Qualche giorno fa, dopo essere stato trovato positivo ai metaboliti del testosterone in un test antidoping post partita, il Tas ha ridotto la squalifica di Paul Pogba da 4 anni a 18 mesi. Il centrocampista francese era stato squalificato dopo il match con l’Udinese del 20 agosto 2023.
Il collegio del Tas ha parzialmente accolto il ricorso presentato da Pogba, riducendo la sanzione inflitta a 18 mesi, a partire dall’11 settembre del 2023, e annullando la multa. Il tribunale arbitrale dello sport, di fronte alla richiesta da parte dei legali del francese di una sanzione di soli 12 mesi, ha stabilito tuttavia che Pogba non è esente da colpe e, in quanto giocatore professionista, avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione date le circostanze.
Con la riduzione della squalifica Pogba potrà ritornare nel calcio professionistico a partire da marzo del prossimo anno. Al giocatore classe 1993 era stata comminata una sanzione durissima, tant’è che lo stesso Pogba era caduto in un grande sconforto, rilasciando peraltro interviste preoccupanti negli scorsi mesi.
Il francese comunque non è stato né il primo né l’ultimo ad aver ricevuto una squalifica scioccante, infatti, tra i giocatori squalificati per doping nel calcio mondiale, ci sono anche nomi molto importanti. Partendo dai più grandi di questo sport non possiamo non ricordare Diego Armando Maradona, oppure la squalifica occorsa a Edgar Davids, passando per Marco Borriello fino ad arrivare a Pep Guardiola. Ci sono anche i casi di squalifiche a vita o quasi, come nel caso di Carmona e Flachi, ma si tratta di calciatori risultati positivi all’antidoping per più di una volta.
Il più famoso giocatore condannato a dover scontare una squalifica per doping è senz’altro Diego Armando Maradona. L’ex Pibe de Oro è stato trovato positivo ad un controllo antidoping nel marzo 1991, dopo la gara tra Napoli e Bari. Lì si è chiusa l’esperienza campana dell’argentino, che poi è ripartito dal Siviglia dopo squalifica.
Jonathan Bachini, invece, viene ricordato per aver dovuto scontare una doppia squalifica. Nella stagione 2004-05 è stato trovato positivo ai metaboliti della cocaina ed è stato squalificato per un anno. Nel gennaio 2006 è risultato di nuovo positivo, venendo squalificato a vita. Anche Pep Guardiola ha dovuto scontare una squalifica, da un controllo antidoping fatto in Italia nel 2001, infatti, è emerso che il centrocampista spagnolo aveva assunto il nandrolone, con conseguente squalifica di quattro mesi.
Claudio Caniggia, ex attaccante della Roma, fu squalificato per tredici mesi nel 1993 a causa di positività alla cocaina. Restando nell’ambito della squadra giallorossa, anche Angelo Peruzzi e Andrea Carnevale furono colpiti da sanzioni nei primi anni ’90, entrambi fermati per un anno dopo aver assunto pillole anti obesità.

Tra i giocatori di fama internazionale coinvolti in casi di doping si ricorda Edgar Davids, che nel 2001 risultò positivo al nandrolone e venne sospeso per quattro mesi. Un altro caso famoso quello di Francesco Flachi, ex numero 10 della Sampdoria, squalificato nel 2007 per due anni dopo essere stato trovato positivo alla cocaina. Nel 2010, recidivo, Flachi ricevette una nuova squalifica di ben dodici anni per la stessa ragione.
Anche Adrian Mutu fu, quando ancora militava nel Chelsea, trovato positivo alla cocaina nel settembre 2004. La sua carriera subì una svolta drammatica: il giocatore fu squalificato per sette mesi e decise di rescindere il contratto con il club inglese, trasferendosi poi alla Juventus tramite il Livorno. Tuttavia, questo portò nuovi problemi a Mutu, che fu condannato a pagare 17 milioni di euro di multa al Chelsea dopo un intervento della FIFA. Nel 2010, il giocatore rumeno fu coinvolto in un altro caso di positività e ricevette una seconda squalifica, questa volta di nove mesi.
Ultimo ma non per importanza, non si può dimenticare Rio Ferdinand, che subì una squalifica di otto mesi per essersi rifiutato di sottoporsi al test antidoping.
Per concludere: molti grandi campioni sono caduti nella trappola del doping e poi si sono rialzati. Tutti si augurano che questo sia solo un inciampo nel futuro di Pogba, che sia alla Juventus o altrove.