Il Fantacalcio, ormai da anni, non è più solo un gioco tra amici, ma un fenomeno economico e mediatico di primo piano. Con quasi 10 milioni di euro di fatturato annuo e una community che coinvolge milioni di appassionati, è finito nel mirino della Lega Serie A, che starebbe valutando l’acquisizione e il controllo del brand.
Secondo quanto emerso, il tema verrà discusso nell’assemblea di Lega del prossimo 16 febbraio. L’obiettivo sarebbe l’ingresso con una quota di maggioranza (51%), su una valutazione complessiva vicina ai 40 milioni di euro, cifra in forte crescita rispetto a pochi anni fa.
Una mossa che confermerebbe il Fantacalcio come asset strategico per il sistema Serie A. Dietro al successo c’è Quadronica, società fondata nel 2008 e controllata da Nino Ragosta e Luigi Cutolo, che ha avuto l’intuizione di digitalizzare un gioco popolarissimo, trasformandolo in una piattaforma completa: gestione delle rose, aste online, voti in tempo reale e contenuti editoriali.
Oggi il Fantacalcio detiene oltre il 90% del mercato, anche grazie al marchio registrato, acquistato nel 2017. I numeri raccontano una crescita costante: da poco più di 1 milione di fatturato nel 2015 si è passati agli oltre 9 milioni attuali.
Una parte rilevante delle entrate arriva dagli abbonamenti premium, ma il vero salto nei guadagni è stato garantito dalla pubblicità integrata, con grandi sponsor e format meno invasivi rispetto ai classici banner.
In passato i soci avevano respinto le offerte dei fondi, ma la Lega Serie A rappresenta naturalmente un interlocutore totalmente diverso.
Il Fantacalcio alimenta l’interesse per il campionato e, allo stesso tempo, ne amplifica audience e coinvolgimento e la Lega punta infatti a costruire un ecosistema integrato tra partite, contenuti e interazione digitale.
Più ancora del fatturato, a colpire sono i dati sull’utenza: fino a 6 milioni di iscritti complessivi e 3 milioni di giocatori abituali, numeri addirittura superiori all’audience di molte partite di cartello. Un patrimonio che spiega perché il Fantacalcio sia diventato uno degli asset più ambiti del calcio italiano e perché dal 16 febbraio potrebbe arrivare una svolta nel futuro di uno dei giochi più popolari in circolazione.