Rebic cuore d’oro: salda i debiti e costruisce un asilo nel villaggio dove è nato

L’attaccante croato ha mantenuto la promessa fatta da bambino: ha aiutato economicamente tutti i suoi compaesani e ora finanzia un progetto educativo a Donji Vinjani

Ante Rebic ha compiuto un gesto di grande valore umano e sociale: ha estinto i debiti di 500 abitanti del suo paese natale, Donji Vinjani, e avviato la costruzione di un asilo.

Un impegno che risale alla sua infanzia, quando aveva promesso ai suoi concittadini che, una volta affermatosi nel calcio, avrebbe fatto qualcosa di concreto per cambiare le loro vite.

La storia di Rebic parte da una piccola località della Croazia, un villaggio segnato dalle ferite della guerra nella ex Jugoslavia.

Qui, dove il tempo sembra essersi fermato e il ricordo del conflitto è ancora vivo nei racconti degli anziani, il calciatore ha deciso di mantenere fede alla parola data.

Dopo essersi liberato dal contratto con il Lecce, Rebic ha dedicato parte del suo patrimonio a un intervento sociale destinato a fare la differenza: ha pagato tutti i finanziamenti e i debiti accumulati da ciascuna famiglia del villaggio. Un atto che ha avuto un impatto diretto e tangibile sulla comunità locale.

Il progetto, però, non si è fermato al sostegno economico. Con quanto rimasto dal budget iniziale destinato a questa iniziativa, Rebic ha deciso di finanziare la costruzione di una struttura educativa: un asilo che offrirà anche supporto a bambini con disturbi dello spettro autistico.

Per questo scopo, ha donato centinaia di migliaia di euro, destinandoli specificamente alla realizzazione di spazi e attrezzature dedicate.

Questo intervento si distingue per la sua coerenza con le radici del calciatore: un uomo cresciuto in un contesto difficile, che non ha mai dimenticato da dove viene, nonostante i traguardi raggiunti in carriera.

Il gesto di Rebic va oltre la beneficenza: rappresenta un esempio raro di come un successo individuale possa tradursi in un bene collettivo, restituendo dignità e serenità a un’intera comunità.

Il suo atto non è solo un aiuto economico, ma un investimento nel futuro dei bambini e un messaggio potente sull’importanza del non dimenticare le proprie origini.

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