Il Napoli espugna San Siro ed è sempre più primo, il Lecce torna al successo: gli anticipi della decima giornata

Analisi e commento delle prime tre partite di questo turno infrasettimanale di Serie A

Milan-Napoli 0-2

Il Milan, privo di Theo Hernandez e Reijnders per squalifica e con Pulisic non al 100% a causa di un virus intestinale, non riesce a imporsi a San Siro contro un Napoli concreto e spietato. Fonseca, costretto a riorganizzare il suo undici, opta per Chukwueze, Loftus-Cheek e Okafor a sostegno di Morata, lasciando Leao inizialmente in panchina. Dall’altro lato, Conte mette i suoi migliori uomini a parte Lobotka, ancora ai box per un problema muscolare. Il tecnico salentino schiera quindi la coppia AnguissaGilmour a centrocampo, a supporto della linea avanzata con Politano, McTominay e Kvaratskhelia pronti a servire Lukaku.

Dopo appena cinque minuti, è proprio Lukaku ad aprire le marcature per il Napoli: servito da Rrahmani, Anguissa trova il movimento del belga che, dopo uno scontro da spalla a spalla contro Pavlovic, arriva a tu per tu con Maignan e con un sinistro all’angolino porta gli azzurri in vantaggio. La difesa rossonera mostra segni di disorganizzazione, offrendo al Napoli altre opportunità, tra cui una chance di raddoppio per Lukaku al quindicesimo, vanificata da un recupero di Thiaw e da una posizione di fuorigioco.

Il Milan cerca la reazione, e San Siro quasi esplode per il tiro dalla distanza di Musah, che sfiora il palo della porta difesa da Meret. L’americano ha una colossale occasione anche poco dopo, quando, sfruttando un’incomprensione tra Gilmour e Buongiorno, si presenta davanti a Meret ma sbaglia il tocco semplice su Morata e si fa anticipare dall’estremo difensore azzurro.

La miglior giocata rossonera arriva alla mezz’ora, con Morata che tenta un colpo di tacco volante per servire Chukwueze, anticipato in extremis da Olivera. Meret e Maignan diventano protagonisti, rispondendo a ripetuti assalti in entrambe le metà campo, fino a quando Kvaratskhelia, al 43’, si inventa un’azione personale, supera Emerson Royal e Fofana e con un destro preciso firma il raddoppio, chiudendo il primo tempo sullo 0-2.

La ripresa si apre con un Milan più determinato: al 47′, Morata segna di testa, ma l’arbitro Colombo annulla per fuorigioco. Fonseca decide quindi di mettere tutta la qualità di cui dispone in campo, mettendo Pulisic e Leao al posto di Emerson Royal e Okafor. Conte risponde inserendo Mazzocchi per Politano, passando a un modulo più difensivo per arginare le folate offensive milaniste. Si affida poi a Neres e Simeone per sostituire Lukaku e Kvaratskhelia, optando per il 3-5-2 in fase di ripartenza.

La squadra di casa si riversa in avanti, spinta dalla necessità di recuperare, ma la retroguardia azzurra concede poco. All’83’ Meret respinge una potente conclusione di Leao diretta all’angolino, deviandola in calcio d’angolo. Gli ultimi tentativi del Milan vedono l’ingresso di Camarda, al posto di Loftus-Cheek, per dare ulteriore peso offensivo, ma Rrahmani controlla il giovane attaccante, chiudendo ogni spazio fino alla fine dei sei minuti di recupero.

Al triplice fischio, il Napoli esce dal campo con tre punti pesanti, consolidando il proprio primo posto in classifica e regalando a Conte un’importante vittoria esterna. Per il Milan, invece, la prima sconfitta casalinga della stagione lascia un amaro in bocca e la consapevolezza della necessità di ritrovare solidità e lucidità nelle prossime sfide.

Lecce-Hellas Verona 1-0

Il Lecce, dopo un periodo negativo, riesce a imporsi contro l’Hellas Verona al Via del Mare. La squadra di Gotti riesce a mettere fine ad una striscia negativa di ben cinque sconfitte consecutive. La prestazione di Dorgu fa tornare il sorriso ai tifosi salentini, un po’ più tranquilli dopo il sorpasso a Genoa e Venezia per la lotta per non retrocedere.

