Serie A, 16° giornata: la Juve si avvicina, primo squillo della Viola

Spalletti manda KO la Roma del Gasp, goleada della Fiorentina che interrompe il digiuno di vittorie, la Dea passa all’ultimo respiro

Lazio-Cremonese  0-0

Finisce a reti bianche il match tra Lazio e Cremonese all’Olimpico, in una gara combattuta ma povera di vere emozioni sotto porta.

La partita si apre con una fiammata di Bonazzoli, che al 5’ tenta un ambizioso pallonetto da centrocampo, senza però inquadrare la porta. Il primo tempo prosegue con un paio di pericoli creati ancora dai grigiorossi, mentre la Lazio si affaccia in avanti con Castellanos, il cui tiro alla mezz’ora viene respinto da Audero, attento tra i pali.

Nel finale della prima frazione, Pellegrini prova a sorprendere il portiere avversario con una traiettoria diretta da calcio d’angolo, ma anche in questo caso il tentativo non va a buon fine. Le due squadre rientrano negli spogliatoi sullo 0-0, con poche vere occasioni da gol.

Nella ripresa l’equilibrio assoluto la fa da padrone. Castellanos ha subito una chance di testa, ma indirizza debolmente tra le braccia del portiere. Dall’altra parte, Vardy spreca clamorosamente di testa su un perfetto cross di Bonazzoli, alzando sopra la traversa. Al 70’ l’episodio che fa discutere: Sarri protesta per un presunto fallo di mano e una trattenuta di Terracciano su Noslin, ma né l’arbitro né il VAR intervengono.

Nel recupero l’episodio più rilevante: Ceccherini viene espulso con un rosso diretto per aver fermato fallosamente Cancellieri, lanciato a rete. Dalla punizione seguente, al limite dell’area, Cataldi ci prova ma il pallone scheggia la traversa e si spegne sul fondo, con il risultato che resta inchiodato sullo 0-0.

 

Juventus-Roma  2-1

La Juve supera la Roma per 2-1 all’Allianz Stadium, al termine di una partita iniziata a ritmi contenuti ma accesasi nella ripresa. Dopo un primo tempo privo di grandi emozioni, i bianconeri trovano il vantaggio nel finale e da lì la partita si stappa.

Nella prima parte del match le due squadre si sono annullate, con grande rispetto tattico e poche occasioni. La Roma non è mai riuscita a rendersi pericolosa in area avversaria: Dybala, schierato da falso nueve, è stato ben controllato da Bremer, anche Soulé e Pellegrini non sono riusciti a incidere.

Sul fronte bianconero, Yildiz è stato l’elemento più brillante, creando costanti problemi alla difesa romanista con le sue accelerazioni sulla sinistra.

 

 

È proprio da una sua iniziativa che nasce il vantaggio al 44’: il giovane turco serve Cambiaso, che  d’esterno trova in area Conceiçao. Se sul primo tiro il portoghese viene respinto da Svilar, sul secondo tentativo non può nulla, con la Juve che va a riposo avanti di un gol. Per Conceiçao è il secondo gol stagionale, il primo dopo tre mesi di digiuno.

Nel secondo tempo i bianconeri alzano subito il ritmo. Yildiz sfiora il raddoppio con un diagonale che esce di poco, poi ancora un super Svilar è decisivo su Cambiaso e ancora su Conceiçao.

Nonostante i cambi offensivi della Roma, sono i bianconeri a colpire ancora al 70’: cross perfetto di Zhegrova per McKennie, colpo di testa respinto ancora da un salvifico Svilar, ma sulla ribattuta Openda insacca a porta vuota, siglando il suo primo gol in Serie A.

La Roma reagisce e al 75’ accorcia le distanze: Ferguson calcia, Di Gregorio respinge e Baldanzi è il più lesto sulla ribattuta, battendo Cambiaso sul tempo e segnando il 2-1. I giallorossi provano a forzare nel finale, ma è ancora la Juve a sfiorare il gol in contropiede: Yildiz centra il palo con un destro a giro, chiudendo una prestazione individuale di alto livello.

