Italiane in Europa: le romane vincono all’ultimo respiro, la Fiorentina affonda ad Atene

Roma e Lazio conquistano due vittorie pesantissime, per la Viola tutto rimandato al ritorno al Franchi

Europa League

Roma-Athletic Bilbao  2-1

L’incontro inizia con un buon ritmo, caratterizzato da intensità ma anche da una certa prudenza da entrambe le parti.

La prima occasione degna di nota arriva al 21′, quando Dovbyk, ben servito da Pisilli, si invola verso la porta scivolando al momento del tiro, mancando quindi l’impatto con il pallone e favorendo l’intervento del portiere.

Il match rimane bloccato, con poche incursioni pericolose dei fratelli Williams e una prestazione a sprazzi di Dybala. Proprio l’argentino, al 41′, sfiora il vantaggio: dopo un ottimo lavoro di protezione palla in area di Baldanzi, la “Joya” calcia di sinistro e colpisce in pieno la parte bassa della traversa.

Nel recupero, l’Athletic Bilbao crea l’unica vera occasione della prima frazione con Sannadi, il cui tiro al volo su cross di Inaki Williams finisce sul fondo.

La ripresa si apre con il gol del vantaggio basco: dopo appena 5 minuti, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Paredes svetta e serve di testa Inaki Williams, che da pochi passi insacca sotto la traversa. Un’ingenuità difensiva della Roma che ha lasciato troppo spazio agli avversari.

La risposta dei giallorossi è immediata e generosa, con Baldanzi che però spreca una grande chance sparando alto su assist di Dybala.

Poco dopo, anche Pisilli sfiora il pareggio, ma a rimettere in equilibrio il risultato è alla fine Angelino, che raccoglie il passaggio di Celik e batte con un destro preciso Agirrezabala, siglando l’1-1.

La partita rimane combattuta, senza grandi occasioni da entrambe le parti, fino agli ultimi minuti quando un episodio cambia l’inerzia del match: Alvarez riceve il secondo giallo e lascia l’Athletic in dieci uomini, complicando anche i piani per il ritorno data l’assenza di Vivian per infortunio.

La Roma tenta l’assalto finale con il neoentrato Soulé, ma è Shomurodov, all’ultimo secondo, a regalare la vittoria ai giallorossi. L’attaccante uzbeko, su un pallone servito in area da Saelemaekers, si gira rapidamente e con un tocco preciso trova l’angolino, facendo esplodere l’Olimpico.

 

 

Viktoria Plzen-Lazio  1-2

Privata di Hysaj, Dele-Bashiru, Castellanos e Zaccagni, la Lazio affronta il Viktoria Plzen schierando Noslin come riferimento offensivo, supportato da Isaksen, Dia e Pedro sulla trequarti. Guendouzi e Rovella si occupano della regia.

Sul fronte opposto, Koubek punta su Durosinmi e Vydra in avanti, con Sulc dietro le punte e un centrocampo rafforzato da Memic, Cerv, Kalvach e Cadu.

Le condizioni del terreno di gioco alla Doosan Arena influenzano l’approccio della Lazio, che in avvio gestisce il possesso con pazienza, cercando di sfruttare l’ampiezza senza rischiare troppo.

Il Viktoria Plzen, invece, adotta una tattica più attendista, chiudendo gli spazi in difesa e ripartendo con velocità, puntando sulla fisicità di Durosinmi.

Il match inizia quindi con ritmi bassi e si sblocca solo dopo dieci minuti, quando Sulc trova la rete sugli sviluppi di un corner, gol poi annullato per fuorigioco di Dweh.

L’episodio costringe la Lazio ad aumentare l’intensità: Jemelka neutralizza un cross insidioso di Nuno Tavares, ma poco dopo Romagnoli svetta su calcio d’angolo e porta in vantaggio i biancocelesti con una bella incornata di testa.

La rete cambia l’inerzia della gara: il Viktoria alza il ritmo e prova a sorprendere la difesa laziale con tiri dal limite, mentre i capitolini sfiorano il raddoppio prima con Dia e poi con Isaksen.