Il Verona si presenta con una formazione rinnovata e parte forte, mostrando grande determinazione nei primi minuti. Dopo il primo quarto d’ora, però, è il Lecce a prendere il controllo: Gaspar colpisce un palo, segno che la squadra di casa c’è ed è pronta a reagire. Da questo momento inizia lo show personale di Dorgu: il giovane danese mette subito pressione alla difesa gialloblù, vedendosi annullare una rete al 21′ per fallo su Tchatchoua e, poco dopo, un secondo gol per fuorigioco. Nonostante le sfortunate occasioni, non si ferma e al 39’ fa spendere un fallo da ultimo uomo allo stesso Tchatchoua, che rimedia un rosso diretto.

La sfida si mette in discesa per il Lecce, che sfiora il gol sul calcio piazzato di Krstovic, ma si va all’intervallo ancora sullo 0-0. Al rientro, l’Hellas decide di non apportare cambi difensivi, ma Zanetti sposta Lazovic nel ruolo di terzino sinistro e passa a un 4-4-1 per compensare l’inferiorità numerica. La mossa si rivela inefficace, poiché al 51′ Dorgu riesce a portare in vantaggio i giallorossi con un preciso colpo di testa su cross di Banda. Inizialmente, anche questa rete viene annullata per un presunto tocco di Coulibaly in fuorigioco, ma il Var conferma la posizione regolare: è 1-0 per i salentini.

L’Hellas prova a rispondere con un gioco più offensivo, inserendo Suslov e avanzando con Mosquera e il giovane Lambourde. Tuttavia, la difesa del Lecce resiste con ordine e non concede varchi. L’episodio che segna definitivamente il match arriva all’82’, quando Belahyane viene espulso per somma di ammonizioni dopo un duro intervento su Dorgu, lasciando il Verona addirittura in nove uomini.

Per il Verona è la quinta sconfitta nelle ultime sei partite, una serie che mette a rischio la posizione del tecnico Zanetti e porta i gialloblù a un solo punto dalla zona retrocessione. Il Lecce, al contrario, interrompe la striscia negativa e si rilancia in classifica, allontanandosi momentaneamente dalla zona pericolosa.

Cagliari-Bologna 0-2

Il Bologna riesce ad espugnare per la prima volta nella storia l’Unipol Domus. La squadra di Nicola, reduce da una sconfitta contro l’Udinese, cercava di riscattarsi in casa, mentre i rossoblù emiliani puntavano a ritrovare i tre punti dopo una serie di pareggi. Per i sardi, il tecnico recupera Viola tra i titolari e lascia Pavoletti in panchina. Nel Bologna invece, Italiano deve rinunciare all’ultimo momento a Ferguson, appena tornato tra i convocati dopo il lungo infortunio al ginocchio, bloccato da un’influenza.

Il Cagliari parte forte, sfiorando subito il gol con un’iniziativa di Piccoli al 2’, ma Skorupski risponde presente con un intervento decisivo. Il Bologna non tarda a reagire: Miranda e Orsolini mettono pressione alla difesa cagliaritana, e proprio Orsolini sblocca il risultato al 35’, infilando di destro Scuffet per l’1-0 emiliano. Il Cagliari prova a rispondere con un altro tentativo di Piccoli, ma Skorupski si conferma in forma, salvando il vantaggio del Bologna fino all’intervallo.

In avvio di secondo tempo, il Bologna raddoppia grazie a una conclusione precisa di Odgaard da fuori area, portandosi sul 2-0 e mettendo in difficoltà il Cagliari. Gli uomini di Nicola, però, non si arrendono e continuano a spingere, costringendo Skorupski a una serie di parate fondamentali che frustrano ogni tentativo di rimonta dei sardi. La prestazione del portiere polacco si rivela decisiva per mantenere il vantaggio e chiudere l’incontro con un meritato clean sheet.

Con questo successo, il Bologna interrompe un digiuno di vittorie a Cagliari durato undici anni, segnando un importante passo avanti dopo tre pareggi consecutivi e il rinvio della sfida con il Milan. Il Cagliari, al contrario, resta fermo a nove punti, incassando la seconda sconfitta consecutiva in campionato.

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