Lecce-Sassuolo 0-0
Nessuna rete e poche emozioni nella gara tra Lecce e Sassuolo, terminata con un pareggio a reti inviolate. Al Via del Mare l’inizio gara ha visto i giallorossi gestire il possesso, cercando di costruire occasioni con pazienza, mentre il Sassuolo puntava sulle ripartenze per sfruttare la velocità di Laurienté.
Il primo tempo si è concluso senza sussulti, con le due squadre attente più a non scoprirsi che a cercare il vantaggio.
Nella ripresa i neroverdi hanno ulteriormente abbassato il proprio baricentro, concedendo l’iniziativa al Lecce.
I salentini hanno provato ad alzare i ritmi, sostenuti anche dall’ingresso in campo di Camarda, subentrato a uno Stulic poco incisivo, ma la manovra offensiva è rimasta sterile e il match si è concluso senza reti.
Con questo risultato, il Sassuolo sale a quota 10 punti in classifica di Serie A, mentre il Lecce si porta a 6. Entrambe le squadre, pur muovendo la classifica, dovranno lavorare per ritrovare efficacia offensiva nelle prossime giornate.
Pisa-Hellas Verona 0-0
Parità senza gol anche tra Pisa e Verona, che si dividono la posta in palio al termine di una gara equilibrata e priva di sussulti.
All’Arena Garibaldi, né Gilardino né Zanetti riescono a festeggiare il primo successo in Serie A: lo 0-0 fotografa fedelmente l’andamento del match, caratterizzato da ritmi altalenanti e occasioni non sfruttate.
Nel primo tempo, l’Hellas ha cercato insistentemente di coinvolgere Giovane nella manovra, andando vicino al vantaggio con una deviazione sfortunata di Canestrelli, che ha rischiato l’autorete. Il Pisa ha risposto con Moreo, la cui incornata però è terminata alta sopra la traversa.
La ripresa ha visto un altro momento chiave: Orban ha fallito una ghiotta chance per i veneti, complice un errore della retroguardia del Pisa. Con il passare dei minuti, la stanchezza ha preso il sopravvento, facendo ulteriormente abbassare i ritmi del match.
Il triplice fischio ha congelato il risultato con l’Hellas Verona che sale così a 4 punti, mentre il Pisa resta fermo a quota 3. Una sfida che conferma le difficoltà realizzative delle due squadre, ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale.
Torino-Napoli 1-0
Il classico gol dell’ex Simeone condanna il Napoli a un’altra sconfitta lontano dal Maradona, la seconda dopo quella rimediata contro il Milan a San Siro. All’Olimpico Grande Torino, la squadra di Conte cede 1-0 al termine di una gara combattuta, decisa da un episodio e chiusa con un gol annullato al 93′.
Le sorprese iniziano già prima del fischio d’inizio: fuori McTominay e Hojlund, entrambi indisponibili per problemi fisici dell’ultimo minuto.
Lo scozzese accusa un trauma alla caviglia sinistra, mentre il danese è fermato da un affaticamento muscolare. L’assenza improvvisa dei due big crea qualche squilibrio tra i partenopei, che faticano ad adattarsi.
A mettere pressione è subito il Torino, con Vlasic che sfiora il vantaggio colpendo il palo con un sinistro dalla distanza.

Il Napoli non riesce a reagire, e i granata ne approfittano: un errore in fase difensiva favorisce Simeone, che si ritrova il pallone tra i piedi e batte Milinkovic-Savic con freddezza, senza esultare per rispetto verso il suo ex club.
I partenopei faticano a rendersi pericolosi anche nella ripresa, nonostante l’ingresso di Lang e Politano. I cross di Spinazzola e dello stesso Lang trovano però poca concretezza, con il toro che regge l’urto nel forcing azzurro.
Nel recupero arriva l’illusione del pareggio, con Lang che insacca dopo un palo colpito da Politano. L’esultanza viene però subito spenta dalla bandierina alzata: fuorigioco e gol annullato. Il triplice fischio di Marcenaro chiude il match con la vittoria granata.
Ora Conte dovrà fare i conti con diverse problematiche: attacco a secco, difesa sempre perforata e assenze. Con la Champions alle porte, il Napoli ha bisogno di ritrovare equilibrio e risultati.
Roma-Inter 0-1
La gara si è sblocca già al 6′, quando Barella approfitta della libertà concessa a centrocampo per lanciare Bonny in profondità, trovando la difesa romanista completamente sbilanciata.
