Udinese-Cagliari 2-0
L’Udinese torna a vincere in casa, sfruttando al meglio la superiorità numerica e consolidando il proprio piazzamento in classifica.
L’incontro inizia con l’Udinese subito aggressiva e in controllo del possesso palla, arrivando al primo tiro al 23’ con Lovric. La svolta arriva al 30’, quando Makoumbou del Cagliari, già ammonito, perde palla e trattiene Payero in contropiede: Manganiello non può che espellere il centrocampista, lasciando il Cagliari in inferiorità numerica per oltre sessanta minuti. L’Udinese non perde tempo e poco dopo, al 38’, passa in vantaggio grazie a un colpo di testa di Lucca su assist di Kamara.
Nel secondo tempo, la squadra friulana cerca il raddoppio con Lovric, che sfiora il palo con un tiro da fuori. Nicola prova a ribaltare la partita inserendo i suoi pezzi da novanta, Lapadula e Luvumbo, ma ogni speranza di rimonta svanisce quando Davis, all’80’, sigla il 2-0 con un destro sotto l’incrocio. L’Udinese festeggia così la quarta vittoria casalinga della stagione e raggiunge quota 16 punti, mentre il Cagliari resta fermo a 9, interrompendo una serie positiva.
Torino-Como 1-0
Dopo quattro sconfitte consecutive, il Torino ritrova finalmente la vittoria in Serie A battendo il Como. La squadra di Vanoli sale così a 14 punti, interrompendo una serie negativa e superando un Como ben organizzato, guidato da un brillante Fabregas che, nonostante il 69% di possesso palla e 20 tiri, non riesce a capitalizzare.
Nella prima metà della gara, i granata faticano a trovare ritmo e precisione, mentre il Como costruisce l’occasione più pericolosa con Fadera, che però viene fermato da un attento Milinkovic-Savic al 24’. Il Torino, sottotono, si scontra contro l’organizzazione difensiva del Como e non riesce a creare opportunità concrete. Vanoli, consapevole delle difficoltà, inserisce Vojvoda nel secondo tempo per dare energia e bilanciare meglio la squadra.
La seconda frazione vede un Torino più dinamico, che crea varie occasioni. I granata vanno vicini al vantaggio con un tiro di Ricci e un colpo di testa di Lazaro parato da Audero. Tuttavia, è il Como a rispondere con il giovane talento Nico Paz, che mette a dura prova Milinkovic-Savic in due azioni ravvicinate, senza però trovare il gol.
Il momento chiave arriva al 71’: Braunoder del Como sbaglia un retropassaggio di testa, permettendo a Njie di inserirsi e segnare il suo primo gol in Serie A dopo aver dribblato Audero. Nel finale, Fabregas tenta il tutto per tutto inserendo Belotti e Mazzitelli, ma è ancora Milinkovic-Savic a proteggere il vantaggio del Torino con una parata decisiva nei minuti di recupero.

Napoli-Lecce 1-0
Il Napoli di Conte conquista tre punti importanti contro il Lecce, imponendosi di misura in una partita più combattuta del previsto al Maradona.
Fin dai primi minuti, il Napoli si mostra ben organizzato, pressando alto e sfruttando gli esterni, con McTominay che spesso avanza per costruire gioco. Il Lecce risponde con un blocco difensivo compatto che chiude gli spazi centrali, puntando sulle ripartenze veloci di Banda. La prima occasione degna di nota arriva da Falcone, che respinge i tiri di Ngonge e Neres, mentre sul fronte opposto il destro di Dorgu non trova il bersaglio. La pressione del Napoli cresce e Di Lorenzo segna, ma il gol viene annullato per fuorigioco. Il primo tempo si chiude senza reti, ma con numerose azioni pericolose da entrambe le parti.
Nella ripresa il Napoli mantiene il controllo del possesso palla, anche se le difese prevalgono sui tentativi di avanzare. L’occasione migliore capita a Lukaku, che però manca il gol su un colpo di testa di Buongiorno. Conte effettua alcuni cambi strategici, sostituendo Ngonge con Politano e inserendo anche Kvaratskhelia e Raspadori per spingere ulteriormente in attacco. Il pressing azzurro viene premiato: al culmine di un’azione concitata, Di Lorenzo realizza il gol decisivo, raccogliendo una respinta di Falcone su un’incornata di McTominay.
