Juventus-Borussia Dortmund 4-4
Nel debutto in Champions sulla panchina bianconera, Igor Tudor cambia alcune pedine rispetto al match con l’Inter, schierando un attacco a tre con David, Openda e Yildiz.
Il tecnico croato rivoluziona anche il centrocampo, arretrando Koopmeiners e preferendo Cambiaso e McKennie sulle fasce. In difesa torna Kalulu, mentre Gatti e Vlahovic iniziano dalla panchina. Importante recupero per Conceiçao, out contro l’Inter per delle noie muscolari, rientra nella lista dei convocati pur non giocando neanche un minuto.
Il Borussia Dortmund, falcidiato dagli infortuni in difesa, adatta Ryerson e Bensebaini come centrali improvvisati. Kovac recupera però Sabitzer a centrocampo e affida l’attacco ad Adeyemi, Beier e Guirassy.
Nonostante la formazione offensiva, la Juventus mostra un atteggiamento inizialmente eccessivamente prudente, con una manovra lenta, poco brillante e priva di intensità .
Yildiz è costretto a coprire ampie zone di campo, mentre David e Openda faticano a trovare intesa e posizione in campo.
Il Borussia gestisce meglio il possesso, ma la prima frazione è in realtà abbastanza soporifera: poche occasioni e portieri praticamente inoperosi. L’unico intervento significativo è di Kobel su un tiro deviato da Thuram.
Nella ripresa il match si trasforma in uno spettacolo irripetibile. Al 51′, Beier sfiora il gol colpendo il palo da posizione impossibile e, un minuto dopo, Adeyemi apre le danze con un sinistro all’angolino, stappando la partita. La Juve si scopre di più sbilanciandosi, dando l’opportunità a Guirassy di presentarsi a tu per tu con Di Gregorio, che però evita il raddoppio con una super parata.
Il pareggio arriva poco dopo grazie a una prodezza di Yildiz, che, con un destro a giro degno del miglior Del Piero, pareggia la gara. La gioia dura poco: Nmecha firma l’1-2 al 65’ con un bel piazzato da fuori area.
Da qui parte lo show di Dusan Vlahovic che, entrato da pochi minuti, si presenta solo davanti a Kobel e non sbaglia, riportando il punteggio in parità al 67’ su assist di Yildiz.
Il copione continua a sorprendere: al 74’ Yan Couto sfrutta un errore di Thuram e segna il 2-3, con la forte complicità di Di Gregorio che si fa beffare sul suo palo. La Juve alza subito il baricentro, Yildiz colpisce un palo, ma il Dortmund approfitta degli spazi e conquista un rigore per mano di Kelly.
Dopo una lunga diatriba con Guirassy, è Bensebaini a trasformare dagli undici metri con grande freddezza, con il Borussia che allunga sul 2-4 all’86’.
Il Dortmund, forte del doppio vantaggio, difende con qualche superficialità e, al 94’, Vlahovic con un gol da vero numero 9 accorcia le distanze e porta i bianconeri sul 3-4.
Ma, con l’arbitro ormai con il fischietto in bocca, la Vecchia Signora si riversa in avanti alla ricerca del pareggio e all’ultimo minuto dei sei di recupero, Vlahovic si improvvisa assist man e serve un cross perfetto sulla testa di Kelly, che di testa firma il folle 4-4.
Dopo una lunga attesa a causa del controllo Var sulla posizione dell’inglese, l’arbitro Letexier convalida la rete, mandando il pubblico dello Stadium in visibilio.
Real Madrid-Olympique Marsiglia  2-1
Il Real Madrid debutta in Champions League con un successo sofferto per 2-1 contro il Marsiglia, riuscendo a rimontare nel secondo tempo nonostante l’inferiorità numerica.
I padroni di casa iniziano con intensità , spingendo sin dai primi minuti e sfiorando il gol con un palo colpito da Mastantuono già al 6’.
Nel momento migliore per la squadra di Xabi Alonso però arriva però il vantaggio dei francesi: al 22’ Greenwood serve Weah, che batte Courtois e porta il Marsiglia il vantaggio, gelando il Bernabeu.

Il Real però reagisce immediatamente: al 28’ Mbappé trasforma il rigore conquistato da Rodrygo, riportando il punteggio in equilibrio. Rulli tiene in partita il Marsiglia a più riprese, neutralizzando diverse conclusioni degli spagnoli e chiudendo il primo tempo sull’1-1.
La ripresa si apre con il Real ancora all’attacco, ma al 72’ la situazione si complica: Carvajal, entrato in campo dopo l’uscita di Alexander-Arnold, viene espulso dopo un confronto con Rulli, rivisto al Var. Con un uomo in meno, la pressione sulle Merengues aumenta, ma la squadra non si scompone.
All’81’ arriva l’episodio decisivo: il Real conquista un secondo calcio di rigore, molto contestato, e ancora una volta trasformato con freddezza da Mbappé, che completa la rimonta e sigla la sua doppietta personale. I madrileni resistono nel finale in 10, portando a casa tre punti importanti per iniziare nel migliore dei modi la campagna europea.
