Milan-Feyenoord 1-1
L’eliminazione del Milan dalla Champions lascia più di un rimpianto. Dopo un inizio perfetto con il gol di Gimenez dopo appena 38 secondi, i rossoneri sembravano avere la partita in pugno, ma una serie di ingenuità hanno ribaltato le sorti dell’incontro.
La svolta arriva al 51′, quando Theo Hernandez rimedia il secondo cartellino giallo per simulazione, lasciando la squadra in dieci uomini. Un sciocchezza che i rossoneri pagheranno a caro prezzo, che ha permesso al Feyenoord di prendere fiducia e ribaltare un match fino a quel momento in forte salita.
La squadra di Conceição, partita con il tridente Pulisic, Joao Felix e Leao alle spalle di Gimenez, ha imposto un ritmo altissimo nei primi 45 minuti, sfruttando la qualità dei suoi uomini offensivi.
Leao è imprendibile sulla sinistra, Joao Felix illumina la manovra e Pulisic crea pericoli in area avversaria. Il Milan spinge, ma manca il colpo del KO contro un Feyenoord incerottato e con diverse assenze.
Nel secondo tempo, il Milan prova a mantenere il controllo, ma l’espulsione di Theo cambia tutto. Conceição corre ai ripari con un assetto più difensivo, inserendo Bartesaghi per Pulisic e Fofana per Gimenez, ridisegnando la squadra con un 4-4-1 più prudente.
Tuttavia, il Feyenoord cresce e sfrutta il momento favorevole: Bueno spinge sulla destra e da un suo cross nasce il gol di Carranza, che anticipa Bartesaghi e segna quello che poi sarà il definitivo 1-1.
Il Milan, stanco, difensivo e in inferiorità numerica, non trova più la lucidità per reagire. I rossoneri provano un forcing finale, ma senza la forza e la determinazione necessaria per ribaltare la situazione.
L’eliminazione arriva tra rimpianti e delusione, con il peso dell’espulsione di Theo Hernandez come episodio chiave. Un’occasione sprecata per una squadra che aveva tutto per passare il turno contro un avversario decisamente abbordabile.

Atalanta-Club Brugge 1-3
L’Atalanta esce dalla competizione europea con tanti rimpianti: il Brugge sfrutta al massimo le occasioni e approfitta delle ingenuità dei nerazzurri. La reazione bergamasca nella ripresa non basta a ribaltare un match compromesso nel primo tempo.
L’inizio della gara è subito ad alta intensità, con azioni da entrambe le parti. Dopo appena due minuti, Talbi porta in vantaggio il Brugge, approfittando di una difesa atalantina disattenta e battendo Carnesecchi con un destro preciso dal limite.
La reazione della Dea è immediata: Retegui sfiora il pari su assist di Cuadrado, ma il gol viene annullato per fuorigioco. L’Atalanta spinge con insistenza, mentre il Brugge si difende con ordine e riparte in velocità.
Al 26’, un’azione in contropiede sorprende ancora la retroguardia bergamasca: Carnesecchi compie un miracolo su Tzolis, ma sulla ribattuta Talbi sigla la doppietta personale.
Il doppio svantaggio mette in difficoltà gli uomini di Gasperini, che faticano a creare occasioni nitide. Nel recupero, la Dea sfiora il gol con Zappacosta e poi costruisce una tripla occasione clamorosa: Mignolet salva su un tiro ravvicinato dello stesso Zappacosta, si ripete su un colpo di testa di Pasalic e viene graziato da un salvataggio sulla linea su conclusione a botta sicura di Cuadrado.
Nel momento migliore dell’Atalanta, però, arriva di nuovo la beffa: Jutgla segna lo 0-3 con un gran tiro da fuori area proprio allo scadere del primo tempo.
Al rientro dagli spogliatoi, Gasperini inserisce Lookman e la mossa si rivela subito vincente: dopo appena un minuto, il nigeriano riaccende le speranze trasformando in gol un cross di Zappacosta.
L’Atalanta torna a crederci e al 57’ ha l’occasione per accorciare ulteriormente le distanze: Cuadrado viene atterrato in area e il VAR assegna il rigore, ma Lookman si fa ipnotizzare da Mignolet, che para il penalty.
Nonostante l’errore dal dischetto, i nerazzurri insistono: Retegui e lo stesso Lookman vanno vicini al gol, ma il portiere belga si conferma insuperabile.
Gasperini tenta il tutto per tutto con gli ingressi di Samardzic, Bellanova e Posch, ma la squadra appare stanca e non riesce più a costruire occasioni pericolose. Nel finale, l’Atalanta perde anche la testa: Toloi, provocato da De Cuypers, reagisce con una spallata e viene espulso.
L’assalto finale non arriva e la Dea dice addio all’Europa, eliminata da un avversario sulla carta abbordabile.