Bologna-Lecce 1-0
Il Bologna conquista una vittoria di misura contro un Lecce resiliente grazie a un gol di Orsolini, che sblocca la gara nel finale. I rossoblù insistono e creano molte occasioni ma gli ospiti, anche grazie alle decisive parate di Falcone, riescono a proteggere il fortino fino all’85’.
Nel primo tempo i padroni di casa partono subito all’attacco: De Silvestri trova Castro, che costringe il portiere giallorosso a deviare in angolo già al 1′ minuto. Il Lecce risponde con qualche tentativo e al 32’ trova il gol con Rafia, che poi viene annullato per un fallo da Dorgu su Lucumì. Falcone salva ancora il b con due grandi interventi, neutralizzando le conclusioni di Ramadani e Castro poco prima dell’intervallo.
Nella ripresa la partita resta equilibrata, con poche occasioni degne di nota. All’85′ Orsolini segna il gol che deciderà il match, finalizzando un’azione di Ferguson e Miranda con una spizzata di testa che vale l’1-0 per il Bologna. Il Lecce tenta il tutto per tutto inserendo Rebic e Sansone, ma senza successo. Nel finale, i giallorossi chiedono un rigore su Pierotti, ma l’arbitro lascia correre, e il Bologna difende il vantaggio fino al triplice fischio.
Udinese-Juventus 0-2
Thiago Motta apporta modifiche importanti nell’undici titolare per la sfida contro l’Udinese, lasciando Conceicao, McKennie e Danilo in panchina e puntando sul rientrante Koopmeiners sulla trequarti, supportato da Yildiz e Weah sugli esterni a sostegno di Vlahovic. Dalla parte opposta, Runjaic, reduce dalla sconfitta beffa con il Venezia, inserisce Giannetti in difesa e struttura il centrocampo con Lovric, Karlstrom e Payero, mentre in attacco si affida al duo Thauvin–Davis, con Ehizibue e Zemura sulle fasce.
Inizio di gara con la Juve che domina il possesso e cerca di creare occasioni, sfruttando le imbucate di Koopmeiners e le incursioni dei suoi esterni. Thuram mette in difficoltà la difesa avversaria, ma né Vlahovic né lui riescono a concretizzare, e Okoye neutralizza un tiro di Cambiaso. La squadra di Motta mantiene il controllo del gioco, ma fatica a sfondare il blocco difensivo friulano, che però cede, complice un po’ di sfortuna, al 20’: Khéphren Thuram si libera con un tunnel e conclude verso la porta cogliendo prima il palo e poi la schiena di Okoye, con la palla che carambola in rete per lo 0-1 dei bianconeri. L’Udinese reagisce con intensità e alza il pressing, costringendo la Juve a difendersi con attenzione, mentre Thuram e Yildiz, in contropiede, costruiscono azioni pericolose. Prima della fine del primo tempo, Yildiz colpisce il palo con un destro a giro, sulla respinta si avventa Savona che ne approfitta per raddoppiare, portando la Juventus sullo 0-2.
Nel secondo tempo, Runjaic tenta di riaprire la gara, inserendo Zarraga ed Ebosse per dare freschezza alla squadra. L’Udinese aumenta il pressing e cerca il gol con insistenza, mentre la Juve difende compatta e costruisce con pazienza in verticale. Un gol di Davis viene annullato per una spinta su Gatti, mentre Bijol e Koopmeiners sfiorano la rete su azioni successive. Motta risponde inserendo McKennie e Conceicao dalla panchina, avanzando Yildiz come punta centrale con l’uscita di un opaco Vlahovic.
Nel finale, l’Udinese spinge ancora ma trova sempre la difesa juventina ben organizzata. Gatti e Di Gregorio si oppongono ai tentativi di Kamara e Lucca, che, qualche minuto più tardi, colpirà anche una traversa con un colpo di testa. Nonostante l’assalto finale, la Juve resiste e chiude il match, portando a casa tre punti preziosi.

Monza-Milan 0-1
Nonostante un primo tempo sofferto, il Milan riparte con una vittoria contro il Monza dopo il KO di San Siro con il Napoli. Decisivi Reijnders, a segno nel finale del primo tempo, e le parate di Maignan, che tiene a galla i rossoneri nella fase più complicata del match. Nella ripresa, il Milan alza il ritmo, con Theo Hernandez e Leao protagonisti sulla sinistra, ma restano alcune criticità difensive da risolvere in vista della prossima sfida contro il Real Madrid.
