Caso Audero: la sanzione per l’Inter che divide l’opinione pubblica

La decisione del Giudice Sportivo, in merito al lancio di una bomba carta dal settore ospiti dello Zini verso il portiere della Cremonese, ha fatto molto discutere e diviso le tifoserie

Cremonese-Inter non è ancora finita. Sebbene sul campo da gioco la partita sia durata i canonici novanta minuti, gli strascichi dell’episodio occorso ad Audero, soprattutto dopo la decisione del Giudice Sportivo, hanno fatto molto discutere sul web in merito alla severità della sanzione comminata.

L’episodio

All’inizio del secondo tempo, intorno al 49’, una bomba carta è stata lanciata dal settore occupato dai tifosi nerazzurri, colpendo l’estremo difensore dei grigiorossi, Emil Audero.

 

 

Il portiere, colpito alla gamba, si è immediatamente accasciato a terra lamentando dolore all’arto e problemi di udito dovuti all’esplosione, generando momenti di apprensione.

Per fortuna, nel giro di qualche minuto, l’ex Inter e Juve si è ripreso, continuando regolarmente il match anche se, come dichiarato nel post partita, un po’ frastornato dall’incidente.

La presa di posizione dell’Inter

L’accaduto è stato subito condannato da tutto l’ambiente nerazzurro, con diversi giocatori dell’Inter, tra cui Lautaro Martinez e Bastoni, che si sono avvicinati al settore ospiti per placare gli animi. Anche Cristian Chivu è intervenuto dalla panchina per calmare la situazione, mostrando apertamente la sua contrarietà all’accaduto.

Nel post partita anche il presidente Marotta ha fortemente condannato l’accaduto: “È stato un gesto insulso, una situazione che non ho mai vissuto in tanti anni di carriera. Un gesto clamoroso per antisportività” e prosegue “So che le autorità stanno facendo le loro indagini. Può essere un episodio isolato però aspettiamo. Quello che pensiamo noi lo pensano tutti i tifosi: abbiamo il dovere di fare cultura, di prevenire queste situazioni. Condanniamo questo gesto straordinario e diciamo grazie alla professionalità di Audero perché questa partita è potuta giungere alla fine“.

Le conseguenze

All’Inter è stata comminata una multa da 50mila euro, accompagnata da una diffida specifica. Il provvedimento arriva infatti in un contesto già delicato, segnato anche dall’intervento del Viminale, che ha disposto il divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo, ad eccezione del derby della Madonnina contro il Milan dell’8 Marzo, dove i tifosi, pur essendo tecnicamente in trasferta, potranno regolarmente popolare San Siro per sostenere la propria squadra.

Una misura che rafforza il quadro di attenzione istituzionale attorno agli episodi di violenza e all’uso di materiale pirotecnico negli stadi.

Il Giudice Sportivo ha definito i fatti di particolare gravità, sottolineando tuttavia la presenza di elementi attenuanti. Tra questi, è stato valorizzato il comportamento collaborativo dell’Inter, che si è attivata rapidamente per favorire l’identificazione del responsabile. Questa precauzione, prevista dall’articolo 29 del Codice di Giustizia Sportiva, ha inciso sulla valutazione finale della sanzione.

Un altro aspetto ritenuto rilevante è stata la chiara dissociazione del club e dei calciatori dalle condotte violente, sia durante lo svolgimento della gara sia al termine dell’incontro. Un segnale che, secondo il Giudice Sportivo, ha contribuito a contenere l’entità delle conseguenze disciplinari.

Nonostante ciò, la decisione include una diffida specifica, che rappresenta un avvertimento formale in vista del futuro.

Il provvedimento chiarisce che, qualora dovessero verificarsi nuovamente comportamenti simili con rischi per l’incolumità di tesserati, ufficiali di gara o personale addetto, scatterebbero sanzioni più severe, come previsto dall’articolo 26 del Codice di Giustizia Sportiva.

In caso di recidiva, l’Inter potrebbe infatti essere costretta anche a giocare a porte chiuse. Tra le ipotesi contemplate figura anche la squalifica del campo, per una o più giornate. Misure che avrebbero un impatto significativo non solo sul piano sportivo, ma anche su quello economico e d’immagine.

Le reazioni dei tifosi sui social

Come spesso accade in questi casi, si sono create due correnti di pensiero contrapposte. Da una parte molti utenti, tifosi di altre squadre, non hanno preso di buon grado la sanzione, considerandola troppo morbida e denunciando una disparità di trattamento rispetto ad altri precedenti.

Dall’altra parte della barricata, gli interisti, pur condannando fermamente il gesto, fanno notare come il tifoso abbia agito totalmente di sua volontà, che fosse estraneo alla Curva e che non si possa condannare e punire un’intera tifoseria per il gesto, seppur molto grave, di un solo individuo.

Altri utenti aggiungono anche che, essendo in trasferta, se il soggetto in questione è riuscito ad entrare allo stadio con del materiale esplosivo, la responsabilità è imputabile anche ad una grave mancanza del personale di sicurezza dello Stadio Zini di Cremona.

 

 

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