L’Italia vola e poi si butta via: è pari contro il Belgio

Gli azzurri dominano per 40 minuti, poi crollano dopo l’espulsione di Pellegrini e vengono raggiunti sul 2-2

Dopo le vittorie contro Francia e Israele dello scorso settembre, l’Italia ricomincia il cammino nel girone di Nations League con un pareggio contro il Belgio di Domenico Tedesco.

L’Italia si schiera in campo con un 3-5-1-1 con Retegui unica punta e Pellegrini a fare da raccordo tra centrocampo e attacco. In mezzo al campo Ricci gestisce i ritmi mentre Tonali e Frattesi hanno il compito di inserirsi in area a supporto della punta. I due quinti a tutta fascia sono Dimarco e Cambiaso, in difesa Calafiori, Bastoni e Di Lorenzo con Donnarumma in porta.

Il Belgio sceglie invece il 4-2-3-1 nel match contro gli azzurri. Tra i pali c’è Casteels, in difesa Debast, Faes, Theate e De Cuyper occupano la linea a quattro, Tielemans e Mangala mediani davanti alla difesa e Doku, De Ketelaere, Trossard e Openda in attacco.

La partita

Il match inizia e l’approccio degli azzurri è subito ottimo. Tonali lancia Dimarco sulla sinistra che, con un delizioso cross di mancino pesca Cambiaso dall’altro lato. De Cuyper anticipa lo juventino, Casteels fa un miracolo, ma l’azzurro ribadisce in porta per il vantaggio Italia dopo appena un minuto.

I primi 20 minuti sono totalmente appannaggio degli azzurri che conducono la gara senza pericoli, creandone però al Belgio, soprattutto con Retegui e Pellegrini. Nel Belgio l’unico pericolo sembra essere Doku, che però viene ben contenuto con raddoppi costanti dalla difesa italiana. Al 24’ c’è un’azione splendida degli azzurri, che trovano il gol del raddoppio con Retegui. Dimarco apre la strada a Cambiaso con un gran cambio di gioco, il terzino juventino calcia dal limite ma trova i guantoni di Casteels che respinge laterale, sulla ribattuta arriva proprio Retegui che da due passi ribadisce in rete.

Al 30’ altra grande ripartenza dell’Italia sull’asse TonaliDimarco: il cross trova Retegui a centro area che, però, manda a lato di testa.

Al 41’ il match gira improvvisamente: totalmente in controllo della partita, gli azzurri si rilassano un attimo e danno la possibilità al Belgio di tornare a galla. Palla un po’ corta di Bastoni, Pellegrini viene anticipato da Theate nella metà campo azzurra e, per non far ripartire l’azione belga, interviene duro sul difensore. Il fallo dal vivo non sembra da espulsione, infatti l’arbitro estrae il cartellino giallo. Purtroppo però, il segno sulla caviglia di Theate spinge a fare un controllo più approfondito e, dopo minuti con il gioco interrotto, l’arbitro la va a rivedere al VAR e decide per l’espulsione. Enorme ingenuità del capitano giallorosso.

Ma non è finita qui perché oltre al danno c’è anche la beffa. Sulla punizione causata proprio da Pellegrini, grande schema su punizione del Belgio: Tielemans serve Trossard al limite, che appoggia per De Cuyper. Il sinistro a giro del difensore belga si infila all’angolino alle spalle di Donnarumma, il Belgio torna in partita.

Nel secondo tempo gli ospiti premono alla ricerca del pareggio. La nostra nazionale resiste difendendo bassa e cercando di ripartire, facendo anche calare i minuti che mancano alla fine.

Il muro azzurro regge fino al 62’, quando, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Faes riceve di testa e la alza per Trossard che da pochi metri insacca, non lasciando scampo a Donnarumma.

Al 64’ intervento disperato di Bastoni in scivolata su Openda lanciato solo contro il portiere. Dopo il silent check con il Var l’arbitro miracolosamente non assegna rigore ma solo un calcio d’angolo. Dopo il gol del 2-2 il Belgio preme ancora ma con meno foga, evidentemente volevano vincere la partita ma senza esporsi a pericolosi contropiedi.

Dopo i cambi, che hanno visto entrare in scena anche il giovane Pisilli, all’esordio assoluto con la nostra Nazionale, il Belgio mette dentro giocatori offensivi per dare un segnale positivo alla squadra e spingerla verso il vantaggio. All’88’ l’Italia sfiora il colpaccio: Frattesi ci prova dal limite, ma la palla viene deviata con un braccio da Faes in area. Il movimento sembra congruo rispetto al movimento del corpo e l’arbitro non assegna il penalty.

La partita va infine a spegnersi, con l’Italia che si tiene stretto un pareggio che, per come si era messa la gara, ad un certo punto sembrava quasi insperato.

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