Un nome pesante, ma senza la materia prima adeguata farlo valere. La situazione è quella in cui negli ultimi anni si sono trovati quasi tutti i commissari tecnici. Dal 2006 in avanti, anno dell’ultimo Mondiale, il calcio italiano sta attraversando una fase povera di talento e dove quelli che ci sono stati non hanno mantenuto le promesse.
Ci sono state belle parentesi come l’Europeo vinto da Mancini e l’ottima nazionale di Antonio Conte, ma nulla che riportasse indietro l’Italia ad un livello adatto al suo blasone. E tra le mancanze che si riconoscevano era il poco coraggio nel puntare sui giovani e nel farli crescere in una dimensione in cui il miglioramento è l’unica possibilità di restarci.
Così il ciclo di Spalletti sembra davvero segnare una traccia di discontinuità con il passato. Il dato più eloquente è rappresentato dal fatto che tra tutti i convocati per le sfide di Nations League di ottobre 2024 c’è un solo ultratrentenne: Giovanni Di Lorenzo. Si tratta, tra l’altro, di un calciatore che ha “solo” trentuno anni e che in prospettiva ha almeno tre-quattro anni di carriera. Una parentesi sufficiente a completare quello che viene definito un “ciclo azzurro”.
Un presupposto che può portare ad una crescita nel tempo di calciatori che si abitueranno a confrontarsi a livello internazionale e ad essere pronti nel momento in cui si affronterà una grande manifestazione. A partire dai prossimi Mondiali, per i quali gli azzurri proveranno a centrare quella qualificazione mancata clamorosamente per due edizioni consecurtive.
La situazione e le prossime sfide
L’Italia sarà impegnata giovedì alle ore 20.45 nel match con il Belgio allo stadio Olimpico, poi affronterà Israele nella sfida che si giocherà al Bluenergy Stadium di Udine giovedì 14 allo stesso orario. L’Italia nel girone riparte dalle vittorie che aveva centrato a settembre contro Francia e Israele. L’Italia è al momento prima a punteggio pieno e ha la possibilità di centrare i punti che le darebbero la qualificazione.