Quando il Paris Saint Germanin ha battuto nettamente l’Inter in finale di Champions League era chiaro a tutti che ci si trovava di fronte ad una squadra imbattibile o quasi. Qualcuno, come si usa adesso, l’ha definita un avversario “ingiocabile” nel senso che il livello di gioco era ormai tale da non consentire a nessuno di scalfire l’efficacia del proprio gioco. Pressing alto, grande tecnica e velocitĆ degli interpreti. CosƬ ĆØ venuta fuori quell’atto finale della massima competizione europea in cui non c’ĆØ stata storia contro una formazione italiana.
Grande prestazione del Chelsea
Diversamente ĆØ invece andata nella finale del Mondiale per Club, dove l’impresa l’ha fatta il Chelsea di Enzo Maresca. Il 3-0 ĆØ stato scandito da un dominio indiscutibile della squadra inglese allenata dal tecnico italiano. Secondo alcuni ĆØ stato il primo a capire come poter mettere seriamente in difficoltĆ il Paris Saint Germain. Tant’ĆØ che si ĆØ parlato di vittoria soprattutto in panchina, grazie al fatto che Maresca abbia avuto il coraggio di sfidare i francesi con gli stessi temi che li hanno resi dominanti: la pressione sugli avversari e il coraggio.
Due successi al primo anno
Il coraggio di lasciare il possesso palla agli avversari, adottando un po’ di italianitĆ nel mettere in campo una squadra pensata anche per mettere in discussione le certezze tecniche e tattiche avversarie. Giù il cappello di fronte ad un allenatore che in Italia non aveva avuto una grande esperienza a Parma, prima di imporsi in Inghilterra con la promozione in Premier League conquistata con il Leicester e la sua prima grande stagione al Chelsea. Un Mondiale per Club e una Conference al primo anno sono un bottino degno di nota per una societĆ che negli ultimi anni aveva un po’ smarrito la strada della big che era diventata soprattutto nell’era Abramovich.