Europa League | Lazio-Bodo/Glimt 3-1 (2-3 dcr)
Nel ritorno all’Olimpico, la Lazio lotta fino all’ultimo ma deve arrendersi ai rigori contro il Bodo/Glimt, al termine di una sfida da cardiopalma.
Il tecnico Baroni sceglie di puntare su Castellanos come riferimento offensivo, sostenuto da Isaksen, Pedro e Zaccagni, mentre in mediana rientra Rovella.
I norvegesi, dopo la buona prestazione dell’andata, si presentano con la stessa formazione: Berg in regia, supportato dal tridente offensivo composto da Blomberg, Hogh e Hauge.
Il match parte con grande aggressività del Bodo, che pressa alto e costruisce azioni rapide nello stretto. Evjen tenta la prima conclusione, bloccata da Mandas, e poco dopo Marusic sventa una situazione pericolosa nata da un cross di Bjorkan.
La Lazio risponde salendo di ritmo e spingendo sugli esterni. Dopo alcuni tentativi, è Castellanos a sbloccare la gara con un colpo di tacco su assist di Isaksen, accendendo l’Olimpico.
Il Bodo reagisce con un colpo di testa impreciso di Blomberg, ma la squadra di Baroni continua a spingere. Pedro e Lazzari sfiorano il raddoppio, mentre Zaccagni colpisce la traversa di testa sul finire del primo tempo. Anche Mandas è protagonista con una bella parata su punizione di Berg.
La ripresa si apre con gli stessi ventidue in campo e con una Lazio determinata ad allungare. Baroni insiste sugli esterni e alza il baricentro, ma né Isaksen né Zaccagni riescono a concretizzare.
I cambi cominciano a modificare gli equilibri: Knutsen inserisce Fet, mentre Baroni risponde con Tavares e Dia per aumentare la pericolosità offensiva. I biancocelesti attaccano con insistenza, ma sprecano diverse occasioni, mancando di precisione nelle conclusioni.
Con il passare dei minuti e l’intensità che cresce, il match si apre ulteriormente. Mandas salva su Hogh in contropiede, mentre Haikin è reattivo su Pedro e Castellanos.
Baroni prova il tutto per tutto con Tchaouna, Vecino e Noslin. Proprio l’olandese trova il gol del 2-0 nel recupero, mandando la gara ai supplementari.
Durante l’extratime, le squadre rallentano e gestiscono le energie, ma l’ennesimo problema fisico costringe Nuno Tavares al cambio. Al 100’, la Lazio completa la rimonta con Dia che firma il tris su assist di Guendouzi, ribaltando il risultato dell’andata.
Tuttavia, il Bodo non si arrende: nel secondo tempo supplementare aumenta la pressione e pareggia i conti totali con un colpo di testa di Helmersen, facendo calare il gelo sugli spalti.

La sfida si decide ai rigori. Gli errori decisivi di Tchaouna, Noslin e Castellanos condannano la Lazio, mentre il Bodo/Glimt, nonostante gli errori di Hauge e Berg, riesce a spuntarla.
Il Bodo/Glimt raggiunge così il miglior risultato europeo della storia di tutti i club norvegesi, spegnendo così le velleità dei biancocelesti, dopo una prestazione tutto cuore.
Conference League | Fiorentina-Celje 2-2
La Fiorentina fatica ma riesce a strappare la qualificazione alla semifinale di Conference League per la terza stagione consecutiva, grazie a un gol determinante di Moise Kean nel secondo tempo.
Una partita tutt’altro che semplice, contro un Celje coriaceo e sorprendente, capace di rimontare e portarsi addirittura in vantaggio, sfiorando l’impresa al Franchi.
La formazione viola, priva di elementi chiave come Dodo, Zaniolo, Moreno e l’infortunato Colpani, si affida a Folorunsho e Parisi sulle corsie esterne, mentre Gudmundsson e Kean compongono la coppia d’attacco scelta da Palladino.
Gli sloveni, invece, confermano in blocco la squadra dell’andata, con Seslar e Matko come riferimenti principali.
L’inizio è equilibrato, con la prima vera occasione per i toscani che arriva dalla testa di Pongracic, senza fortuna. Al quarto d’ora lo stesso difensore veste i panni dell’assist-man, ma il diagonale di Kean è neutralizzato dal portiere Silva.
Il Celje reagisce con una conclusione di Svetlin che costringe De Gea a rifugiarsi in angolo. La Fiorentina spinge e sfiora il gol due volte, prima con Mandragora e poi con Ranieri, finché, al 37’, arriva il meritato vantaggio: Mandragora, servito in profondità da Pongracic, insacca con un destro preciso sul palo lontano.
Nel recupero del primo tempo De Gea salva ancora i suoi, ma nella ripresa la situazione si complica. In undici minuti, il Celje ribalta completamente la gara: al 54’ Matko sorprende Parisi e pareggia i conti, poi Nemanic, dimenticato da Pongracic, di testa firma il sorpasso.

La doppia beffa però dura pochissimo: Mandragora serve Kean in profondità, l’attaccante salta Nieto e batte Silva con un destro angolato. L’arbitro inizialmente annulla per fuorigioco, ma il Var conferma la regolarità del gol.
Nel finale, la tecnologia è ancora protagonista, con due reti annullate alla Fiorentina. Al 77’ Ranieri insacca a porta vuota dopo un’uscita sbagliata di Silva e un tocco fortuito di Karnicnik, ma il fuorigioco è evidente.
Stessa sorte all’89’ per Kean, che segna sotto la traversa su assist di Richardson, ma anche stavolta l’azione parte da una posizione irregolare.
Nonostante le difficoltà e gli spaventi, la Fiorentina archivia la pratica Celje e si prepara ad affrontare il Betis in semifinale, con andata a Siviglia il primo maggio e ritorno l’8 al Franchi.
Servirà però una prestazione di maggiore solidità per tentare di tornare in finale e vendicare le sconfitte delle scorse edizioni contro West Ham e Olympiacos.