Atletico Madrid-Inter 2-1
L’Inter incappa in un’altra battuta d’arresto, stavolta in trasferta al Metropolitano contro l’Atletico Madrid, al termine di una gara che che sembrava ormai conclusa con un buon pareggio in trasferta.
La squadra di Chivu ha mostrato buoni segnali per lunghi tratti, creando diverse opportunità da rete, ma ,come accaduto nel derby contro il Milan, ha peccato di precisione e ha commesso errori decisivi nei momenti cruciali.
Il gol iniziale degli spagnoli nasce da una palla persa da Calhanoglu, con una dinamica simile a quello di domenica, quando un suo errore favorì la rete di Pulisic.

Questa volta è Molina a sfruttare il recupero, innescando Julian Alvarez che non sbaglia e porta l’Atletico in vantaggio per 1-0.
I nerazzurri però non ci stanno e reagiscono dominando i primi dieci minuti della ripresa, riuscendo a pareggiare e a mettere alle corde gli uomini di Simeone. In particolare, Dimarco si distingue per vivacità e iniziative pericolose, contribuendo alla pressione offensiva nerazzurra.
l’Atletico, però, trova la forza per cambiare volto alla gara e lo fa anche grazie all’ingresso di Griezmann, che porta nuova energia e imprevedibilità.
Chivu, al contrario, non ottiene risposte convincenti dai subentrati, e l’Inter cala vistosamente nel finale. La punizione definitiva arriva nei minuti di recupero, quando una grave disattenzione difensiva consente a Gimenez di colpire di testa in totale libertà, regalando ai Colchoneros la vittoria.
Nonostante la prestazione a tratti molto positiva, l’Inter esce ancora una volta sconfitta, dimostrando fragilità note ormai da tempo: tanta costruzione ma poca concretezza, e ogni minima disattenzione viene pagata a caro prezzo. Il pareggio sarebbe stato un risultato più equo per i valori visti in campo, ma il calcio a volte sa essere spietato.
Eintracht Francoforte-Atalanta 0-3
Dopo il ko contro il Napoli di Conte, l’Atalanta ritrova grinta e compattezza e, grazie alla mano di Palladino, conquista una vittoria netta e convincente a Francoforte contro l’Eintracht.
Al Waldstadion, l’esordio in Champions di Raffaele Palladino non potrebbe andare in maniera migliore, con la Dea che travolge i padroni di casa con un netto 0-3 di fronte agli attoniti tifosi tedeschi.
Nel primo tempo non ci sono particolari sussulti in zona gol, ma nella ripresa gli orobici si scatenano e grazie ad un gioco verticale, tanta intensità e indiscutibili qualità individuali impartisce una vera e propria lezioni all’Eintracht.
Palladino opta inizialmente ad un 3-4-2-1 molto dinamico, affidandosi alla solidità di De Roon ed Ederson in mezzo al campo, alla spinta laterale di Bellanova e Zappacosta, e al trio offensivo De Ketelaere–Lookman dietro a Scamacca.
L’Eintracht, reduce da una sofferta vittoria in Bundesliga, risponde con Gotze alle spalle di Burkardt e le accelerazioni sulle fasce di Doan e Knauff.
Fin dai primi minuti il ritmo è altissimo, con entrambe le squadre aggressive e alte sul campo. L’Eintracht costruisce con rapidità, mentre l’Atalanta si affida a rapide verticalizzazioni. Le occasioni non mancano: Lookman e Scamacca colpiscono due pali nel finale di primo tempo, mentre Carnesecchi viene salvato da un intervento provvidenziale di Zappacosta su Gotze.
La ripresa si apre senza cambi ma con la Dea decisa a cambiare registro. Dopo un’azione pericolosa di Burkardt, respinta da Hien, l’Atalanta prende il controllo del match: aumenta il ritmo del palleggio, sale con tanti uomini e sfrutta al meglio lo spazio tra le linee.
Protagonista assoluto è De Ketelaere, che guida il pressing offensivo e libera Lookman per il gol dell’1-0 con un sinistro al volo.

Da lì passano cinque minuti di terrore per i tedeschi, con Ederson che raddoppia e che viene seguito a ruota dal sigillo personale dello stesso De Ketelaere, che mette in ghiaccio la gara con un’azione di grande tecnica e personalità per il clamoroso 0-3.
La partita si spegne negli ultimi minuti, con le squadre che effettuano numerosi cambi e con il risultato ormai definito.
La Dea blinda quindi la vittoria e può guardare avanti con ambizione, dimostrando, per la prima volta dopo l’addio di Gasperini, di avere qualità, gamba e carattere per competere ai massimi livelli europei.
Di seguito la classifica completa al termine della quinta giornata del girone unico di Champions League:
- Arsenal 15 pt
- PSG 12 pt
- Bayern Monaco 12 pt
- Inter 12 pt
- Real Madrid 12 pt
- Borussia Dortmund 10 pt
- Chelsea 10 pt
- Sporting Lisbona 10 pt
- Manchester City 10 pt
- Atalanta 10 pt
- Newcastle 9 pt
- Atletico Madrid 9 pt
- Liverpool 9 pt
- Galatasaray 9 pt
- PSV 8 pt
- Tottenham 8 pt
- Bayer Leverkusen 8 pt
- Barcellona 7 pt
- Qarabağ 7 pt
- Napoli 7 pt
- Olympique Marsiglia 6 pt
- Juventus 6 pt
- Monaco 6 pt
- Pafos 6 pt
- Union SG 6 pt
- Club Brugge 4 pt
- Athletic Bilbao 4 pt
- Eintracht Francoforte 4 pt
- Copenhagen 4 pt
- Benfica 3 pt
- Slavia Praga 3 pt
- Bodø/Glimt 2 pt
- Olympiacos 2 pt
- Villarreal 1 pt
- Kairat 1 pt
- Ajax 0 pt