Raggiungere quota 300 panchine al timone del Real Madrid non è da tutti. I blancos devono vincere sempre e comunque, anche quando la straordinaria normalità non si concretizza il primo a finire in discussione è proprio il tecnico. Nessuno, però, meglio di Carlo Ancelotti sa vincere e i numeri strepitosi della sua carriera sono testimonianza fedele di un percorso che può essere definito leggendario. Il trainer italiano è l’unico ad aver vinto 5 Champions League e lo scudetto nei cinque principali campionati del Vecchio Continente.
Il suo approccio quasi sempre corredato da una splendida tranquillità sembra essere un muro invalicabile persino per la pressione. E quando si allena il Real Madrid sarebbe difficile da gestire per chiunque. Non per lui che, a 65 anni, continua a rappresentare un punto di riferimento in un’epoca in cui si tende a dare maggiore fiducia ai tecnici più giovani. Da ormai tanti anni tra l’altro nei racconti dei calciatori si percepisce come tra i segreti dei suoi successi ci sia la capacità di gestire nel migliore dei modi la situazione a livello umano con i calciatori. Un fronte su cui altri tecnici mostrano dei limiti, soprattutto quando c’è da dare meno spazio di quanto si aspettino a calciatori che si sentono importanti.
E nessuna rosa è forse imbottita di campioni come quella del Real Madrid. Non a caso in Spagna si sta iniziando a parlare in maniera concreta della possibilità che la sua esperienza al Real Madrid possa proseguire oltre la naturale scadenza del contratto prevista a giugno 2025. E quando hai preso l’abitudine a sentire la pressione di essere allenatore del Real Madrid, può diventare persino divertente guidare una squadra che ha l’obbligo di vincere ma che ha davvero tutto per riuscirci ogni anno.
Una prospettiva quella della conferma di Ancelotti che allontana la possibilità che a sedersi sulla panchina del Santiago Bernabeu sia ad esempio un tecnico come Jurgen Klopp che di recente ha lasciato Liverpool.