Tottenham-Villarreal 1-0
Parte con il piede giusto anche l’avventura del Tottenham in Champions League, grazie a una vittoria di misura contro il Villarreal.
Il match si sblocca dopo appena quattro minuti, quando un cross di Bergvall dalla destra viene mal gestito dal portiere Luiz Junior, che devia maldestramente il pallone nella propria rete, regalando l’1-0 agli Spurs.
Il vantaggio immediato permette agli inglesi di controllare il gioco per tutta la prima frazione, resistendo ai timidi tentativi di reazione del Villarreal, che si affida soprattutto a conclusioni dalla distanza, senza mai impensierire davvero la retroguardia avversaria. La prima metà si chiude senza ulteriori emozioni.
Nel secondo tempo i ritmi calano ulteriormente, con il Tottenham che gestisce il possesso palla senza forzare, limitandosi a mantenere l’equilibrio e cercare il raddoppio solo in rare occasioni. Il Villarreal, poco brillante, non trova le energie né le idee per rientrare in partita, e la gara si avvia lentamente verso il fischio finale.
Gli Spurs portano così a casa i primi tre punti della competizione, mentre la formazione spagnola esce sconfitta senza mai essere realmente pericolosa.
Benfica-Qarabag  2-3
Clamorosa impresa del Qarabag, che espugna il campo del Benfica con una rimonta da manuale, recuperando uno svantaggio di due reti e vincendo per 2-3.
Il Benfica parte fortissimo e sembra avere il pieno controllo del match: al 6’ Barrenechea sblocca il risultato, e al 16’ Pavlidis raddoppia, portando i portoghesi sul 2-0 in appena un quarto d’ora.
Con il doppio colpo iniziale, il Benfica dà l’impressione di poter archiviare facilmente la pratica, ma il Qarabag non si arrende. Alla mezz’ora Andrade approfitta di una brillante giocata di Duran e accorcia le distanze, riaprendo una gara che sembrava già indirizzata.
Nella ripresa, la squadra azera entra con un altro piglio e trova subito il pareggio: questa volta è Duran a segnare, completando la sua serata d’oro dopo aver ricevuto l’assist da Jankovic.
Il Benfica tenta una reazione e sfiora il nuovo vantaggio colpendo un palo con Rios, ma è il Qarabag a trovare l’episodio decisivo nel finale.
All’86’ Zoubir serve un pallone perfetto per Kashchuk, che firma la rete del definitivo 2-3 e completa una delle rimonte più sorprendenti di questa giornata europea.
I portoghesi, a secco di punti, escono dal campo con una cocente delusione. Gli azeri, invece, festeggiano tre punti dal peso specifico altissimo.
Athletic Bilbao-Arsenal 0-2
Esordio convincente anche per l’Arsenal in campo europeo, che supera 0-2 l’Athletic Bilbao a San Mames conquistando i primi tre punti del girone.
Nel primo tempo i londinesi mantengono il controllo del gioco, cercando insistentemente di servire Gyökeres, che nonostante un brutto taglio sfiora il gol di testa. I baschi, però, tengono botta e si va all’intervallo sullo 0-0.
Anche in avvio di ripresa, l’attaccante svedese crea pericoli, ma l’equilibrio si rompe solo al 72’: Martinelli, appena entrato, finalizza un rapido contropiede orchestrato da Trossard, superando Unai Simón con un tocco preciso. L’Athletic prova a reagire, ma la spinta offensiva non produce occasioni da gol nitide.

Nel finale, all’87’, arriva il colpo del definitivo ko: Martinelli ricambia il favore e serve l’assist perfetto per il raddoppio di Trossard, che chiude la partita. L’Arsenal si impone con autorità e torna da Bilbao con un successo importante. L’Athletic, invece, deve incazzare una sconfitta casalinga all’esordio.
PSV Eindhoven-Union Saint-Gilloise 1-3
Esordio amaro per il PSV Eindhoven, che cade in casa contro l’Union Saint-Gilloise per 1-3 in una gara dominata dalla formazione belga. L’Union parte con grande intensità e sblocca il match già al 9’ grazie a un rigore trasformato da David, che spiazza il portiere e gela il pubblico olandese.
Il PSV fatica a reagire e al 39’ subisce il raddoppio firmato da Hadj, bravo a sfruttare una disattenzione difensiva per siglare il 2-0. Le squadre vanno così all’intervallo con gli ospiti avanti di due reti e con il PSV apparsi spento e in difficoltà sul piano del gioco.
Nella ripresa la situazione non cambia: l’Union gestisce il vantaggio con ordine e intensità , impedendo agli olandesi di costruire occasioni pericolose. All’81’ arriva il colpo del definitivo ko, con Mac Allister che chiude la partita firmando il 3-0.
Nel finale, il PSV riesce solo a segnare il gol della bandiera al 90’ con Ruben van Bommel, figlio dell’ex calciatore Mark, ma la rete non cambia l’esito di un match a senso unico. L’Union Saint-Gilloise porta a casa tre punti meritatissimi, mentre per il PSV si tratta di una sconfitta pesante davanti al proprio pubblico.