Fonseca schiera una formazione abbastanza rimaneggiata, lasciando inizialmente in panchina Leao e Tomori, sostituiti da Okafor in attacco e dalla coppia Thiaw-Pavlovic in difesa, mentre Morata e Pulisic cercano di creare spazi con continui scambi di posizione. Dall’altra parte, Nesta recupera Bondo, mentre Pessina non è al meglio e parte dalla panchina. In avvio il Monza appare più vivace e pericoloso, con Daniel Maldini che si mette in mostra. Un gol di Dani Mota viene annullato per fallo su Theo Hernandez, scatenando l’ira di Nesta. Al 16′, Maldini manca di poco il vantaggio dopo un assist di Pereira, e subito dopo è Maignan a negare il gol a Monza con due interventi prodigiosi, prima su un tiro di Maldini e poi su un colpo di testa di Pereira.
Il Milan sblocca il match poco prima dell’intervallo: Kyriakopoulos perde una palla sanguinosa e i rossoneri ripartono velocemente. Morata colpisce involontariamente Izzo, e Reijnders ne approfitta per segnare di testa, mandando i rossoneri al riposo sullo 0-1.
Nel secondo tempo, Fonseca inserisce Leao al posto di Okafor al 63′, e il portoghese porta nuova energia alla fascia sinistra, migliorando la prestazione di Theo Hernandez. Il Monza cala fisicamente e, nonostante gli inserimenti offensivi di Nesta, non riesce a creare altre vere occasioni. Theo e Leao sfruttano gli spazi concessi dalla difesa brianzola nel finale: Leao ha due ottime occasioni ma trova prima un super Turati e poi manca il bersaglio.
Napoli-Atalanta 0-3
Al Maradona l’Atalanta di Gasperini domina il Napoli e manda un chiaro messaggio per la corsa scudetto. Gli uomini di Conte subiscono una sconfitta pesante, che evidenzia alcune fragilità dei partenopei a pochi giorni dal big match contro l’Inter. La vittoria rotonda della Dea mette in luce le falle del Napoli, una squadra apparsa fumosa in fase offensiva e distratta dietro, priva di un piano efficace contro l’organizzazione impeccabile della squadra di Gasperini. Un Napoli reduce da una impressionante striscia positiva, torna ora con i piedi per terra e deve riflettere sui propri punti deboli.
La partita si sblocca subito: al 10′ Lookman infila Meret con un sinistro potente su assist di De Ketelaere, portando subito in vantaggio la Dea. Il Napoli prova a reagire con un tiro di McTominay che colpisce il palo, ma fatica a creare altre occasioni. Hien limita efficacemente Lukaku e il Napoli resta disorientato senza il suo punto di riferimento in avanti. Alla mezz’ora, De Ketelaere si libera dei difensori azzurri e serve ancora Lookman, che insacca con un destro potente e preciso, portando i bergamaschi sullo 0-2. Il Napoli cerca insistentemente il gol con Lukaku, ma Hien e la difesa atalantina resistono, chiudendo il primo tempo in netto controllo.
Nella ripresa, Conte inserisce Ngonge e Raspadori per avere più armi davanti, ma la strategia lascia spazio ai contropiedi letali dell’Atalanta. I bergamaschi difendono e colpiscono in transizione, neutralizzando ogni tentativo d’attacco dei partenopei. Anche i cambi successivi, con Neres e Simeone, non portano i risultati sperati al Napoli. Nel finale Retegui, appena entrato, sigilla il risultato con un gran tiro al volo, portando il punteggio sullo 0-3 finale, confermando il dominio dell’Atalanta che replica il successo dell’anno precedente.

Torino-Fiorentina 0-1
La Fiorentina continua la sua marcia vincente, ottenendo un altro successo importante all’Olimpico Grande Torino. I viola di Palladino si impongono per 0-1 contro il Torino di Vanoli, in difficoltà e nuovamente sconfitto. Il gol decisivo arriva al 41′ da un errore di Maripan su un lancio di Ranieri, che Kean sfrutta al meglio, battendo Milinkovic-Savic con freddezza.
La partita inizia in salita per i granata, che, già orfani di Duván Zapata, perdono un altro pezzo prezioso del loro scacchiere offensivo. Che Adams, infatti, è costretto ad uscire per infortunio, sostituto con Njie, il protagonista del gol vittoria nella partita precedente contro il Como. I viola, da subito attivi, mettono alla prova Milinkovic-Savic con un tentativo di cross di Sottil, ma il portiere è attento. L’equilibrio si rompe nel finale del primo tempo con il gol di Kean, che approfitta di una indecisione difensiva avversaria.
Nel secondo tempo il Torino cerca di reagire ma fatica a trovare spazi. Sanabria e Tameze tentano conclusioni senza successo e i cambi di Vanoli, che inserisce Lazaro e Ilic, non producono l’effetto sperato. Al legno di Pedersen per il Torino risponde poco dopo Mandragora, che colpisce un altro legno su punizione. Nel finale, Dodo crea un’ulteriore occasione per la Fiorentina, ma trova ancora Milinkovic-Savic pronto a respingere. I viola mantengono il vantaggio e siglano la settima vittoria consecutiva, confermandosi una delle squadre più in forma del momento.