I giallorossi ci provano, ma la squadra di Spalletti si difende e fa girare bene il pallone, non concedendo quasi niente alla Roma.

Con questo successo, la Juventus si rilancia per la lotta in zona Champions League, confermando solidità difensiva e un reparto offensivo sempre più efficace, guidato dalla verve dei suoi giovani.

 

Cagliari-Pisa  2-2

Nel Cagliari si registra la prima da titolare per Kilicsoy, mentre Gaetano parte dal 1’ dopo due gol consecutivi in campionato. In difesa rientra Mina, mentre Gilardino cambia cinque uomini rispetto alla gara persa a Lecce, inserendo tra gli altri Tramoni, schierato contro la sua ex squadra.

Il primo tempo è equilibrato, con occasioni da entrambe le parti. A rompere l’equilibrio ci pensa proprio Tramoni, che al 43’ trasforma con freddezza un calcio di rigore concesso per un fallo di mano di Adopo, punito dopo una giocata in area di Canestrelli.

Nella ripresa il Cagliari cambia volto. Pisacane inserisce Idrissi e successivamente Zappa, che si rivela decisivo: suo il cross per Folorunsho, bravissimo a inserirsi di testa e firmare l’1-1. Sfortunato l’autore del gol, che nell’azione subisce un colpo al palo ed è costretto a uscire poco dopo, sostituito da Mazzitelli.

Al 71’ i sardi completano la rimonta: ancora protagonista Kilicsoy, che con una gran conclusione dal limite sigla il 2-1 e il suo primo gol da titolare. Il Cagliari sembra in controllo, ma nel finale il Pisa non molla con Leris che serve un pallone perfetto per Moreo, che batte il portiere e gela l’Unipol Domus per il 2-2 finale.

Per sardi resta il rammarico per una vittoria sfuggita all’ultimo respiro, mentre il Pisa conquista un punto fondamentale per interrompere il momento negativo e riprendere fiducia.

 

Sassuolo-Torino  0-1

Il Torino supera il Sassuolo per 0-1 al Mapei Stadium grazie a un rigore realizzato da Vlasic, in una partita ricca di errori e decisioni corrette solo dal VAR.

La gara si apre con una clamorosa occasione fallita da Cheddira al 6’, che colpisce la traversa a porta vuota, con l’azione che però viene poi annullata per posizione irregolare di Laurienté.

Al 24’ arriva il primo momento chiave: l’arbitro Calzavara, all’esordio in Serie A, assegna inizialmente un rigore al Torino, per un intervento di Doig su Adams. Il VAR però lo richiama per valutare un contatto precedente tra Tameze e Matic fuori area, e la decisione viene ribaltata con un fallo a favore del Sassuolo.

Il Torino cresce col passare dei minuti, sfiorando il vantaggio con Zapata alla mezz’ora. Nella ripresa, altra grossa occasione sprecata: Lazaro sbaglia a porta sguarnita al 53’, ma anche in questo caso l’azione è viziata da un fallo di Adams a inizio manovra, che annulla virtualmente l’opportunità.

Il gol decisivo arriva al 66’: Doig atterra Simeone in area, l’arbitro non ha dubbi e concede il rigore. Vlasic si presenta sul dischetto e trasforma con sicurezza, portando avanti i granata. Il Sassuolo cerca la reazione dieci minuti più tardi, con Laurienté che mette un assist perfetto sulla testa di Lipani, ma il centrocampista non trova la porta da ottima posizione.

Nel finale il Sassuolo si scopre, scoprendo il fianco ai contropiedi granata, Muric salva il risultato con tre interventi determinanti, respingendo le conclusioni di Simeone, Maripan e Ngonge, impedendo che il passivo risulti ancora più netto.

Nonostante le tante occasioni sciupate da entrambe le formazioni, il Torino passa di misura, conquistando i tre punti.

