Ajax-Inter 0-2
La prima occasione arriva già nei minuti iniziali, con Dimarco che costringe Jaros a un intervento impegnativo, ma l’Ajax non sta a guardare e riesce a costruire buone trame offensive, nonostante la difficoltà nel creare pericoli concreti negli ultimi trenta metri.
Nelle prime battute del match sono gli olandesi a gestire il possesso, ma manca d’inventiva una volta superata la metà campo.
Alla mezz’ora la partita si accende. Pio Esposito confeziona un’ottima azione personale e serve Thuram, che sfiora il vantaggio con un destro a fil di palo.
Pochi minuti dopo, ancora il francese si guadagna un rigore per un intervento falloso di Baas, ma il Var annulla tutto per una trattenuta iniziale dello stesso Thuram, giudicata irregolare dall’arbitro Oliver.
L’occasione più pericolosa per l’Ajax arriva al 40’, quando Godts si presenta solo davanti a Sommer dopo un errore di Mkhitaryan, ma il portiere svizzero, nell’occhio del ciclone dopo le incertezze contro la Juventus, dà ottimi segnali di ripresa e nega il vantaggio agli olandesi.
Al tramonto del primo tempo l’Inter passa: su calcio d’angolo per i nerazzurri svetta ancora Thuram che batte Jaros per l’1-0, mandando i suoi negli spogliatoi in vantaggio.
Nella ripresa il canovaccio rimane lo stesso: l’Inter continua a spingere e sfiora subito il raddoppio con Calhanoglu, il cui tiro da ottima posizione viene deviato in angolo. Dal corner seguente nasce il secondo gol: ancora assist di Calhanoglu e seconda incornata vincente di Thuram, che sigla la sua doppietta personale.
Con l’Ajax in evidente difficoltà, i nerazzurri gestiscono il vantaggio con ordine. Dumfries ha l’opportunità di chiudere definitivamente i conti, ma viene fermato all’ultimo da Wijndal.
Nonostante i cambi operati da Heitinga, i padroni di casa non riescono più a riaprire il match che va spegnendosi lentamente fino al fischio finale.
PSG-Atalanta 4-0
Il Paris Saint-Germain impone fin da subito il proprio ritmo infernale all’Atalanta, sbloccando il match dopo appena tre minuti grazie a un’azione nata da un errore in uscita di Maldini: il pressing alto di Marquinhos porta al recupero, poi l’azione si sviluppa rapidamente con Ruiz e Barcola che confezionano l’assist per il gol del centrale brasiliano, che porta in vantaggio i suoi.

Con un Carnesecchi eroico, la Dea resiste come può, cercando di evitare il raddoppio con due interventi miracolosi su Nuno Mendes e Barcola nei primi otto minuti. Anche Hakimi sfiora il gol all’11’ dopo un inserimento di Fabian Ruiz, ma il suo tiro, deviato di nuovo da Carnesecchi, termina sul palo. Solo al 18’ l’Atalanta prova a reagire, ma senza efficacia, con un tiro fuori misura di Kossounou.
Un altro brivido arriva al 22’, quando Barcola segna, ma il fuorigioco nega la gioia del gol al francese con il direttore di gara che annulla.
L’episodio scuote leggermente la Dea, che cerca di aumentare l’intensità nel pressing, riuscendo in parte a limitare la costruzione del gioco dei francesi, anche se senza creare pericoli reali per Chevalier.
Il raddoppio infine arriva al 39’: Kvaratskhelia si inventa una giocata personale partendo da destra, brucia due difensori e con un destro potente trafigge un incolpevole Carnesecchi, firmando il 2-0.
Al 44’, un fallo netto di Musah su Marquinhos porta a un rigore per il PSG, ma Carnesecchi, ancora una volta provvidenziale, tiene in vita l’Atalanta respingendo il rigore di Barcola.
Nella ripresa Juric cambia volto all’attacco inserendo Samardzic e Krstovic, ma il copione sostanzialmente non cambia.
Al 51’, infatti, è ancora il PSG a colpire: Barcola serve Nuno Mendes, che salta due avversari e conclude con freddezza per il 3-0. L’Atalanta prova a farsi vedere al 63’ con Krstovic, ma senza esiti.
I parigini gestiscono il vantaggio con lunghi fraseggi e possesso palla, mentre gli orobici tentano un pressing più alto, aprendo inevitabilmente spazi dietro.
Un errore di Hien rischia di costare caro, ma ancora un Carnesecchi mostruoso si supera ancora su Gonçalo Ramos.
Nei minuti di recupero lo stesso Ramos chiude il match con un elegante pallonetto, approfittando di una disattenzione di Bellanova per il 4-0 finale.
Bayern Monaco-Chelsea 3-1
Il Bayern apre la sua avventura europea con un successo convincente sul Chelsea, superando i campioni del mondo in carica per 3-1.
A indirizzare subito la gara è un episodio sfortunato per gli inglesi: al 20′ Chalobah devia nella propria porta un cross di Olise, dando così il vantaggio ai tedeschi.
Il raddoppio arriva poco dopo: rigore trasformato da Harry Kane al 27′ e 2-0 per i bavaresi alla mezz’ora.
I Blues però non si arrendono e al 38′ trovano il gol che li rimette in corsa con Palmer, bravo a sfruttare un’incertezza della retroguardia del Bayern per siglare il 2-1. Dopo l’intervallo, Kompany rimescola le carte: Kim subentra a Tah, mentre Boey sostituisce l’infortunato Stanisic.
Al 63’ arriva il colpo del ko: ancora Kane, implacabile, firma la sua doppietta e porta il risultato sul 3-1. Il Chelsea tenta una reazione nel finale e all’89’ Palmer trova di nuovo la rete, ma il Var interviene per segnalare una posizione irregolare, annullando il potenziale 3-2 che ci avrebbe consegnato un finale tutto da gustare.
Nonostante qualche brivido, il Bayern si porta a casa i primi tre punti della campagna europea, dimostrando di essere la solita corazzato, in un debutto tutt’altro che semplice contro una squadra molto ben organizzata come il Chelsea di Maresca.
Liverpool-Atletico Madrid 3-2
Il match parte subito in salita per gli uomini di Simeone: dopo appena sei minuti i reds conducono già per 2-0, grazie a Robertson e Salah, bravi a sfruttare un avvio contratto dei Colchoneros.
Nonostante il doppio svantaggio, l’Atletico non si arrende e trova nuova linfa nel finale di primo tempo, con Marcos Llorente che accorcia le distanze nei minuti di recupero.
Nella ripresa, la squadra di Slot gestisce male il vantaggio, lasciando spazio alla reazione spagnola. All’81’ l’Atletico riapre totalemente la gara: è ancora Llorente a colpire, firmando il gol del pareggio che sembra indirizzare la partita verso gli spagnoli, con i reds che si fanno recuperare il doppio vantaggio.

Il Liverpool, però, non muore mai e, al minuto 92, arriva il colpo del ko: calcio d’angolo, Van Dijk svetta su tutti e segna il gol vittoria, facendo esplodere Anfield.
La tensione si taglia con il coltello quando la Kop, l’iconica curva del Liverpool, provoca Simeone che perde le staffe e viene espulso.
Nel finale le emozioni non si esauriscono: Ekitike fallisce clamorosamente il possibile 4-2, mentre sull’azione successiva Sorloth ha la palla del 3-3, ma conclude troppo debolmente, facilitando l’intervento di Alisson.
Al fischio finale Anfield può finalmente tirare un sospiro di sollievo, con i reds che partono con il piede giusto in Europa, conquistando tre punti pesantissimi contro un avversario duro e mai domo.