Perché i calciatori più talentuosi di solito indossano la maglia numero 10? Questa tradizione si è mantenuta anche nel momento in cui, negli anni ’90, si è scelto di adottare le maglie personalizzate con il nome di ciascun calciatore. In passato si giocava, come è noto, con le casacche dall’1 all’11, senza alcun tipo di elemento che richiamasse ad una singola appartenenza del numero.
La maglia numero 10 nel calcio
Anzi forse questa scelta regolamentare ha reso ancora più leggendaria la 10 del Napoli appartenuta a Maradona (ancora non c’era la numerazione libera), la 10 della Juventus a Del Piero e la 10 della Roma a Totti. Per non parlare poi ovviamente di Messi e altri come Neymar. A cambiare la storia di questo numero fu il fatto che ai Mondiali del 1958, la indossava il diciassettenne Pelè.
Secondo la leggenda ci fu anche una sorta di casualità, perché la numerazione fu distribuita quasi a caso poiché il Brasile non avrebbe mandato ai tempi le proprie scelte. Da quel momento la 10 del Brasile appartenne sempre a lui e la sua storia la conoscono tutti.
Appartenuta ad una leggenda
Secondo alcuni esiste un calcio prima e dopo Pelè. Oggi ci si interroga quale sia il talento più formidabile della storia di questo sport, ma forse nessuno come lui ne ha creato una dimensione planetaria. Ecco, perché tra l’altro il 29 dicembre non può essere una data come le altre. Sono, infatti, trascorsi tre anni da quando nell’anno 2022 Edson Arantes Do Nascimento morì e tutto il mondo del calcio si fermò per dare il giusto riconoscimento a chi può essere considerato a dir poco leggendario. E ancora oggi vale la pena ricordare le gesta di un calciatore che è riuscito a segnare 1281 gol in carriera. Si parla di un calciatore che inoltre è riuscito a vincere ben tre Mondiali con il Brasile: 1958, 1962 e 1970. Tutti record che, ad oggi, sembrano imbattibili.