Hellas Verona-Roma 3-2
Un’altra serata amara per la Roma di Juric, che cade al Bentegodi contro un Hellas Verona combattivo e affamato, uscendo sconfitta per 3-2. I gialloblù di Zanetti, dopo tre sconfitte consecutive, ritrovano la vittoria con determinazione mentre la Roma, sempre più scoraggiata, non riesce a trovare risposte in campo.
La gara, ricca di gol ed errori, comincia male per i capitolini: al 13’, un passaggio sanguinoso di Zalewski regala il vantaggio al Verona con Tengstedt. La Roma risponde con forza, ma più con foga nervosa che con ordine tattico: Soulé sbaglia un gol da pochi passi, per poi rifarsi poco dopo e pareggiare su assist dello stesso Zalewski.
L’equilibrio dura poco: il Verona torna subito avanti grazie a Magnani, che, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, segna il 2-1 tra le proteste della Roma per una gomitata su N’Dicka. Nella ripresa, la Roma prova a prendere il controllo del gioco con maggiore intensità, ma fatica a imporre il proprio dominio e si espone alle ripartenze pericolose dei gialloblù. Finalmente, una giocata di Dovbyk ristabilisce la parità: al 65’, l’attaccante vince un duello fisico e segna il 2-2, sfruttando un assist di Celik.
Quando la Roma sembra poter tentare il colpo finale, arriva invece il gol della beffa. A due minuti dal termine, Dailon Livramento sfrutta una verticalizzazione e resiste alla difesa romanista, servendo a Harroui il pallone del 3-2, che regala al Verona una vittoria preziosa e lascia in crisi la Roma.

Inter-Venezia 1-0
L’Inter conquista tre punti importanti in casa contro un combattivo Venezia, vincendo per 1-0 grazie a un gol di Lautaro Martinez e sfruttando il passo falso del Napoli per portarsi a -1 dalla vetta. Una vittoria sofferta e ricca di episodi, che regala fiducia ai nerazzurri in vista del prossimo big match a San Siro proprio contro i partenopei.
Inzaghi apporta qualche rotazione, schierando il solito 3-5-2 ma con Zielinski in regia e Barella a centrocampo, mentre riposa ancora Calhanoglu. Dall’altra parte, Di Francesco sceglie Oristanio in attacco accanto a Pohjanpalo, con Zampano a destra.
Dopo una fase di studio, l’Inter prende il controllo e sfiora il vantaggio al 15′ con Lautaro Martinez, che calcia su assist di Dumfries. La difesa del Venezia si dispone a uomo, e i nerazzurri cercano di creare spazi con fraseggi rapidi, senza però riuscire a trovare la precisione necessaria. Al 28’, Barella e Thuram sprecano un’occasione in un quattro contro due.Poco dopo, Stankovic salva il Venezia su un tiro di Mkhitaryan, mentre Sommer dall’altro lato si oppone a un tentativo pericoloso dell’ex Oristanio.
Nella ripresa, il Venezia inserisce Sverko e Busio, aumentando la pressione offensiva. L’Inter segna al 51’ con Mkhitaryan, ma il Var annulla per fuorigioco. Poco dopo, Sommer salva di nuovo i nerazzurri su un tiro pericoloso di Pohjanpalo. Al 65’, l’Inter riesce finalmente a sbloccare il match: Dimarco crossa dalla sinistra e Lautaro incorna con precisione, superando Stankovic e portando i nerazzurri in vantaggio.
Nonostante i tentativi del Venezia di pareggiare, l’Inter si difende con attenzione e sfiora il raddoppio in contropiede con Calhanoglu. Nel finale, il Venezia festeggia il gol del pareggio con Sverko al 97’, ma viene annullato per un fallo di mano. L’Inter può godersi tre punti preziosi che accorciano la distanza dal Napoli e preparano il terreno per la squadra dell’ex Antonio Conte.
Parma-Genoa 0-1
Parma e Genoa si sfidano in una gara combattuta al Tardini, con entrambe le squadre a caccia di punti dopo un solo successo a testa ottenuto finora. Gli emiliani sono reduci dal pareggio contro la Juventus, mentre i liguri cercano di riscattarsi dopo la sconfitta con la Fiorentina. Per il Genoa, la partita segna il ritorno di Mario Balotelli in Serie A, anche se parte inizialmente dalla panchina.
