Champions League: Lautaro e Pavard affondano il Bayern, niente rimonta per il Real Madrid

In due minuti l’Inter spegne le velleità del Bayern Monaco e vola in semifinale, l’Arsenal passa anche l’esame Bernabeu contro un anonimo Real Madrid

Inter-Bayern Monaco  2-2

Il Bayern parte subito all’attacco, tentando di imporsi nella metà campo avversaria fin dai primi minuti. L’Inter, però, si dimostra immediatamente pericolosa nelle ripartenze in campo aperto, sfruttando la velocità e la lucidità nei ribaltamenti di fronte.

All’11’ Olise ha l’occasione più nitida per sbloccare l’incontro, ma un prodigioso recupero di Bastoni gli nega il gol proprio sul più bello.

Dopo un avvio difficile, la formazione nerazzurra prende le misure e inizia a salire. Poco prima della mezz’ora un colpo di Acerbi sugli sviluppi di una punizione sfiora l’assist per Thuram, che arriva a pochi centimetri dal tocco decisivo.

Ancora sfortuna al 33’: un destro micidiale di Calhanoglu lambisce l’incrocio dei pali. Il Bayern reagisce al 36′ con un’azione che semina il panico nell’area interista: Laimer penetra centralmente e crea i presupposti per due pericolose conclusioni, neutralizzate in extremis dalla retroguardia nerazzurra.

Nonostante il forcing finale dei bavaresi, la prima frazione si chiude a reti inviolate, con l’Inter compatta e attenta.

La ripresa inizia con un’Inter più intraprendente, ma dopo soli sette minuti Kane sfrutta un errore di marcatura di Dimarco e trafigge Sommer con un tiro preciso all’angolino, portando avanti i tedeschi.

La reazione nerazzurra è immediata e prorompente: Thuram lotta e riesce a concludere, ma il suo tiro centrale è facile preda di Urbig.

Al 56’ il Bayern sfiora il raddoppio con Muller, che spreca una ghiotta occasione mandando alto da ottima posizione.

Poco dopo, arriva la svolta. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Lautaro approfitta di una respinta maldestra di Kimmich e insacca il gol dell’1-1, ristabilendo la parità.

Il match diventa una battaglia su ogni pallone: al 61’ Darmian sfiora il sorpasso con una conclusione che solo un salvataggio in extremis di Dier devia in corner. Proprio da quell’azione, Pavard svetta su Kim e sigla il 2-1 che fa esplodere San Siro.

Il Bayern, scosso, fatica a riprendersi ma al 76’ trova un pareggio rocambolesco: un colpo di testa di Dier, pensato come assist, si trasforma in un pallonetto imparabile per Sommer.

Gli ultimi 20 minuti sono un concentrato di sofferenza per l’Inter, provata fisicamente ma solida nel contenere le ultime offensive tedesche.

 

 

Dopo sei minuti di recupero, il triplice fischio scatena l’esultanza del Meazza: la squadra di Inzaghi accede alla sua seconda semifinale in tre anni, confermandosi una volta di più tra le grandi d’Europa.

 

Real Madrid-Arsenal  1-2

Un Santiago Bernabeu pronto a spingere il Real Madrid verso l’ennesima rimonta europea ha fatto da cornice a una serata di Champions decisamente ad alta tensione.

L’Arsenal, forte del 3-0 maturato all’Emirates, si è presentato in Spagna fiducioso e con la consapevolezza di dover difendere il risultato senza rinunciare a colpire.

Arteta conferma l’undici titolare che aveva dominato i Blancos a Londra, mentre Ancelotti rimescola leggermente le carte lasciando Modric in panchina e riportando Valverde a centrocampo, con Tchouameni al posto dello squalificato Camavinga e Vazquez sulla destra.

L’avvio è veemente da parte dei padroni di casa, che provano a sbloccare il match già al 2’: Vinicius trova Mbappé in area che insacca di petto, ma il gol viene annullato per un fuorigioco piuttosto evidente.

Dall’altra parte Saka si rende subito pericoloso e, pochi minuti dopo, l’inglese ha anche l’occasione di presentarsi dal dischetto per una trattenuta di Asencio su Merino rilevata dal Var.

I Gunners hanno quindi un’occasione ghiotta per chiudere i giochi, ma Saka non regge la pressione del Bernabeu e opta per uno strano cucchiaio angolato e debole, facilmente parato da Courtois.

Il Bernabeu esplode per quello che poteva sembrare l’inizio di una serata da eroi per il Real Madrid. A conti fatti, però, i Blancos non riescono a trovare spazi per liberare le loro frecce, sempre ben contenuti dalla retroguardia inglese.

Al 24’ arriva un nuovo episodio da moviola, questa volta nell’area dei Gunners: Rice trattiene leggermente Mbappé e l’arbitro fischia un rigore abbastanza generoso, salvo poi essere richiamato al Var per un fuorigioco millimetrico del francese.

Il primo tempo si chiude così sullo 0-0, con le speranze del Real appese a un filo e l’Arsenal ancora attento a non concedere spazi ai talenti del Real Madrid, che faticano a riempire l’area e rendersi pericolosi a difesa schierata.

Nella ripresa è l’Arsenal a trovare il varco giusto al 65’: un’azione corale perfetta viene finalizzata da Saka, che si riscatta dal rigore sbagliato battendo Courtois con un pregevole scavetto di sinistro.

La reazione del Real è immediata: Vinicius approfitta di un errore di Saliba e pareggia i conti appena due minuti dopo. Ancelotti tenta allora il tutto per tutto, inserendo Modric e forzando l’assedio finale.

Mbappé, però, resta un corpo estraneo alla manovra e deve abbandonare il campo al 75’ dopo un colpo subito, lasciando il Real senza una delle sue punte di diamante.

 

 

Nei minuti finali i Blancos cercano disperatamente un varco, ma è ancora l’Arsenal a colpire. In pieno recupero, Martinelli chiude i conti al 93’ con un contropiede letale, firmando l’1-2 e spegnendo le ultime speranze dei padroni di casa.

Con questo successo, l’Arsenal torna tra le prime quattro d’Europa per la prima volta dal 2009, quando fu eliminato dal Manchester United.

Ora la formazione di Arteta affronterà il Paris Saint-Germain di Luis Enrique in una semifinale che promette scintille, dopo che i parigini hanno eliminato l’Aston Villa nel turno precedente.

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