Il match tra Milan e Como, in programma il 7 o l’8 febbraio 2026, potrebbe diventare storia: sarà il primo incontro di Serie A giocato fuori dai confini italiani.
Dopo l’autorizzazione della UEFA, che ha concesso il proprio consenso sottolineando però l’eccezionalità della decisione, l’ultimo ostacolo da superare è rappresentato dalla FIFA, che dovrà esprimersi ufficialmente nei prossimi giorni.
Nel comunicato rilasciato dalla UEFA si legge una ferma raccomandazione a preservare il carattere domestico delle competizioni nazionali ma, nonostante una certa riluttanza, la Federazione europea ha dato il via libera alla richiesta avanzata dalla Serie A e quella della Ligaspagnola, per la partita tra Villarreal e Barcellona prevista a Miami.
Un passaggio che lascia intuire come, nonostante l’assenza di un consenso unanime tra le parti coinvolte, il calcio europeo stia lentamente aprendo alla possibilità di disputare partite ufficiali all’estero.
Il verdetto della FIFA, presieduta da Gianni Infantino, sarà ora determinante. Secondo molte testate, l’organo di governo del calcio mondiale potrebbe non ostacolare l’iniziativa, complice un vuoto normativo che non regolamenta in modo esplicito simili situazioni.
In tal senso, l’approvazione della FIFA rappresenterebbe l’ultimo passaggio formale prima dell’annuncio definitivo.
Dal canto suo, il Milan ha definito l’opportunità come una chance unica non solo per il club rossonero, ma per l’intero movimento calcistico italiano. Data l’eccezionalità dell’incontro, l’evento permetterebbe alla Serie A di acquisire visibilità a livello globale, favorendo anche la promozione internazionale dei diritti televisivi.
Il Como, la cui proprietà è di origine indonesiana, vede nella trasferta australiana un’occasione strategica per espandere la propria immagine anche nei mercati dell’Asia-Pacifico.
Giocare in Oceania, inoltre, rappresenterebbe un modo per avvicinarsi geograficamente alla base proprietaria. Il legame con il territorio resta centrale anche nel progetto del club lariano, che punta a posizionarsi come ambasciatore della città di Como, già ampiamente nota a livello internazionale come meta turistica.
L’organizzazione del match in Australia si inserisce in un più ampio processo di internazionalizzazione del calcio italiano, attualmente con meno appeal rispetto alla Premier League o alla Liga, volto a migliorare la competitività e l’attrattiva del campionato nostrano a livello mondiale.
Dovesse arrivare il definitivo ok dalla FIFA, si tratterà di un precedente che potrebbe aprire la strada ad altri incontri all’estero, ridisegnando i calendari del nostro calcio anche nei prossimi anni.
La posizione della Lega Serie A
Attraverso una nota ufficiale, la Lega ha espresso gratitudine verso l’organismo europeo per aver riconosciuto la natura eccezionale della proposta e averne compreso le particolari condizioni.
Nella nota si legge “Va peraltro sottolineato che si tratta di una sola partita su 380 del Campionato: un evento straordinario, non una modifica strutturale del calendario”.
E continua: “La decisione del Comitato Esecutivo della UEFA ci avvicina alla possibilità di disputare la gara tra Milan e Como del prossimo mese di febbraio in Australia, auspico che l’approvazione anche da parte della FIFA e della Federazione australiana possano chiudere l’iter autorizzativo”, ha commentato Ezio Simonelli, presidente della Lega Calcio Serie A, per poi concludere: “Ringrazio tutti coloro, a partire dal Presidente Ceferin, e il Presidente Gravina, che hanno saputo cogliere l’eccezionalità di questo evento”.
“Per noi una situazione di contingenza legata all’indisponibilità dello Stadio di San Siro” (a causa delle Olimpiadi, n.d.r.) “si è trasformata in un’opportunità per accontentare i numerosi tifosi del calcio italiano, che avranno la possibilità di seguire la partita dal vivo a Perth, e anche per le due squadre e il calcio italiano di incrementare la visibilità internazionale e la fan base”.
“Sono certo che i tifosi di Milan e Como, che comunque non avrebbero potuto seguire il match al Meazza, capiranno il sacrificio che in questa occasione sarà loro richiesto, ma che si rifletterà in importanti benefici per le loro squadre”.