L’avvio è equilibrato, con il Genoa leggermente più intraprendente. Al 15’, il Parma subisce una battuta d’arresto quando Bernabé è costretto a lasciare il campo in lacrime per un infortunio. Pochi minuti dopo, il subentrato Haj Mohamed sciupa la prima vera occasione per i ducali, seguito da Mihaila che, su una punizione indiretta, non trova la porta. Sul finale del primo tempo, Frendrup sfiora il vantaggio per il Genoa, ma Suzuki è attento.
La ripresa si apre con una rete annullata a Thorsby per fallo di mano, mentre il Genoa aumenta la pressione. Al 58’, i liguri sfiorano il vantaggio con una doppia occasione di Pinamonti e Badelj, ma un palo e un salvataggio di Delprato tengono il Parma in partita. Al 70’, Ekhator segna, ma il gol viene annullato per fuorigioco. Il Genoa riesce finalmente a sbloccare il match all’80’: Pinamonti insacca sulla ribattuta di un tiro di Ekhator respinto da Suzuki.
All’85’, Balotelli torna in campo dopo 1701 giorni, segnando il suo ritorno in Serie A, anche se viene subito ammonito per proteste. Il Genoa conquista tre punti preziosi, salendo a quota 9 e agganciando proprio il Parma in classifica.
Empoli-Como 1-0
L’Empoli si impone 1-0 sul Como, infliggendo alla squadra di Fabregas la terza sconfitta di fila e portandosi al decimo posto in classifica. La partita al Castellani ha visto entrambe le squadre affrontare difficoltà tattiche: D’Aversa ha dovuto fare a meno di Fazzini, mentre Fabregas ha schierato un centrocampo d’emergenza con Engelhardt e Kempf adattato in mediana.
Il primo tempo è povero di emozioni, con entrambe le squadre incapaci di concretizzare. Il Como prova a rendersi pericoloso con Fadera e Belotti, ma i toscani chiudono bene gli spazi e limitano le azioni avversarie. Reina mostra qualche incertezza nella gestione palla, ma lo 0-0 al riposo è inevitabile.
La partita si sblocca a inizio ripresa: Pellegri segna per l’Empoli al 47′ con un preciso diagonale che batte Reina, portando i toscani in vantaggio. L’Empoli sfiora il raddoppio con Gyasi e Maleh, mentre Fabregas tenta il tutto per tutto con una formazione ultra-offensiva, inserendo Nico Paz, Cutrone, Gabrielloni e Cerri per cercare il pareggio. Il Como spinge ma senza successo, mentre l’Empoli va vicino al secondo gol con Colombo, fermato dal portiere Reina.
Con questa vittoria, l’Empoli raggiunge il decimo posto con 14 punti, agganciando il Torino. La crisi del Como si aggrava, restando fermo a 9 punti e a un solo punto di distanza dalla zona retrocessione, con Monza, Venezia e Lecce che inseguono. Fabregas ora è chiamato a una reazione, con l’incontro cruciale contro il Genoa all’orizzonte.
Lazio-Cagliari 2-1
La Lazio di Baroni conquista la terza vittoria consecutiva battendo il Cagliari 2-1 all’Olimpico, in una partita intensa e combattuta. La Lazio è aggressiva fin da subito, con Pellegrini titolare al posto dello squalificato Tavares e un attacco composto da Isaksen, Dia e Noslin a supporto di Castellanos. Dall’altra parte, Nicola schiera il Cagliari con Makoumbou e Adopo in mediana e Piccoli come terminale offensivo.
La Lazio parte forte e sblocca il match dopo appena tre minuti: Scuffet respinge male una punizione di Pellegrini e Dia ne approfitta per segnare il vantaggio. Il gol costringe il Cagliari a cambiare approccio e cercare il pareggio con maggiore intensità. I biancocelesti arretrano leggermente, puntando sulle ripartenze, ma il Cagliari aumenta la pressione e trova l’1-1 grazie a Zito Luvumbo, che realizza su deviazione di Gila poco prima dell’intervallo.
Nel secondo tempo, Baroni inserisce Vecino e passa al 4-3-3, aumentando il controllo a centrocampo e guadagnando metri. La Lazio spinge, ma il Cagliari si difende compatto, con Scuffet e Mina che respingono diversi tentativi. La svolta arriva quando Zaccagni entra in campo e conquista un rigore: Zortea commette fallo su Pellegrini in area e Zaccagni trasforma dal dischetto, riportando i biancocelesti in vantaggio. Poco dopo, il Cagliari perde sia Mina che Adopo per doppia ammonizione, restando in nove uomini e compromettendo la rimonta.
Nel finale, la Lazio gestisce il vantaggio, mentre il Cagliari chiude la partita con una sconfitta amara e due espulsioni. La Lazio consolida la propria posizione in classifica, restando vicina a Napoli e Inter, mentre per il Cagliari, nonostante una prestazione combattiva, la serata all’Olimpico si conclude nel peggiore dei modi.