Roma-Dinamo Kiev 1-0
Il rigore di Dovbyk regala alla Roma la vittoria e i tre punti, ma i giallorossi faticano a chiudere la partita, lasciando pericolosamente in vita la Dinamo Kiev fino alla fine. Nonostante i segnali positivi, la squadra di Juric continua a mostrare alti e bassi preoccupanti.
Il tanto atteso cambio di mentalità, richiesto dall’allenatore alla vigilia, non è arrivato. La Roma, pur vincendo meritatamente, ha continuato a mostrare momenti di blackout, alternando buone idee e buone giocate ad errori che hanno rischiato di compromettere il risultato.
Juric ha optato per un ampio turnover, dando spazio a molte seconde linee. Baldanzi è stato uno dei pochi a distinguersi, dimostrando di essere un’arma da giocare sia dall’inizio che a partita in corso. Male invece Le Fée, che a centrocampo non ha inciso particolarmente, e male anche Shomurodov, che nel finale ha fallito un’occasione facile per raddoppiare e chiudere definitivamente il match.
Il tecnico della Roma ha lasciato fuori dall’inizio del pezzi da novanta come Soulé e Mancini, febbricitanti, puntando su un attacco inedito con Dovbyk e Baldanzi. Hummels si è seduto in panchina, mentre a Dybala è stato risparmiato il primo tempo. Dall’altra parte, Shovkovskyi ha sorpreso con una difesa a tre e ha schierato il portiere dell’Under 21 Neshcheret, affidando l’attacco a Voloshyn e Guerrero.
La partita ha stentato a entrare nel vivo, con venti minuti iniziali piuttosto noiosi. Solo al 22′, Baldanzi ha rotto l’equilibrio: dopo aver superato Mykhavko con un tunnel, l’ucraino lo ha trattenuto per la maglia, concedendo il calcio di rigore. Dovbyk, freddo dal dischetto, non ha sbagliato e ha portato avanti la Roma. Poco dopo, Baldanzi ha sfiorato il raddoppio con un bel sinistro a giro, ma senza trovare la porta.
Dopo aver gestito il match per buona parte del primo tempo, la Roma ha cominciato a commettere errori e ha rischiato di subire il pareggio prima dell’intervallo. Un grave errore di Le Fée ha quasi regalato il pareggio alla Dinamo, con Tymchyc che ha mancato di poco il bersaglio. Poco dopo, Guerrero ha vinto un duello con N’Dicka, ma Svilar ha salvato i suoi con una parata decisiva. Al 43′, Voloshyn segna il gol del pareggio, ma la sua posizione di fuorigioco ha salvato i giallorossi.
La ripresa è stata meno vivace, con la Roma che ha rischiato pochissimo ma ha continuato a mostrare difficoltà nell’attaccare con ritmo e chiudere il match. Gli ingressi di Pellegrini e Dybala hanno portato maggiore vivacità e fantasia per chiudere la gara, ma Shomurodov, con metà porta libera, ha mancato l’appuntamento con il gol, dopo una bella azione corale tra i due compagni.
Shovkovskyi tenta il tutto per tutto nel finale, inserendo molti titolari, ma la sua squadra non ha trovato il colpo vincente per rimontare. La Roma porta a casa dunque i tre punti, ma con tante ombre ancora da dissipare.

Twente-Lazio 0-2
La Lazio di Baroni fa filotto e conquista la terza vittoria consecutiva in trasferta contro il Twente. Molto importante l’espulsione del portiere Unnerstall, che ha cambiato totalmente l’inerzia del match. I biancocelesti dominano e chiudono i conti nel finale con Isaksen, restando in testa al girone.
Baroni arriva in Olanda con l’obiettivo di centrare la terza vittoria in altrettante gare europee, scegliendo di dosare le forze e affidarsi al turnover. In difesa esordisce Gigot, mentre in mediana Vecino e Dele-Bashiru supportano il tridente formato da Tchaouna, Pedro e Zaccagni, alle spalle di Dia. Il Twente, ancora a secco di vittorie, schiera in attacco l’ex atalantino Lammers affiancato da Van Wolfswinkel, con Steijn e Van Bergen a supporto.
