L’approvazione da parte del Consiglio Federale alla modifica alla soglia del “costo del lavoro allargato”, passato dal tetto massimo dell’80% al limite del 70%, rischia di far annaspare diverse società nel nostro campionato.
Oltre alla Lazio, che già questa estate ha dovuto fare i conti con il blocco del mercato, anche Napoli, Atalanta, Fiorentina, Torino e Genoa rischiano di dover rivedere pesantemente le loro strategie finanziarie per non incappare in multe o dover fronteggiare una o più sessioni di calciomercato bloccate.
La stretta progressiva su questo indice, che misura il rapporto tra il totale dei costi del personale (inclusi stipendi, contributi e ammortamenti dei cartellini dei calciatori) e i ricavi dei club, prevede però un’esclusione parziale dal conteggio: gli atleti Under 23 di nazionalità italiana non verranno infatti considerati nel calcolo, una misura studiata per favorire lo sviluppo dei vivai nazionali.
Il primo banco di prova sarà la sessione invernale di gennaio, che potrebbe vedere alcune squadre costrette a operare in regime di saldo zero, o a ricorrere a plusvalenze o ricapitalizzazioni per ottenere il via libera alle operazioni.

La situazione più critica è quella della Lazio, già soggetta a blocchi nella scorsa estate, ma anche gli altri cinque club citati potrebbero veder applicate alcune restrizioni.
Entro il 30 novembre, le società dovranno inviare i propri bilanci aggiornati al 30 settembre alla nuova Commissione di vigilanza, che ne valuterà la solidità economica. Solo dopo l’approvazione della FIGC si conoscerà l’esito definitivo e le eventuali sanzioni o limitazioni.
Questo sistema, che spingerà i club verso una maggiore sostenibilità finanziaria, rischia anche di avere un impatto significativo sulla competitività del campionato, per chi non riuscirà a correggere il proprio modello economico nei tempi previsti.