Gli ultimi minuti vedono il Lecce lanciarsi all’assalto, alla disperata ricerca del pareggio. Il Napoli resiste grazie alla solidità difensiva di Politano e alle uscite sicure di Meret che, nonostante qualche incertezza, contribuiscono a portare a casa una vittoria preziosa. Con questa quarta vittoria consecutiva, il Napoli si conferma in testa alla classifica, inviando un segnale forte alle inseguitrici.
Atalanta-Hellas Verona 6-1
L’Atalanta domina in lungo e in largo l’Hellas Verona grazie ad un netto 6-1 al Gewiss Stadium. Fin dai primi minuti, i nerazzurri impongono un ritmo forsennato e trovano subito il gol con De Roon al 6’. Al 9’ Retegui porta la Dea sul 2-0 e, al 14’, De Ketelaere firma il 3-0 con una splendida conclusione all’incrocio. Il tris in un quarto d’ora stordisce il Verona, che fatica a reagire e subisce anche il quarto gol al 29’ con Lookman, che sfrutta un rimpallo favorevole.
L’attacco atalantino è inarrestabile e al 34’ Lookman firma la sua doppietta personale, portando i bergamaschi addirittura sul 5-0. Poco prima della fine del primo tempo, completamente dominato dai bergamaschi, l’Hellas trova il gol della bandiera con Sarr, che colpisce di sinistro dalla distanza.
Nella ripresa, Zanetti prova a riorganizzare la squadra ma, nonostante un inizio più solido, il Verona non può fermare un’altra accelerazione dell’Atalanta che, al 58’, passa ancora con Retegui che sigla il 6-1 finale. I ritmi calano negli ultimi minuti, con l’Atalanta che continua comunque a cercare di penetrare la difesa scaligera, ormai esausta. Il Verona chiude in dieci per un infortunio a Sarr e, senza recupero, il match termina con una vittoria roboante per la Dea.
Parma-Empoli 1-1
In un match influenzato da un campo in pessime condizioni, Parma ed Empoli si dividono i punti al termine di una gara fisica e combattuta. L’Empoli gestisce meglio il possesso, ma il Parma si rende pericoloso per primo all’11’ con un tiro di Bonny, troppo centrale per impensierire Vasquez. Dopo mezz’ora, l’Empoli passa in vantaggio grazie a un autogol di Coulibaly, che nel tentativo di anticipare Fazzini su un cross di Gyasi devia il pallone nella propria rete.
Il Parma prova a reagire prima della pausa, sfiorando il pareggio con un gran tiro a giro di Cancellieri che colpisce la traversa. Nella ripresa, Pecchia riorganizza l’attacco inserendo Charpentier, Keita e Almqvist, aumentando la pressione. Al 63’, il portiere Vasquez salva l’Empoli con una straordinaria parata su punizione di Bernabé, ma la spinta del Parma viene finalmente premiata al 79’, quando Charpentier trova il gol dell’1-1 su cross di Valeri.
Pochi minuti dopo il Parma ha l’occasione di ribaltarla e portarsi in vantaggio, ma Bonny colpisce la traversa dagli undici metri, lasciando il match in parità. La partita si conclude senza ulteriori emozioni, in un pareggio che lascia insoddisfatte entrambe le squadre.

Lazio-Genoa 3-0
La Lazio si impone con un netto 3-0 sul Genoa all’Olimpico. La partita inizia in equilibrio, ma al 21’ la Lazio trova il vantaggio con una splendida azione di Noslin, che supera Sabelli con un tunnel e batte Leali con un destro preciso. Pur essendo l’unico tiro in porta della prima frazione, i biancocelesti sfiorano il raddoppio con una conclusione a lato di Tavares.
Nel secondo tempo, il Genoa tenta la reazione con l’ingresso di Norton-Cuffy, che prova subito il tiro, respinto da Provedel. Nonostante alcuni tentativi, il Grifone non riesce a concretizzare, con la Lazio mantiene in controllo il match. Nel finale, i biancocelesti chiudono la gara: prima all’86’, con Pedro che segna su ribattuta di Leali, e poi al 94’ con Vecino, che sigla il 3-0 finale. Questa vittoria conferma l’ottimo momento di forma dei biancocelesti, che arrivano a sei successi nelle ultime sette partite.
Monza-Venezia 2-2
Il Venezia non riesce a capitalizzare la superiorità numerica e il match contro il Monza si conclude con il 2-2.