 

Fiorentina-Udinese  5-1

Una Fiorentina trasformata travolge l’Udinese per 5-1 al Franchi e conquista la prima vittoria in Serie A, interrompendo un digiuno che durava addirittura dallo scorso maggio.

Vanoli cambia volto alla squadra, passando al 4-3-3 con Parisi avanzato in attacco accanto a Gudmundsson e Kean, mentre De Gea riceve la fascia da capitano al posto di Ranieri.

L’inizio è subito favorevole alla Fiorentina, anche grazie a un episodio chiave: al 7’, Okoye tocca il pallone con il braccio fuori area travolgendo Kean, cartellino rosso inevitabile e Udinese in dieci. Entra il secondo portiere Sava, fuori Kabasele, e friulani costretti a riorganizzarsi in inferiorità numerica.

I viola approfittano subito del vantaggio: dopo un palo colpito da Gudmundsson e una traversa sfiorata da Mandragora, è proprio quest’ultimo a sbloccare la partita al 21’ con una punizione deviata che beffa Sava.

La Fiorentina però non molla l’osso e continua a pressare in cerca del raddoppio, che arriva al 42’, con un gran sinistro di Gudmundsson. Nel recupero, ancora Fagioli ispira Ndour, che di testa firma il 3-0 prima dell’intervallo e manda un’ottima Fiorentina al riposo sopra di tre gol.

 

 

Nella ripresa il canovaccio del match resta lo stesso. Dopo l’uscita forzata di Mandragora per un problema muscolare e il cambio a sorpresa di Zaniolo, arriva il poker: al 56’, dopo un palo la palla carambola sui piedi di Kean, che da due passi e a porta vuota non può sbagliare.

L’Udinese accorcia momentaneamente con Solet e un bel tiro a giro (66’), ma Kean risponde subito con la sua doppietta personale al 68’, siglando il 5-1.

Nel finale, Vanoli dà spazio alle seconde linee e gestisce il risultato, con Gudmundsson vicino alla sesta rete. Il successo consente ai viola di salire a 9 punti e accorciare a -5 dalla zona salvezza, rilanciando morale e ambizioni in vista del girone di ritorno.

 

Genoa-Atalanta  0-1

L’Atalanta conquista tre punti pesantissimi battendo il Genoa a Marassi per 0-1, grazie a un gol all’ultimo minuto di Hien.

Una partita sofferta per gli orobici, che si sbloccano solo nel finale contro un Genoa generoso ma penalizzato dall’espulsione di Leali al 3’, dopo un intervento falloso su Maldini da ultimo uomo, generato da un errore grave di Norton-Cuffy.

Nonostante l’inferiorità numerica per quasi tutta la gara, la squadra di De Rossi mostra ordine e carattere, chiudendo bene gli spazi nella prima frazione e lasciando pochi varchi all’attacco atalantino. La Dea ci prova con Scamacca e De Ketelaere, ma senza riuscire a sfondare il compatto muro difensivo rossoblù.

Nel secondo tempo il Genoa alza il ritmo con coraggio, sfiorando addirittura il vantaggio: Norton-Cuffy brucia Bernasconi sulla fascia e serve un assist perfetto per Vitinha, che colpisce il palo esterno di prima intenzione.

Il pericolo maggiore per la porta nerazzurra arriva con Colombo, che di testa impegna Carnesecchi in una parata decisiva su calcio d’angolo.

Per l’assalto finale Palladino cambia assetto, inserendo Krstovic al fianco di Scamacca per aumentare il peso offensivo. Ma le migliori occasioni arrivano dai piedi di Zalewski e Samardzic, che sfiorano il gol da fuori area trovando però pronto Sommariva.

 

 

Quando tutto sembrava avviarsi verso lo 0-0, arriva la svolta al 91’: sugli sviluppi di un angolo dalla sinistra, Hien anticipa l’uscita del portiere genoano e insacca di testa il gol che vale la vittoria.

L’Atalanta sale così al nono posto, seguendo affannosamente il treno per l’Europa, mentre il Genoa resta quartultimo, con due punti di margine sulla retrocessione.

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