Italiane in Europa: la Lazio contiene i danni con il Bodo/Glimt, la Fiorentina vince in casa del Celje

Brutta prova dei biancocelesti che rischiano un passivo ancora più pesante, la Viola ad un passo dalla semifinale

Europa League

Bodo/Glimt-Lazio  2-0

Far risultato in casa del Bodo non è facile per nessuno. Dopo il 6-1 con la Roma del 2021, anche la Lazio scopre le insidie che nasconde il sintetico norvegese, perdendo l’andata dei quarti di finale per 2-0 con un Mandas prodigioso, che ha permesso ai biancocelesti di contenere il passivo.

L’avvio di gara premia la maggiore familiarità dei padroni di casa con il sintetico: i norvegesi prendono subito il controllo del match, costruiscono con precisione e sfruttano le corsie laterali con intensità.

Pronti, via ed Hauge e Berg mettono subito alla prova i riflessi di Mandas, mentre Gila evita il peggio con un intervento risolutivo.

Il Bodo fa girare il pallone con pazienza, mantiene alta la pressione e detta i tempi di gioco, mentre la Lazio si chiude compatta dietro la linea della palla, provando a pungere in ripartenza.

I padroni di casa sprecano diverse occasioni, tra cui un assist preciso di Saltnes non sfruttato da Blomberg e un colpo di testa impreciso di Hogh.

Dall’altro lato, Isaksen si vede murare una conclusione da Gundersen e Haikin respinge un’incornata di Marusic.

Nella ripresa, Baroni cambia subito volto alla squadra con gli ingressi di Dele-Bashiru e Lazzari. Ma è ancora il Bodo a colpire: al 48’, un’azione centrale orchestrata da Berg e rifinita da Blomberg permette a Saltnes di sbloccare il risultato, punendo una retroguardia laziale troppo ferma.

Il gol apre spazi e le due squadre si allungano, con il Bodo che continua ad attaccare con efficacia. Bjorkan ferma Isaksen in un’azione pericolosa, mentre Saltnes manca due clamorose occasioni prima che Mandas respinga ancora un tentativo di Hauge.

Per dare maggiore peso offensivo, Baroni inserisce Castellanos al posto di Pedro, ma la Lazio non riesce a cambiare marcia.

 

 

Al 72’, il Bodo, dopo molti tentativi, trova finalmente il gol del raddoppio: Saltnes riceve in area da Hauge e, con un elegante pallonetto, supera Mandas per il 2-0. Un colpo pesantissimo che indirizza l’inerzia del match e forse anche della qualificazione.

Il Bodo continua a giocare con qualità e intensità fino al triplice fischio, sfiorando il terzo gol in più occasioni.

Solo un super Mandas evita il tracollo, si oppone prima a Saltnes e poi a Bjortuft. Grazie alle sue parate, la Lazio mantiene vive le speranze in vista della sfida di ritorno, ma serve una prova ben diversa per ribaltare il risultato.

 

Conference League

Celje-Fiorentina  1-2

Missione compiuta per la Fiorentina, che torna dalla trasferta in Slovenia con un gol di vantaggio, molto utile in ottica qualificazione, nonostante un finale ad alta tensione.

La squadra di Palladino, protagonista di un ampio turnover, gestisce il match con il minimo sforzo ma rischia grosso negli ultimi minuti, dove a salvare il risultato ci pensa un decisivo De Gea.

L’allenatore sceglie di far riposare elementi chiave come Gudmundsson (rimasto in panchina per tutta la gara) e inserire Dodo e Kean solo nei minuti finali.

Le scelte pagano a metà, perché il Celje, soprattutto nella ripresa, crea diverse occasioni da rete e sfiora il pareggio, rendendo la vittoria viola più sofferta del previsto.

Il primo tempo allo Z’dežele Stadium si gioca a ritmi blandi, con poche emozioni e un possesso palla sterile da entrambe le parti. I padroni di casa provano ad affacciarsi in avanti nei primi minuti ma non riescono a rendersi pericolosi con continuità.

La Fiorentina, senza forzare, passa in vantaggio al 27’ con Ranieri, che si libera di due avversari e calcia in porta trovando la complicità di Ricardo Silva: il portiere del Celje si fa sfuggire il pallone sotto le gambe in modo clamoroso.

 

 

La ripresa si apre con maggiore intensità. Svetlin impegna subito De Gea con un tiro centrale, poi al 60’ arriva l’episodio chiave: Mandragora viene colpito da un pestone in area da Karnicnik, l’arbitro inizialmente lascia correre ma dopo il richiamo del VAR assegna il rigore. È lo stesso centrocampista viola a trasformare dagli undici metri, portando i suoi sul 2-0.

Il raddoppio però dura poco. Cinque minuti più tardi, Fagioli perde palla in uscita e Pongracic interviene in netto ritardo su Matko: altro rigore, questa volta per il Celje, con Delaurier-Chaubet che spiazza De Gea e riapre la partita. Spinti dall’entusiasmo del gol, gli sloveni aumentano la pressione, cercando con insistenza il pareggio.

La Fiorentina rischia grosso al 79’, quando un errato retropassaggio di testa di Karnicnik libera Dodo, che cade in area ma l’arbitro non concede il penalty.

Nel finale il Celje assedia la porta viola, e qui emerge tutta la classe ed esperienza di De Gea: l’ex portiere del Manchester United salva all’87’ su un colpo di testa di Vuklisevic e, nei secondi finali, nega il 2-2 anche a Edmilson, blindando un successo tanto sofferto quanto prezioso.

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