La squadra di casa, però, spinge con determinazione e, pur esponendosi ai contropiedi, costringe la Lazio ad arretrare. Dia e Noslin hanno occasioni in ripartenza, ma non riescono a concretizzare.

Il secondo tempo si apre senza cambi, con la Lazio che cerca di gestire il vantaggio, mentre il Viktoria Plzen aumenta l’aggressività.

Un tentativo di Noslin termina alto, poi Durosinmi trova il pari con un colpo di testa, sfruttando una punizione di Kalvach e sorprendendo la difesa biancoceleste. La rete galvanizza i cechi, che sfiorano il raddoppio con Durosinmi e Memic, mettendo in difficoltà la Lazio che però resiste.

 

 

Baroni corre ai ripari inserendo Lazzari, Tchaouna e Vecino per dare freschezza alla squadra, ma la pressione avversaria non cala. Provedel salva su Memic, ma la Lazio fatica a tenere il possesso e ad abbassare il ritmo del Viktoria.

Poi, un episodio cambia tutto: Rovella viene espulso per un fallo su Sulc, lasciando la Lazio in dieci. Koubek ne approfitta e inserisce forze fresche, mentre Baroni opta per Patric al posto di Dia per riorganizzare la difesa.

Nel finale il Viktoria Plzen assedia l’area biancoceleste: Kopic segna, ma l’arbitro annulla per un tocco di mano. Poi anche Gigot rimedia un rosso diretto, lasciando la Lazio addirittura in nove uomini.

Sembra l’epilogo di una serata complicata, ma Provedel si oppone agli ultimi assalti e Isaksen, nel recupero, inventa un sinistro a giro che vale la vittoria. Un colpo da maestro che regala un risultato pesantissimo alla Lazio e avvicina i biancocelesti al passaggio del turno.

 

Conference League

Panathinaikos-Fiorentina  3-2

Dopo il successo in Serie A contro il Lecce, la Fiorentina di Palladino affronta il Panathinaikos all’Olympic Stadium di Atene nell’andata degli ottavi di Conference League.

Mentre i greci hanno conquistato il passaggio del turno eliminando il Vikingur Reykjavík nei playoff, i viola hanno chiuso al terzo posto la League Phase, dietro a Chelsea e Vitória Guimarães. Alla vigilia del match, Palladino ha chiesto personalità e coraggio alla sua squadra, affidandosi dal primo minuto al rientrante Kean.

L’inizio della Fiorentina è da dimenticare: dopo appena cinque minuti Swiderski firma l’1-0, sorprendendo Terracciano con un pallonetto preciso sotto l’incrocio. I greci insistono e al 19’ raddoppiano con Maksimovic, che ribadisce in rete una respinta corta del portiere viola su tiro di Djuricic.

La reazione della Fiorentina, però, non si fa attendere: meno di un minuto dopo, Gosens serve un cross perfetto e Beltran accorcia di testa, riaprendo immediatamente la gara.

La spinta viola continua e al 23’ Fagioli trova il 2-2 con un tiro deviato da Arao, che inganna Dragowski. La rimonta sembra completata poco prima dell’intervallo, quando Moreno segna il gol del possibile vantaggio, con la rete che però viene annullata per fuorigioco.

Nella ripresa, al 55’, Tete sfrutta un varco centrale e batte Terracciano sul primo palo, riportando avanti il Panathinaikos.

 

 

La Fiorentina prova a reagire con Ranieri e Kean, ma fatica a creare occasioni pericolose. Terracciano evita il tracollo su un tiro di Ounhai, ma nel finale i viola rischiano di subire il quarto gol: solo un intervento del portiere e il palo negano la doppietta a Djuricic.

La sfida si chiude con una sconfitta per 3-2, un risultato negativo che però lascia ancora tutto aperto per la Viola, chiamata ora a ribaltare il punteggio nel ritorno al Franchi.

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