Di Francesco sorprende con un 4-2-3-1, schierando Ellertsson e Oristanio sulle fasce e Busio come fantasista. Questa tattica si rivela subito efficace: al 15′, Oristanio serve Ellertsson che segna l’1-0. Tuttavia, il vantaggio dura poco, perché al 23′ Kyriakopoulos risponde con una grande azione personale, battendo il portiere Stankovic per l’1-1.
La partita resta intensa e vede il Venezia tornare avanti al 39′ con Svoboda che colpisce di testa su punizione di Andersen. Ma, sempre Svoboda, commette un errore cruciale poco dopo, permettendo a Kyriakopoulos di assistere Djuric, autore del definitivo 2-2.
Nel secondo tempo i ritmi calano e Di Francesco cambia modulo, passando al 3-4-2-1. Nonostante l’espulsione di Bondo all’80′, che lascia il Monza in dieci, il Venezia non riesce a sfruttare l’uomo in più e manca di incisività, lasciando sfumare l’opportunità di guadagnare punti importanti.
Inter-Juventus 4-4
Partita non adatta ai deboli di cuore quella tra Inter e Juventus, che si spartiscono la posta in palio con un pirotecnico quanto mai inedito 4-4. Pronti, via e l’Inter passa in vantaggio: al quarto d’ora, infatti, grazie ad un fallo molto ingenuo di Danilo su Thuram, Zielinski si presenta sul dischetto. Il polacco tira centrale e non sbaglia, portando l’Inter avanti. La Juventus risponde subito con Vlahovic, servito perfettamente dopo un’incursione di McKennie.
Poco dopo i bianconeri ribaltano il risultato con un gol di Weah, dopo un bel dribbing di Conceicao che lo serve a due passi dalla linea di porta. Nonostante il contraccolpo psicologico dell’1-2 i nerazzurri non cedono: Mkhitaryan scambia bene con Thuram e pareggia il match con un tiro dal limite e Zielinski sigla la sua doppietta personale dal dischetto, punendo un altro fallo molto ingenuo di Kalulu su Dumfries.
Nella ripresa l’Inter parte con un atteggiamento super aggressivo e, poco dopo, la spinta dei padroni di casa viene ripagata, con Dumfries che segna il 4-2 dopo un corner. I bianconeri, abbastanza alle corde, evitano il 5-2 dell’Inter con dei miracoli di Di Gregorio e con un po’ di fortuna, con diversi tiri che sibilavano accanto al palo. Thiago Motta cerca di recuperare la gara inserendo Yildiz e Savona, e sarà proprio il turco l’arma per ribaltare la partita. Il giovane 2005 accorcia le distanze al 71’ con un sinistro preciso dentro l’area e, nel finale, sigla il 4-4 su assist di Conceicao all’82’, completando una rimonta clamorosa per i bianconeri. Negli ultimi minuti le due squadre, comprensibilmente esauste, evitano di farsi del male, mettendo in ghiaccio il risultato.

Fiorentina-Roma 5-1
La Roma subisce una pesante sconfitta al Franchi contro una Fiorentina dominante, cedendo 5-1 in una partita che rivela tutte le fragilità del gruppo di Juric. I segnali di un ambiente instabile e sotto pressione si concretizzano sul campo, con i giallorossi che non riescono a contrastare l’intensità e l’organizzazione tattica della Viola.
Palladino schiera una Fiorentina ridisegnata, rinunciando al modulo abituale per favorire un gioco più solido e verticale, mossa che pare essere vincente. I toscani segnano subito con Moise Kean al 9’ e raddoppiano al 17’ su rigore con Beltran, dopo un’ingenuità di Celik che stende Bove. Nonostante il tentativo di Juric di riorganizzare i suoi, la Fiorentina dilaga, mantenendo il controllo a centrocampo grazie ai movimenti di Adli e Cataldi, con Bove, grande ex e MVP della partita, che mette in luce le carenze tattiche della Roma.
Nel secondo tempo, la situazione peggiora: la Roma, sbilanciata e in difficoltà, subisce il quarto gol proprio da Bove, che rinuncia all’esultanza per non far innervosire oltremodo gli ex compagni. Il disastro si completa con l’espulsione di Hermoso e una sfortunata autorete di Hummels appena entrato, immagini di una squadra in crisi e anche poco fortunata. Solo le parate di Svilar evitano un passivo ancor più umiliante per i giallorossi, che ora affrontano l’ennesima crisi in una stagione già difficile.