L’attaccante nerazzurro, dopo aver percorso quasi metà campo palla al piede, batte Svilar con un destro preciso sul primo palo.
La Roma, con Dybala nell’insolita posizione di centravanti e con Ferguson e Dovbyk inizialmente in panchina, cerca di non dare riferimenti, ma l’Inter è ben organizzata e concede veramente poco.
Nonostante un possesso palla più ampio per la Roma, i giallorossi non riescono a creare pericoli concreti, fatta eccezione per un colpo di testa su corner di Cristante.
La ripresa si apre con una Roma più aggressiva e determinata, che nei primi quindici minuti alza il baricentro e spinge con decisione. Sommer è decisivo, si oppone in rapida successione a Dybala (due volte) e a Soulé. Anche Dovbyk ha una buona chance di testa, ma non inquadra la porta.
Nel finale, nonostante il forcing della Roma, l’Inter sfiora il raddoppio, con Mkhitaryan che colpisce il palo a pochi minuti dalla fine, sfiorando il gol dell’ex. I nerazzurri gestiscono poi il vantaggio fino al termine, portando a casa tre punti pesantissimi.
Como-Juventus 2-0
La Juventus cade contro il Como, che nel lunch match della settima giornata di Serie A infligge ai bianconeri il primo ko stagionale. Al Sinigaglia finisce 2-0: un risultato netto, che evidenzia le difficoltà strutturali della squadra di Tudor.
La partita si apre con un immediato vantaggio del Como: al 4’, Kempf sbuca sul secondo palo e approfitta di un perfetto cross tagliato di Nico Paz per superare Di Gregorio da distanza ravvicinata.
La Juventus prova a riorganizzarsi, mantenendo il possesso e costruendo alcune occasioni, ma non riesce mai a impensierire realmente Butez. L’unico sussulto arriva con un gol di David, annullato però per fuorigioco iniziale di Koopmeiners.
Nella ripresa i bianconeri provano ad alzano i ritmi, spingendo con continuità e schiacciando il Como nella propria metà campo. L’organizzazione difensiva della squadra di Fabregas però regge l’urto senza scomporsi.

Al 79’ i lariani trovano il raddoppio, con Nico Paz che punisce la Juve in contropiede con una splendida conclusione che chiude definitivamente i giochi.
Con questa sconfitta, la Juventus viene raggiunta in classifica proprio dal Como a quota 12, venendo superata anche dal Bologna.
I numeri però sono solo una parte del problema: la squadra continua a mostrare limiti offensivi evidenti e una fragilità difensiva crescente con l’assenza di Bremer. A tre giorni dalla delicatissima sfida contro il Real Madrid al Bernabeu, i segnali per Tudor sono tutt’altro che rassicuranti.
Genoa-Parma 0-0
Il Genoa non va oltre lo 0-0 contro il Parma, nonostante giochi tutta la ripresa in superiorità numerica e abbia l’occasione di vincere nel recupero con un calcio di rigore.
I liguri spingono per oltre 45 minuti con l’uomo in più, ma trovano davanti a sé un muro chiamato Suzuki, che si conferma protagonista assoluto del match.
La prima parte di gara è caratterizzata da ritmi bassi e grande intensità fisica, con entrambe le squadre attente a non concedere spazi.
La svolta della partita arriva al 42’: secondo cartellino giallo per Ndiaye, che lascia i ducali in dieci uomini per tutta la seconda metà di gara.
Da quel momento in poi, il Genoa prende in mano il controllo della partita. Vieira inserisce forze fresche come Ekhator, Carboni, Colombo e Cornet, provando a sfruttare il vantaggio numerico e scardinare la retroguardia emiliana.
Nonostante l’assedio rossoblù, la difesa del Parma regge l’urto, grazie anche a un Suzuki in giornata di grazia.
Il portiere giapponese si supera nuovamente al 97’, quando para un rigore calciato da Cornet, concesso in extremis per fallo su Ekhator. È l’ultima occasione della gara: il Genoa spreca la possibilità per uscire dalla zona retrocessione, mentre il Parma conquista un punto prezioso in inferiorità numerica.
Il Parma sale a 6 punti, mentre il Genoa resta fermo a quota 3, ancora nelle zone basse della classifica. Un’occasione persa per i liguri, che avrebbero potuto dare una svolta al loro inizio di stagione.
Cagliari-Bologna 0-2
Il Bologna torna al successo imponendosi per 0-2 all’Unipol Domus. La squadra di Italiano è in grande crescita, portando a casa tre punti fondamentali grazie alle reti di Holm e Orsolini, una per tempo.
