Inizia la rivoluzione azzurra: struttura “da club” con Maldini DT e Leonardo advisor

La Nazionale cambia modello organizzativo: sarà gestita come un club con Maldini, direttore tecnico, che deciderà insieme a Malagò e Leonardo i nuovi i commissari tecnici sin delle giovanili

Tutti la volevano, tutti la invocavano a gran voce e finalmente è arrivata: la rivoluzione. La rivoluzione della Nazionale parte sin dalle fondamenta, con un modello organizzativo profondamente rivisto e con figure di spicco del calcio italiano che avranno pieno potere decisionale.

Paolo Maldini, nuovo direttore tecnico, insieme a Leonardo, advisor, e Malagò, dovranno ora ridisegnare la struttura tecnica della Nazionale, con l’obiettivo di rilanciare il movimento calcistico italiano con un progetto a medio-lungo termine.

La priorità ora sarà individuare il nuovo commissario tecnico della Nazionale maggiore, ma il progetto riguarda, a cascata, anche i CT delle giovanili, per gestire l’intero percorso di crescita dei talenti italiani.

La scelta del nuovo CT sarà solo il primo passo, con Maldini e Leonardo pronti a valutare diversi profili senza necessariamente seguire le candidature più citate nelle ultime settimane.

L’obiettivo non sarà soltanto trovare un allenatore per la prima squadra, ma costruire una linea tecnica comune che accompagni tutte le selezioni azzurre.

Il cambiamento più significativo riguarda il ruolo del Club Italia. In passato questa posizione era assimilabile a quella del presidente federale, concentrando nelle mani di una sola figura la responsabilità delle principali scelte sportive.

 

 

Se in passato questa carica non veniva affidata a personalità del mondo del calcio, Malagò ha deciso di rivoluzionare il ruolo dando maggior peso alle competenze tecniche, dando pieni poteri a Maldini.

La nuova impostazione prevede una maggiore condivisione delle decisioni, soprattutto nella scelta degli allenatori e nella definizione delle strategie sportive.

Sebbene lo statuto federale continui ad attribuire al presidente della Figc la nomina dei commissari tecnici, la gestione decisionale punta ora sul confronto con figure con esperienza decennale nel settore.

Maldini ora avrà il compito di creare un sistema coordinato, simile a quello di una società di Serie A, dove ogni squadra segue una filosofia condivisa.

Il “Club Italia” dovrà diventare una struttura capace di collegare Nazionale maggiore, Under 21 e tutte le altre selezioni azzurre, garantendo continuità tecnica e valorizzazione dei giovani.

Non sarà però tabula rasa, nei primi mesi infatti Maldini avrà il compito di analizzare la situazione senza necessariamente cancellare quanto di buono già costruito. La strategia sarà piuttosto quella di individuare punti di forza e criticità, per poi passare ai correttivi secondo le sue idee.

Particolare attenzione sarà dedicata al settore giovanile. La crescita dei giovani calciatori italiani è infatti uno degli elementi centrali del progetto, anche in vista degli obiettivi futuri. Malagò ha sottolineato l’importanza dell’Under 21 e la necessità di tornare a qualificarsi ai Giochi Olimpici, oltre a puntare, senza neanche dirlo, al ritorno della Nazionale maggiore ai grandi appuntamenti.

 

 

Anche Leonardo avrà un ruolo operativo centrale, non soltanto rappresentativo. I due ex dirigenti del Milan saranno spesso presenti a Coverciano e avranno la possibilità di muoversi liberamente per monitorare l’ambiente azzurro, raccogliere indicazioni da giocatori e allenatori e intervenire sulle eventuali problematiche.

Il nuovo progetto dell’Italia nasce quindi con una visione sul lungo periodo: creare una filiera organizzata, moderna e coerente, con il sogno costruire una Nazionale più competitiva per il futuro.

Redazione

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