Italia a picco in Norvegia: una sconfitta che suona come campanello d’allarme

Una prestazione imbarazzante mette a rischio la qualificazione ai Mondiali 2026

L‘Italia esce con le ossa rotte dalla sfida contro la Norvegia, perdendo 3-0 in un match che non lascia spazio a giustificazioni. Con una prestazione che ha mostrato tutte le fragilità della squadra, l’Italia si trova ora a dover affrontare la realtà di un cammino verso i Mondiali 2026 sempre più incerto. La sconfitta arriva in un momento cruciale, con il rischio concreto di saltare la qualificazione, che potrebbe significare il terzo Mondiale consecutivo senza gli Azzurri. Le responsabilità non sono solo del ct Spalletti, ma anche della dirigenza della FIGC, che ha confermato il tecnico dopo la deludente campagna europea del 2024.

Nessuna reazione in campo e un’idea di gioco assente

L’Italia inizia il match cercando di controllare il gioco, ma la manovra risulta confusa e inconcludente fin dai primi minuti. Nonostante un 66% di possesso palla, la squadra non riesce a finalizzare nemmeno un tiro in porta fino al 92′ con Lucca, segno di una totale impotenza offensiva. La Norvegia, compatta e ben organizzata, non concede spazio, annullando le poche iniziative degli Azzurri. Retegui, che aveva preso il posto di Kean, si è visto poco e nulla, soffocato dalla difesa norvegese, e gli errori individuali hanno peggiorato ulteriormente la situazione.

Il primo gol dei padroni di casa nasce proprio da un errore di Bastoni, che prima sbaglia un passaggio e poi non riesce a fermare il filtrante di Nusa per Sorloth, che non perdona e porta la Norvegia in vantaggio. La squadra di Spalletti non reagisce, anzi, continua a dimostrare scarsa lucidità, mentre la Norvegia si mostra padrona del campo, vincendo ogni duello.

Le decisioni tattiche e la mancanza di carattere

Nonostante i cambi effettuati da Spalletti, come l’ingresso di Frattesi per Rovella, l’Italia non riesce a svegliarsi. La mancanza di idee e la scarsa condizione fisica emergono in modo evidente. Non c’è rabbia, non c’è reazione agonistica, e l’unica nota positiva è l’ingresso di Lucca e Orsolini, ma senza alcun miglioramento tangibile. Al contrario, la Norvegia infierisce con il raddoppio di Nusa, che batte Donnarumma con un tiro potente dopo aver saltato Rovella.

Il terzo gol arriva in contropiede, quando Tonali perde palla, permettendo a Odegaard di lanciare Haaland che, con freddezza, supera il portiere azzurro e sigla il definitivo 3-0. Gli Azzurri sembrano incapaci di reagire, e l’atmosfera in campo e tra i tifosi italiani si fa sempre più pesante, con cori di protesta che si alzano dalla curva.

Una delusione che non può passare inosservata

Al termine di una partita che ha visto l’Italia dominare il possesso palla ma non riuscire a concludere, rimane il segno di una Nazionale che non ha mai dato l’impressione di poter riprendersi. Non basta il talento individuale di giocatori come Donnarumma, Udogie, Tonali o Raspadori, se la squadra non riesce a esprimersi come collettivo. La Norvegia ha avuto il merito di sfruttare ogni minima disattenzione, mentre gli Azzurri sono apparsi in balia degli eventi.

La prossima sfida, contro avversari più difficili, potrebbe risultare fatale. La qualificazione ai Mondiali 2026 ora è in forte pericolo, e le scuse da parte di giocatori, allenatore e dirigenza sono ormai inevitabili. Se la squadra non cambia radicalmente, il rischio di un altro fallimento internazionale sarà inevitabile.

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