La partita inizia con ritmi lenti, con le due squadre che si studiano senza creare grandi pericoli. L’episodio chiave arriva al 10′: Unnerstall stende Dia fuori area e viene espulso, lasciando il Twente in dieci uomini. Tyton prende il posto di Van Bergen tra i pali, ma la Lazio, ora in superiorità numerica, prende il controllo del gioco.
Con l’uomo in più, i biancocelesti alzano il baricentro e aumentano la pressione. Dopo un palo colpito da Marusic e un’occasione di Dia, il gol arriva al 35’: Pedro segna con un piattone grazie all’assist perfetto di Vecino. La squadra di Baroni continua a gestire il possesso, sfiorando il raddoppio prima con Gigot e poi con Pellegrini, entrambi fermati dal nuovo entrato Tyton.
Il Twente prova a riorganizzarsi nella ripresa, inserendo Kuipers per Lammers e adottando un 4-4-1 per difendersi con più efficacia. Nonostante la maggiore solidità difensiva, però, la Lazio continua a creare pericoli, con Pellegrini che sciupa una ghiotta occasione.
Con l’ingresso di Castellanos e Rovella, la Lazio cerca mettere il risultato in cassaforte, ma il Twente, pur sotto pressione, non molla e tenta di giocarsela sul piano fisico. Castellanos segna subito dopo essere entrato, ma il gol viene annullato per un fallo su Pedro. Successivamente, l’arbitro Dabanovic assegna un rigore ai biancocelesti per un contatto tra Hilgers e Castellanos, ma dopo aver rivisto le immagini al VAR, torna sui suoi passi, cancellando il penalty.
Negli scorci finali di partita, il Twente cerca disperatamente il pareggio, attaccando con più aggressività. Tuttavia, la Lazio colpisce gli olandesi, ormai sbilanciati in avanti alla ricerca del pareggio, con un ottimo contropiede di Isaksen, che insacca su assist di Dele-Bashiru mettendo la parola fine alla gara. Grazie a questa vittoria, i biancocelesti si piazzano in vetta al girone di Europa League, a pari punti con il Tottenham.

San Gallo-Fiorentina 2-4
Nonostante l’inizio difficile, la Fiorentina di Palladino rimonta il San Gallo grazie alla doppietta di Ikoné e ai gol di Martinez Quarta e Gosens, espugnando per 2-4 il Kybunpark. I Viola continuano così la loro marcia in Conference.
Palladino, costretto a fare a meno degli infortunati Gudmundsson e Kean, ha affidato l’attacco a Ikoné, Kouame e Sottil, mentre in porta è tornato Terracciano, con un robusto turnover in tutti i reparti. Queste scelte però, hanno fatto sì che l’inizio della partita si sia rivelato complicato per i viola, messi sotto pressione dal San Gallo spinto dal pubblico.
Al 22’ il San Gallo approfitta di una disattenzione della Fiorentina e passa in vantaggio con Mambimbi. Gli elvetici continuano a spingere, ma Terracciano è attento e impedisce alla squadra di casa di raddoppiare. La Viola cerca di reagire con Sottil e Martinez Quarta, che impegnano il portiere Ati-Zigi, ma il primo tempo si chiude con il San Gallo avanti 1-0.
La Fiorentina scende in campo con un approccio diverso nella seconda frazione di gara, e infatti al 50’ Martinez Quarta pareggia con un colpo di testa da calcio d’angolo. Solo quattro minuti dopo, Ikoné completa la rimonta e porta la Viola sul 1-2, sfruttando un preciso assist di Bove. Il San Gallo non si arrende e trova il pareggio al 62’ con Gortler, autore di un’incornata precisa che pareggia il match.
La Fiorentina non si scoraggia e risponde al 69’con Ikoné, che firma la doppietta e riporta avanti gli ospiti per 2-3. La partita viene interrotta a causa dei fumogeni lanciati dai tifosi della Viola, ma, alla ripresa, i gigliati mantengono il controllo del match.
Nel finale, il San Gallo prova un ultimo assalto, ma a chiudere definitivamente il match ci pensa Gosens al 94’, segnando sulla ribattuta dopo un palo colpito da Kouame. Con questa vittoria, la Fiorentina sale a sei punti nel girone, continuando la striscia positiva iniziata con il successo contro i The New Saints.