Dopo il debutto da incubo in Nations League contro il Belgio, Mancini vara la nuova Italia con tanti cambi, senza però modificare l’impianto tattico di base.
A Bursa scenderà in campo una Nazionale profondamente rivista nell’undici iniziale, che dovrà far dimenticare la prestazione di venerdì con i diavoli rossi soprattutto sul piano dell’intensità, della personalità e dell’organizzazione collettiva.
Le scelte
Uno dei pochi punti fermi sarà la presenza tra i pali di Donnarumma, capitano e riferimento della squadra. Davanti a lui, invece, la linea difensiva sarà quasi completamente ridisegnata.
Sulla fascia destra prende quota il nome di Michael Kayode al posto di Giovanni Di Lorenzo, al centro della difesa toccherà a Scalvini e Bastoni disinnescare gli attacchi della Turchia di Montella.
A sinistra probabile l’impiego di Ruggeri, soluzione che consentirebbe di gestire Calafiori in vista del durissimo appuntamento contro la Francia a Parigi.
Non sarà però soltanto la difesa a cambiare volto: Mancini interverrà in maniera significativa anche a centrocampo. Sandro Tonali resta uno dei perni su cui costruire la nuova Italia, e potrebbe essere utilizzato anche davanti alla difesa, ruolo già ricoperto durante la sua esperienza in Premier League.

Accanto al centrocampista del Tottenham si cambia, ci saranno infatti due incursori, e la scelta potrebbe convergere verso Frattesi e Doumbia.
L’obiettivo è semplice: soffrire qualcosa in termini di palleggio e in manovra, ma portare più uomini dentro l’area avversaria e impedire che il centravanti rimanga isolato.
A proposito di centravanti, Pio Esposito potrebbe essere uno dei pochi “salvati” da Mancini, e dovrebbe partire dal primo minuto, confermato al centro dell’attacco. Sugli esterni i maggiori indiziati per partire dall’inizio saranno Cambiaghi e Raspadori.
Non bastano i cambi di formazione
Il deficit evidenziato con il Belgio va comunque oltre i singoli nomi. Gli azzurri hanno mostrato difficoltà di collettivo, soprattutto nel primo tempo, in cui sostanzialmente non hanno creato quasi nulla. La reazione, arrivata ad inizio secondo tempo e terminata, purtroppo, col gol di Lukebakio, è sembrata più legata alle iniziative personali che alla voglia del collettivo di cambiare marcia.
Le probabili formazioni
Turchia (3-4-2-1): Bayindir; Celik, Demiral, Bardakci; Aydin, Ozcan, Yuksek, Kadioglu; Guler, Uzun; Yilmaz.
Italia (4-3-3): Donnarumma; Kayode, Scalvini, Bastoni, Ruggeri; Frattesi, Tonali, Doumbia; Raspadori, Esposito, Cambiaghi.
Sfida già decisiva
Il calendario concede pochissimo margine e, dopo le vittoria di Francia e Belgio, per Italia e Turchia questa sfida ha già il retrogusto dell’ultima chiamata.
Anche la Turchia deve provare a reagire, rimaneggiata a causa delle assenze. Montella infatti dovrà fare i conti con defezioni importanti, in particolare quelle dei “nostri” Calhanoglu e Yildiz, due delle colonne portanti a livello tecnico e di leadership, compito ora ricaduto sulle spalle del solo Arda Guler.

Per gli azzurri, dice Mancini, non sono previste rivoluzioni dal punto di vista tattico. La reazione dovrà quindi passare esclusivamente dagli interpreti, e alla loro propensione ad applicare diversamente gli stessi principi.
Il tempo che andrebbe concesso ad un nuovo ciclo tecnico sembra già esaurito dopo la prima partita, la gara di stasera dovrà consegnarci un’altra Italia, prima dello scontro con quella che, a livello di talento della rosa, è probabilmente la nazionale più forte del mondo, la Francia.
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