Italia, doppia vittoria in Nations League: tra vento diverso e paradossi

Dopo l’Europeo da dimenticare gli azzurri stanno dimostrando che qualcosa di buono può venire fuori

La premessa è quasi d’obbligo: l’Italia per chissà ancora quanto tempo non potrà essere la potenzia calcistica mondiale che era un tempo. Non si vedono fenomeni assoluti all’orizzonte e non è ipotizzabile paragonarsi con le migliori nazionali. Neanche ovviamente con la Francia, battuta a domicilio e con l’organizzazione di gioco e con la qualità che comunque c’è. Tuttavia, la vittoria in terra transalpina ha ricordato che gli azzurri hanno del potenziale e con il giusto atteggiamento sono in grado di battere chiunque. Un pensiero che può essere la base della costruzione di una squadra che con il tempo può arrivare anche a sognare di vincere una competizione pur senza la concentrazione di talento che si trova altrove .

Il successo ottenuto con Israele ha dato continuità, ma ha anche aperto il campo a riflessioni importanti. La prima è che la brutta figura dell’Europeo può diventare una parentesi da dimenticare, ma circoscritta. Aver recuperato uomini come Udogie e Tonali ha permesso di ricordare quanto sarebbero potuti essere utili. Forse non a caso si tratta di due calciatori che giocano in Premier League, pagati tanto e che la Serie A non è riuscita a trattenere.

Spalletti sembra avere trovato la quadra dal punto di vista tattico, mentre durante la rassegna continentale pagava l’essere arrivato alla competizione con davvero poco tempo per prepararla. Il tecnico di Certaldo è uno che ha sempre fatto giocare bene le sue squadre, valorizzando le risorse umane a disposizione. Lo svantaggio di essere commissario tecnico è quello di non poter lavorare quotidianamente con i calciatori.

Tra le note migliori c’è il fatto che stia andando in campo una squadra azzurra dalla totale linea verde: in campo contro Israele c’erano nove under 25, più Gatti e Di Marco (rispettivamente classe ’98 e ’97). Il paradosso è che il miglior marcatore degli azzurri sia quel Frattesi che nell’Inter non trova spazio. Tuttavia, la giovane età del calciatore lascia intendere che sarà solo questione di tempo.

Intanto la Nazionale si gode due vittorie, la continuità mostrata con una prova di solidità offerta contro Israele e aspetta il rientro di Barella. Poi c’è anche da migliorare, a partire da una difesa che continua a subire gol. Il vento, però, per adesso sembra spirare nella direzione azzurra.

Redazione

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