Il primo tempo è dominato nel possesso dagli emiliani, che impongono il ritmo e tengono il baricentro alto. Il Cagliari prova a rispondere in contropiede, cercando la profondità con Felici.

L’attaccante riesce anche a segnare, ma il suo gol viene annullato per fuorigioco. La svolta arriva al 31’: da un corner di Bernardeschi nasce il vantaggio del Bologna, con torre di Odgaard e tocco ravvicinato di Holm che sblocca l’incontro.
Il Cagliari prova a reagire, ma non riescono a costruire vere occasioni da gol prima dell’intervallo. Pisacane cambia nella ripresa, inserendo Borrelli e Luvumbo per dare maggiore peso offensivo, ma i rossoblù continuano a mancare di precisione nell’ultimo passaggio.
Dalla panchina arriva anche la risposta del Bologna: Orsolini prende il posto sulla fascia e, all’80’, chiude il match con una prodezza.
Con questa vittoria, il Bologna sale a 13 punti, confermando un buon inizio di campionato. Il Cagliari resta fermo a quota 8, troppo sterile in fase offensiva e con poche idee nella costruzione della manovra.
Atalanta-Lazio 0-0
Un pareggio che lascia l’amaro in bocca alla squadra di Juric che, soprattutto nel secondo tempo, si rende pericolosa a più riprese, fermata da un palo e da un super Provedel, decisivo almeno in due interventi chiave.
Sarri, in piena emergenza, è costretto a rinunciare a Cancellieri già al 21′, ma recupera Zaccagni, che si rivela subito uno dei più attivi.
Il capitano biancoceleste impegna Carnesecchi in avvio, e al 38’ serve a Guendouzi la palla gol più nitida del primo tempo: conclusione fuori di poco.
I biancocelesti costruiscono con ordine nella prima metà di gara, mentre l’Atalanta fatica a trovare spazi.
Nella ripresa, l’equilibrio si spezza solo sul piano delle occasioni: Lookman spreca un’occasione clamorosa, e con il passare dei minuti la Dea cresce, sfruttando gli spazi lasciati da una Lazio meno lucida e compatta. Ahanor crea scompiglio, Lookman si rende ancora pericoloso, ma trova sulla sua strada un Provedel in serata di grazia.
Nel finale, tra gli applausi, Lookman lascia il campo, segnale di un rapporto ricucito con la tifoseria. Poco dopo, l’Atalanta va a un passo dal colpo grosso con un palo colpito da Zappacosta a Provedel battuto.
Nonostante le occasioni, la rete non arriva e il match si chiude sullo 0-0, con l’Atalanta che sale a 11 punti e rimane imbattuta, collezionando il terzo pareggio consecutivo. La Lazio si ferma a quota 8, mostrando segnali di crescita, ma anche qualche difficoltà nel concretizzare.
Milan-Fiorentina 2-1
Nell’ultimo match di giornata il Milan supera la Fiorentina 2-1 al termine di una gara dai due volti. Dopo un primo tempo privo di intensità e occasioni, il match si accende nella ripresa: la Viola passa in vantaggio con Gosens, ma Leao pareggia e nel finale trasforma un rigore che regala i tre punti ai rossoneri, che volano da soli in testa alla classifica davanti a Inter, Napoli e Roma.
La partita si apre con un primo tempo tattico e povero di emozioni, con entrambe le squadre schierate a specchio (3-5-1-1) senza creare pericoli concreti. Le uniche opportunità arrivano da situazioni da fermo, senza mai impensierire realmente i portieri.
Tutto cambia nella ripresa. Al 56’, la Fiorentina trova il vantaggio con Gosens, che sfrutta un’uscita incerta di Maignan e deposita in rete a porta vuota. La reazione del Milan è immediata: dopo appena sette minuti, Leao pareggia i conti con un destro preciso all’angolino.
Nel finale, Allegri, costretto a fare i conti con diverse assenze, inserisce Gimenez, che si rivela decisivo: l’attaccante si procura un rigore controverso per una trattenuta di Parisi, vista al Var, e Leao trasforma con freddezza.

Il ritorno di Pioli a San Siro si trasforma così in un incubo: applaudito dai suoi ex tifosi, lascia lo stadio con la settima gara senza vittorie e una panchina sempre più in bilico. Il rigore nel finale, tra l’ingenuità di Parisi e la furbizia di Gimenez, alimenta diverse polemiche nel post gara. La classifica ora è impietosa: Milan primo e Fiorentina, in crisi profonda, ultima.