La stangata della UEFA: squalifica di dieci anni ad un club per combine in Conference League

La UEFA usa il pugno duro: squalifica fino al 2035 ed undici persone coinvolte tra calciatori e dirigenti, due le squalifiche a vita

Mano pesante della UEFA che ha voluto infliggere all’FK Arsenal Tivat, club montenegrino, una sanzione esemplare a causa del coinvolgimento nella presunta manipolazione di un match nella Conference League del 2023/24.

A seguito di un’indagine approfondita, la squadra è stata esclusa dalle competizioni europee per ben dieci anni, con una sanzione economica di 500.000 euro. Si tratta di una delle punizioni più severe mai inflitte in ambito UEFA per episodi di combine.

L’episodio oggetto dell’inchiesta riguarda la gara di ritorno del primo turno preliminare tra Alashkert (Armenia) e Arsenal Tivat, disputata nel luglio del 2023.

In quell’occasione, la formazione armena si impose per 6-1, ribaltando l’1-1 dell’andata e avanzando al turno successivo con un complessivo di 7-2. I sospetti sull’andamento del match hanno spinto l’organo di controllo UEFA ad aprire un procedimento disciplinare.

Il Comitato di Controllo, Etica e Disciplina della UEFA (CEDB) ha confermato le pesanti sanzioni, non solo per il club ma anche per i singoli coinvolti.

In particolare, Nikola Celebic (calciatore) e Ranko Krgovic (dirigente) sono stati squalificati a vita da qualsiasi competizione UEFA. Altri tre giocatori dell’Arsenal Tivat, Cetko Manojlovic, Radule Zivkovic e Dusan Puletic, hanno ricevuto una squalifica di dieci anni.

Non sono stati risparmiati nemmeno due ex tesserati oggi operativi in altri club. Milan Vignjevic e Goran Janjusevic, attualmente dirigenti dell’FK Radnicki Obrenovac, sono stati sospesi rispettivamente per dieci e sei anni.

Infine, Christos Psomiadis, non affiliato a nessuna società al momento delle indagini, è stato squalificato per otto anni.

Secondo quanto stabilito dalla UEFA, tutte le sospensioni verranno proposte per estensione a livello globale alla FIFA, al fine di rendere efficaci le sanzioni in ogni competizione internazionale. La decisione punta a lanciare un messaggio chiaro: la manipolazione dei risultati non sarà tollerata in nessuna forma.

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