Si può dire che non ci sia stata storia nel derby di Manchester giocato il 14 settembre. Il City tra le mura amiche ha avuto nettamente la meglio sui concittadini dello United, con una superiorità testimoniata in maniera inequivocabile dal punteggio. 3-0 per la squadra di Guardiola su quella di Amorim. Un’istantanea che fotografa probabilmente i rapporti di forza e, nel giorno dell’esordio di Donnarumma in Premier League, ci sono almeno tre notazioni che chi segue il calcio con attenzione avrà notato.
1) C’era una volta il Manchester United
La fase storica in cui si guarda con nostalgia al club che, tra gli anni ’90 e ‘2000, ha dominato in Inghilterra ed in Europa prosegue. Nonostante i tentativi degli ultimi anni di rafforzare in maniera considerevole la rosa, si sta vivendo un’altra stagione in cui la formazione di Old Trafford fatica a mantenere un livello consono al proprio blasone o ad essere all’altezza dell’altra squadra di Manchester. Prima degli ultimi due lustri andava esattamente all’incontrario.
2) Donnarumma parata da campione
Ad una squadra forte si chiede di avere un portiere che, all’occorrenza e magari dopo una partita di totale inattività, si faccia trovare pronto. Gigi Donnarumma è molto di più e lo ha dimostrato con la prima strepitosa parata compiuta all’esordio. Un riflesso da campione ha permesso alla sua squadra di mantenere la porta inviolata. Un volo su una bellissima conclusione al volo di Mbeumo che avrebbe realizzato un gol destinato a restare nella storia se solo il portiere italiano con un balzo felino non fosse arrivato a toglierla dall’angolo.
3) Portiere e centravanti: il calcio di Guardiola che cambia
Pep Guardiola è l’allenatore più innovativo del calcio degli ultimi vent’anni, oltre che assolutamente in lizza per essere considerato uno dei migliori della sua epoca. Il Manchester City di oggi è una squadra fortissima, ma gli mancano forse due caratteristiche che hanno reso iconico il modo di giocare dell’ex tecnico del Barcellona: il falso nueve e il portiere bravissimo con i piedi. Haaland è un giocatore che fa gol a grappoli, ma fisico e che richiama il “9 classico”. Donnarumma è forse il miglior portiere al mondo, ma non fa certo del gioco con i piedi la sua maggiore virtù. Segno che l’eventuale integralismo che i più grandi, esattamente come Guardiola, sono pronti anche a lasciarlo da parte se ci sono le condizioni di avere soluzioni migliori.
Per me Paperumma era, Paperumma rimane