissa, orfana però al momento del malconcio Kean, alle prese con un infortunio alla caviglia.

 

 

I numeri parlano chiaro: l’italo-argentino ha segnato cinque reti in quattro presenze sotto la gestione Gattuso, superando di una marcatura il bottino registrato in 17 partite con Luciano Spalletti in panchina. Un confronto che evidenzia non solo il momento di forma dell’attaccante, ma anche la sua crescente centralità nel progetto tattico della nuova Nazionale.

Contro Estonia e Israele, il 9 dell’Italia ha messo a referto due doppiette, un risultato che non si vedeva dai tempi di Filippo Inzaghi e Alessandro Del Piero, protagonisti nelle qualificazioni al Mondiali del 2002. Un traguardo che lo proietta potenzialmente tra i migliori marcatori italiani dell’epoca recente.

E attenzione perché non è solo una questione di gol: Gattuso stesso lo ha più volte sottolineato, la qualità del lavoro sporco svolto dagli attaccanti è un aspetto fondamentale per l’equilibrio della squadra nel calcio moderno.

 

 

Retegui si è dimostrato fondamentale anche in fase di pressione, rientri e smarcamenti, contribuendo alla costruzione della manovra offensiva ben oltre la semplice finalizzazione.

Una leadership silenziosa, costruita con prestazioni concrete e senza mai sottrarsi al sacrificio. In questo nuovo corso azzurro, il perno offensivo dell’Italia sembra avere trovato la dimensione ideale per esprimere tutto il suo potenziale.

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