Feyenoord-Inter 0-2
L’Inter affronta il Feyenoord con diverse assenze ma senza rinunciare alla sua identità tattica. Inzaghi conferma il 3-5-2, adattando Bastoni, Asllani e Zielinski nei ruoli degli indisponibili.
L’avvio di gara è caratterizzato da un possesso palla prudente, ma emergono rapidamente le difficoltà già viste in campionato: poca brillantezza, errori tecnici e mancanza di rapidità nelle transizioni. Gli olandesi pressano alto e creano pericoli, ma trovano sempre un attento Martinez a respingere i loro tentativi.
Con il passare dei minuti, l’Inter fatica a contenere l’intensità del Feyenoord e arretra, anche a causa delle prestazioni sottotono di alcuni giocatori, come Thuram, non al meglio e poco incisivo nei duelli uno contro uno.
Nel momento di maggiore sofferenza, arriva il vantaggio: Asllani trova il corridoio giusto per Barella e Dumfries, il cui cross è finalizzato con classe da Thuram al 38′. Il gol cambia l’inerzia della partita, dando fiducia ai nerazzurri, che sfiorano il raddoppio con Lautaro e Asllani.
A inizio ripresa arriva lo 0-2 con un’azione ben costruita: Bastoni si inserisce sulla sinistra e serve Zielinski, che dopo una prima conclusione respinta offre a Lautaro la palla per un destro perfetto all’incrocio.
Il Feyenoord prova a reagire e colpisce una traversa con Moder, mentre l’Inter ha l’opportunità di chiudere la gara con un rigore procurato da Thuram, con Zielinski che, però, sbaglia dal dischetto ipnotizzato da Wellenreuther.
I padroni di casa spingono fino alla fine, ma la difesa nerazzurra regge, con De Vrij decisivo nel fermare Ueda in un potenziale contropiede pericoloso.
Gestendo il vantaggio con intelligenza, l’Inter porta a casa un successo fondamentale, mettendo in discesa il passaggio del turno e potendo ora concentrarsi sul campionato, con il Monza all’orizzonte.
PSG-Liverpool 0-1
Il Paris Saint-Germain impone il proprio gioco, crea occasioni a ripetizione, ma alla fine è il Liverpool a festeggiare con un cinico ma pesantissimo 0-1. Un risultato che non riflette l’andamento della gara, con i francesi protagonisti di un assedio costante.
Sin dai primi minuti, la squadra di Luis Enrique controlla il possesso e mette pressione ai Reds, spinta da un pubblico infuocato.
Joao Neves spreca una grande chance per il vantaggio, mentre al 20’ Kvaratskhelia segna con un sinistro a giro, ma il gol viene annullato per un fuorigioco millimetrico. Il PSG continua a pressare ma si scontra con una serata super di Alisson, protagonista indiscusso del match.
Il portiere brasiliano salva in più occasioni, negando il gol a Kvaratskhelia e respingendo una quadrupla chance nel finale di primo tempo.
Anche nella ripresa la squadra francese continua ad attaccare, ma Alisson si supera ancora, mentre il Liverpool fatica a creare gioco e non tira mai in porta.

Salah è irriconoscibile, così come l’intero reparto offensivo dei Reds. Il tecnico Slot rivoluziona l’attacco e la scelta si rivela decisiva: appena entrato, Elliott sfrutta un errore difensivo del Psg e firma lo 0-1 all’87’, gelando il Parco dei Principi.
I numeri parlano chiaro: il Psg chiude con 27 tiri (10 nello specchio), il 70% di possesso palla e almeno sei parate decisive di Alisson, ma esce sconfitto.
Il Liverpool, dopo una partita sofferta, si avvicina alla qualificazione e potrà chiudere i conti nel ritorno ad Anfield, un campo storicamente ostico per chi cerca rimonte.
Bayern Monaco-Bayer Leverkusen 3-0
All’Allianz Arena il Bayern Monaco strapazza il Bayer Leverkusen con una prova di forza schiacciante, imponendosi 3-0 e prendendosi una rivincita dopo gli scontri equilibrati in Bundesliga.
La squadra di Kompany parte subito forte e sblocca il match al 9’: Olise salta Hermoso e serve Kane, che di testa non sbaglia e firma l’1-0.

Il Leverkusen prova a reagire con Frimpong, ma Neuer si oppone e nega il pari nell’unica vera occasione ospite. I bavaresi continuano invece a premere e vanno vicini al raddoppio con Musiala (traversa) e Kimmich.
Il secondo gol arriva nella ripresa: il portiere Kovar commette un errore su un cross innocuo, regalando a Musiala il pallone del 2-0 al 54′.
Neuer esce per infortunio sostituito da Urbig, ma i problemi per la squadra di Xabi Alonso continuano: Mukiele viene espulso al 62′ e dieci minuti dopo arriva anche il 3-0 su rigore, con Kane che trasforma dopo un fallo di Tapsoba.
Nel finale, Palhinha colpisce un’altra traversa, poi il risultato non cambia più. Il Bayern domina e mette un piede e mezzo nei quarti, chiudendo la serata con una prestazione impeccabile.
Benfica-Barcellona 0-1
Il Barcellona, in inferiorità numerica dal 23’, conquista una preziosa vittoria per 1-0 sul campo del Benfica, mettendosi in ottima posizione per il passaggio ai quarti di finale. Szczesny, protagonista assoluto, guida i blaugrana con interventi decisivi sin dai primi minuti, neutralizzando Akturkoglu e Pavlidis.
Dall’altra parte, Trubin ferma due volte l’attacco del Barça, che poco dopo resta in dieci: Cubarsi viene espulso per un fallo da ultimo uomo su Pavlidis, dopo il controllo del VAR.
Nonostante l’inferiorità numerica, la squadra di Flick non rinuncia a giocare e si compatta, con il tecnico che sorprende togliendo Dani Olmo per riequilibrare la squadra.
Anche nella ripresa è Szczesny a tenere a galla il Barcellona, con una doppia parata su Pavlidis e Aursnes. Al 61’ arriva il gol decisivo con gran conclusione di Raphinha, che conferma la sua stagione straordinaria (25 gol e 18 assist).
Il Benfica tenta il tutto per tutto inserendo Belotti e sfiorando il pareggio nel recupero con Renato Sanches, ma non basta. Il Barça resiste e porta a casa un successo fondamentale, in vista del ritorno al Montjuic, dove avrà il vantaggio di giocare davanti ai propri tifosi.