I Maldini: una dinastia a braccetto con il calcio

Da Cesare a Daniel passando per Paolo, come la famiglia Maldini ha scritto la storia di questo sport

Minuto 73 di ItaliaIsraele del 14 ottobre 2024. Daniel Maldini, figlio di Paolo e nipote di Cesare, fa il suo esordio in Nazionale e lo fa nello stesso stadio in cui papĆ  Paolo aveva debuttato in A a 16 anni. Corsi e ricorsi storici che non accennano a fermarsi.

Chi conosce il calcio sa quanto sia difficile giocare a un livello sufficientemente alto da arrivare in Serie A, non considerando nemmeno quanto sia difficile essere in una Nazionale che porta solo i migliori calciatori di ogni paese.

Le probabilità sono praticamente una su un milione e, nel caso della famiglia Maldini, questo avviene da tre generazioni consecutive. Da Cesare a Paolo e infine Daniel, tutti e tre sono riusciti ad affermarsi a livelli talmente alti da guadagnarsi la Nazionale italiana e, specialmente con Paolo, un posto tra più grandi di tutti i tempi in questo sport.

Cesare Maldini, padre di Paolo e nonno di Daniel, ĆØ stato una leggenda del Milan, con cui ha giocato oltre 400 partite. Per lungo tempo capitano della squadra, ha portato la fascia anche in nazionale, collezionando 14 presenze e partecipando al Mondiale del 1962.

Come allenatore, ha guidato l’Italia Under-21, vincendo tre Europei consecutivi (1992, 1994, 1996) e ha poi condotto la nazionale maggiore al Mondiale del 1998, quando gli azzurri persero ai rigori con la Francia nei quarti di quel Mondiale. In precedenza era anche stato vice di Enzo Bearzot durante il trionfo al Mondiale del 1982.

Cesare Maldini salì alla ribalta come terzino, impiegato indifferentemente sia sulla fascia sinistra sia su quella destra. È stato protagonista di una parabola che sarebbe stata replicata anni dopo dal figlio Paolo, ha poi ricoperto negli anni conclusivi della sua carriera il ruolo di libero che, come lui stesso ha ammesso, gli ha allungato la carriera, non avendo più la corsa di un tempo.

Paolo Maldini, figlio di Cesare, si ĆØ affermato nella sua straordinaria e molto longeva carriera come uno dei difensori più forti di tutti i tempi, se non il più forte. Nonostante il suo livello fosse altissimo, non ebbe mai grande successo con la maglia azzurra, complici anche le sfortunate eliminazioni dell’Italia ai Mondiali del 90’, del 94’ e del 98’, tutte e tre subite ai calci di rigore.

Fortuna diversa invece ebbe con la maglia di club, dove, con il Milan, riuscì a vincere praticamente tutto. Come il padre, Paolo è stato un difensore molto duttile, capace di ricoprire tutti i ruoli della difesa. Praticamente ambidestro, poteva ricoprire il ruolo di terzino sinistro pur essendo un destro naturale, e naturalmente, anche quello di terzino destro.

Andando avanti nella sua carriera ĆØ stato spostato al centro, con risultati eccellenti, essendo molto abile nei tackle, nel gioco aereo e nel posizionamento in campo. Nel suo bagaglio di qualitĆ  troviamo anche un’ottima velocitĆ , forza fisica e qualitĆ  palla al piede, oltre che doti di carisma e leadership, che lo hanno reso molto competitivo anche nelle fasi finali della sua carriera quando, fisiologicamente, il suo corpo non rispondeva più come un tempo.

Infine arriviamo a Daniel Maldini, la sorpresa di questo inizio di campionato che ha comportato la sua convocazione in nazionale.

Daniel, in campo, agisce molto più in avanti rispetto al padre e al nonno, perlopiù da centrocampista offensivo. Negli anni precedenti abbiamo visto le sue giocate, ma, fino ad oggi, non le aveva mai mostrate con questa continuità. Abile nel dribbling e nei passaggi, nella visione di gioco e nel controllo di palla. Serietà e comportamenti mai fuori dalle righe hanno caratterizzato e aiutato il percorso di crescita di Daniel, molto simile nel carattere rispetto al padre e al nonno.

La carriera di Daniel in Serie A ĆØ iniziata dove avevano lasciato i suoi parenti: dal Milan. LƬ ha collezionato quindici presenze in due anni tra il 2020 e il 2022 mostrando sprazzi di grande talento ma, considerata l’etĆ  e la difficoltĆ  a trovare spazio, hanno deciso di mandarlo in prestito allo Spezia prima e all’Empoli poi, per trovare minutaggio e maggiore continuitĆ .

L’esplosione ĆØ avvenuta quest’anno al Monza dove, con cinque gol in diciotto presenze, si ĆØ fatto notare dal CT della Nazionale Luciano Spalletti che ha deciso di dare una chance al 23enne.

Quello che tutti ci auguriamo ĆØ che Daniel riesca a ripercorrere le gesta di chi, prima di lui, ha indossato la maglia con scritto Maldini e che, per la Nazionale, diventi un punto fermo e abbia gli stessi successi dei suoi parenti.

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