Premier League: come è cambiata la storia tra Manchester City e United e come sembra non cambiare

La "normalità" per molti anni era che lo United fosse molto più in alto del City

Il 2008 non è poi così lontano. Era l’anno in cui il Manchester United vinceva la Premier League all’ultima giornata e qualche giorno avrebbe alzato al cielo anche la Champions League. Tutto era il coronamento di un’epoca d’oro per i diavoli rossi che, abitualmente, primeggiavano in patria ed erano considerate tra le squadre più forti d’Europa.

Pochi immaginavano che, ad un certo punto, la supremazia ormai consolidata sul Manchester City potesse diventare solo un ricordo. La sliding door è il momento in cui lo sceicco Mansour acquistò la società e di fatto aprì un nuovo capitolo. Una nuova epoca per una squadra che non era certo tra le big del calcio inglese ed ha vissuto anche periodi nella seconda divisione.

Una fase partita come un diesel, perché la strada per la gloria per i Citizens non fu immediata da individuare. Nel 2013, ad esempio, persero il testa a testa con lo United di Ferguson che segnò anche la fine della storica epopea del tecnico scozzese sulla panchina dell’altra parte da Manchester.

Da quel momento in avanti, benché fosse chiaro che sarebbe servito del tempo affinché si potesse ricostruire un ciclo vincente, lo United è rimasto sempre lontano dal vertice del calcio inglese e non sempre è entrato in Champions League. Nello stesso periodo l’altra parte di Manchester ha vinto addirittura sette tornei.

Tutto quello che è accaduto al City è invece storia. Da undici anni, al di là di tutti i trofei vinti, i Citizens arriva davanti in campionato all’altra squadra della città E sembrano esserci le condizioni affinché la cosa si ripeta: dopo cinque giornate la squadra di Guardiola ha conquistato 13 punti, i Red Devils 7.

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